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	<title>Nuok &#187; brooklyn bridge</title>
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	<description>Alla scoperta di New York e delle città più belle del mondo</description>
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		<title>Il piccolo cimitero African Burial Ground</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 18:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Abbona</dc:creator>
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		<category><![CDATA[African Burial Ground]]></category>
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		<description><![CDATA[I luoghi più visitati dai turisti a New York? Al primo posto  Times Square con ben 39.200.000 visitatori l’anno (anche grazie alla nuova area pedonale!). Al secondo posto troviamo Central Park con 38.000.000, e al terzo Grand Central Terminal con 21.600.000 (ricordate il film di animazione Madagascar?). E non possono mancare alla lista l’Empire, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class=" wp-image-47636 alignleft" style="margin-bottom: 20px;" title="madagascar" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/madagascar.jpeg" alt="" width="230" height="140" /></p>
<p><strong>I</strong><strong> luoghi più visitati</strong> dai turisti a New York? Al primo posto  <strong>Times Square</strong> con ben 39.200.000 visitatori l’anno (<a href="http://www.nuok.it/nuok/zone-pedonali-la-rivoluzione-verde-di-new-york/">anche grazie alla nuova area pedonale!</a>). Al secondo posto troviamo<strong> Central Park</strong> con 38.000.000, e al terzo <strong>Grand Central Terminal</strong> con 21.600.000 (ricordate il film di animazione Madagascar?). E non possono mancare alla lista <strong>l’Empire, il Natural History Museum, il MoMA e il Brooklyn Bridge</strong> &#8211; per non parlare dell’<a href="http://www.travelandleisure.com/articles/worlds-most-visited-tourist-attractions/2"><strong>Apple Store,  Hollister, Abercrombie, Victoria’s Secret e Magnolia</strong></a>!</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-47625" title="african-burial-ground1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/african-burial-ground1-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Se state decidendo il vostro itinerario giornaliero nella Grande Mela, aggiungete alla lista <strong>The African Burial Ground</strong>. Situato accanto alla <strong>Corte di Giustizia</strong> di Downtown Manhattan, all’altissimo grattacielo del <strong>FBA</strong> e <strong>a due passi dal ponte di Brooklyn</strong>, <a href="http://www.africanburialground.gov/ABG_Main.htm">questo piccolo cimitero fa davvero uno strano effetto</a>!</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-47626" title="african-burial-ground2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/african-burial-ground2-544x320.jpg" alt="" width="293" height="171" /> <img class="alignnone  wp-image-47627" title="african-burial-ground4" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/african-burial-ground4-544x320.jpg" alt="" width="293" height="172" /></p>
<p>Nel 1991, durante la costruzione di alcuni palazzi, <strong>furono ritrovati dei resti umani e degli artefatti risalenti al 1690</strong>. Quest’area era, nel passato, infatti un piccolo cimitero di afro-americani liberi e schiavi.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-47635" title="african-burial-ground6" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/african-burial-ground6-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Non tutti sanno, infatti, che <strong>New York deteneva  il secondo maggior numero di schiavi</strong> dopo il South Carolina negli anni prima della rivoluzione americana. La popolazione africana costruì una parte della città (l’allora New Amsterdam) e, secondo alcune stime, <strong>circa 15.000 persone</strong> furono seppellite nell’African Burial Ground.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-47628" title="african-buiral-ground5" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/african-buiral-ground5-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Tutte le bare ritrovate erano purtroppo senza nome poiché all’epoca non esistevano dei veri e propri registri di nascita se non quelli tenuti dalle chiese. Furono individuati <strong>i resti di 419 persone</strong> che, nel 2003, furono riseppellite con una cerimonia ufficiale.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-47631" title="african-burial-ground7" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/african-burial-ground7-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Vicino a questo piccolo cimitero è stato costruito un monumento in pietra molto particolare, costituito dalla <em>Ancestral Chamber</em> che ricorda la prua di una barca, per <strong>rievocare la deportazione africana</strong> &#8211; e dal <em>Circle of the Diaspora</em> che rappresenta diverse <strong>immagini dell’Africa, dell’America Latina e dei Caraibi</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-47632" title="african-burial-ground8" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/african-burial-ground8-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>L’African Burial Ground è stato preservato, anche se solo in piccola parte &#8211; e grazie all’impegno di alcuni attivisti e politici, è diventato un <strong>monumento nazionale</strong>. Prima d’intraprendere la vostra “traversata” del Brooklyn Bridge, fate una sosta in questo piccolo cimitero perché rappresenta una parte della storia americana che, purtroppo, è troppo spesso dimenticata.</p>
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		<title>Archinuok: Quei cavi tesi tra le due sponde</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 12:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Carignano</dc:creator>
				<category><![CDATA[nuok]]></category>
		<category><![CDATA[brooklyn bridge]]></category>
		<category><![CDATA[ponte di Brooklyn]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; certamente uno dei simboli stessi di New York, uno dei più famosi: il Brooklyn Bridge caratterizza il paesaggio newyorkese da quasi 150 anni. Questo gigante di acciaio venne infatti inaugurato nel 1883 secondo il disegno dell&#8217;ingegnere di origini tedesche John Augustus Roebling &#8211; che però non vide il proprio progetto completato morendo in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; certamente uno dei simboli stessi di New York, uno dei più famosi: </strong>il Brooklyn Bridge caratterizza il paesaggio newyorkese da quasi 150 anni. Questo gigante di acciaio venne infatti inaugurato nel 1883 secondo il disegno dell&#8217;ingegnere di origini tedesche <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Augustus_Roebling">John Augustus Roebling</a> &#8211; che però non vide il proprio progetto completato morendo in un incidete durante la costruzione &#8211; ed è probabilmente il più vecchio tra i numerosi simboli di New York, <strong>essendo stato completato addirittura prima della Statua della Libertà.</strong></p>
<div id="attachment_26969" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-large wp-image-26969" title="BrooklynBridgeSchematic" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/BrooklynBridgeSchematic-595x1024.jpg" alt="" width="480" height="826" /><p class="wp-caption-text">Plan of one tower for the Brooklyn Bridge, 1867 - Wikipedia</p></div>
<p>Fin da inizio Ottocento era nata la necessità di collegare l&#8217;affollata isola di Manhattan con l&#8217;allora separata città di Brooklyn in rapido sviluppo. I collegamenti all&#8217;epoca erano assicurati <strong>da uno sgangherato servizio di traghetti e gli incidenti erano consuetudine.</strong></p>
<p>Nell&#8217;arco di quasi settant&#8217;anni vennero fatti tentativi e progetti per riuscire a connettere le due città ma a causa dell&#8217;impegnativo fondale sabbioso e alla presenza di un notevole traffico marittimo nel tratto finale dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/East_river">East River</a>, <strong>questi non si concretizzarono mai.</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-26972" title="bridge_1" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/bridge_1.png" alt="" width="480" height="268" /><br />
</strong></p>
<p>In effetti per poter vincere la sfida rappresentata delle difficili condizioni del fondale marino<strong> Roebling pensò le due gigantesche torri in pietra che sostengono i pesanti cavi in acciaio </strong>e permettono al ponte di trovarsi ad un&#8217;altezza sufficiente a permettere il passaggio alle imbarcazioni che affollano l&#8217;East River.</p>
<p><strong>Le torri costituiscono l&#8217;unico elemento “in stile” del ponte </strong>(anche perché nella struttura Roebling non poteva sbizzarrirsi più di tanto), rappresentando bene l&#8217;eclettismo dell&#8217;epoca rievocando le torri delle cattedrali gotiche europee. Avvicinarsi e passare attraverso gli immensi “portali” scavati nelle torri <strong>fa capire le immense proporzioni dell&#8217;opera.</strong></p>
<p>Un&#8217;altra intuizione geniale del progettista <strong>fu la separazione della circolazione pedonale/ciclabile da quella automobilistica </strong>(ovviamente all&#8217;epoca di Roebling si parlava ancora di carrozze) in modo da permettere ai pedoni di spostarsi al sicuro e in un punto panoramico privilegiato.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26971" title="bridge_2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/bridge_2.png" alt="" width="480" height="337" /></p>
<p>Una volta completato venne da subito considerato un capolavoro ingegneristico essendo il primo dalla struttura in acciaio mai realizzato e rimase il ponte a campata unica più lungo al mondo fino al 1903. All&#8217;epoca infatti gli ingegneri confidavano nel ferro e nella ghisa piuttosto che nell&#8217;acciaio per quanto riguardava la costruzione di ponti e infrastrutture.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26970" title="bridge_3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/07/bridge_3.png" alt="" width="480" height="308" /></p>
<p>Ben prima della costruzione di qualsiasi grattacielo a Manhattan,<strong> le torri gotiche del ponte di Brooklyn e l&#8217;imponenza della struttura progettata da Roebling diedero lo slancio verso l&#8217;alto alla città </strong>che di lì a poco avrebbe cominciato a riempirsi di torri in vetro e acciaio.</p>
<p><span style="color: #888888;"><em><strong>photo credit:<br />
collections.mcny.org</strong></em></span></p>
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		<title>Brooklyn Bridge Net</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 03:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Peter Zullo]]></category>
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		<description><![CDATA[:: Hai pubblicato un libro fotografico con scatti eccezionali. Ce ne parli? E&#8217; il frutto di tre viaggi a New York fatti nel giro di un anno e mezzo e di tanti chilometri macinati a piedi in giro per le strade della Grande Mela. Nei miei scatti cerco di andare oltre alle belle foto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23669" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><img class="size-full wp-image-23669" title="Brooklyn Bridge Net" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/05/Brooklyn-Bridge-Net.jpg" alt="" width="480" height="319" /><p class="wp-caption-text">© Peter Zullo - www.peterzullo.it</p></div>
<h3>:: Hai pubblicato <a href="http://www.blurb.com/books/1974816">un libro fotografico</a> con scatti eccezionali. Ce ne parli?</h3>
<p>E&#8217; il frutto di tre viaggi a New York fatti nel giro di un anno e mezzo e di tanti chilometri macinati a piedi in giro per le strade della Grande Mela. Nei miei scatti cerco di andare oltre alle belle foto in stile cartolina nel tentativo di raccontare qualcosa in più di questa meravigliosa città. In particolare quegli aspetti che mi hanno colpito maggiormente come le frequenti stranezze, le straordinarie architetture, le incredibili atmosfere notturne. Un aspetto che mi è molto caro è però quello della solitudine (o apparentemente tale). E&#8217; strano che in un città di più di 8 milioni di abitanti ci si possa sentire soli, come è sorprendente che ci sia la possibilità di ritagliarsi dei momenti di solitudine anche in posti solitamente frequentatissimi come il ponte di Brooklyn o Central Park.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.peterzullo.it"><strong>Peter Zullo</strong></a></p>
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		<title>La migliore vista panoramica di New York gratis? Dal Brooklyn Bridge!</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 23:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samantha Ragazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[brooklyn bridge]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo vediamo da sempre e lo riconosciamo subito, anche se a New York non abbiamo mai messo piede. Lo abbiamo ammirato, immancabile e orgoglioso, sullo sfondo di foto e video delle vacanze degli amici, nei film e nei telefilm alla televisione, sui siti e sulle guide turistiche, sui pacchetti di chewing gum e sulle fotocopie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo vediamo da sempre e lo riconosciamo subito</strong>, anche se a New York non abbiamo mai messo piede. Lo abbiamo ammirato, immancabile e orgoglioso, sullo sfondo di foto e video delle vacanze degli amici, <strong>nei film e nei telefilm alla televisione, sui siti e sulle guide turistiche, sui pacchetti di chewing gum </strong>e sulle fotocopie colorate che le agenzie di viaggi attaccano in vetrina ogni volta che ci vogliono proporre il classico “<em>Capodanno nella Grande Mela!</em>”.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-15028" title="P1040999" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/P1040999.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><strong>Il ponte di Brooklyn è il simbolo di una città dove i simboli non mancano</strong>, forse il primo che ci viene in mente quando pensiamo a NY. <strong>Il ponte è “mitico”, “unico”, “spettacolare”.</strong> Eppure, a differenza di tante opere architettoniche, è nato per svolgere una funzione umile, di mera utilità:<strong> il ponte “serve” per spostarsi da Manhattan a Brooklyn e viceversa</strong>; è calpestato, attraversato, vissuto ogni giorno da milioni di pendolari e <strong>turisti che si muovono sulla sua passerella in legno e acciaio e nelle macchine che sfrecciano nelle corsie sottostanti.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-15031" title="P1040906" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/P1040906.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>E’ però anche un monumento a tutti gli effetti, ed <strong>un monumento tremendamente bello!</strong> Lo stile gotico delle torri in granito e pietra calcarea e l’intrecciarsi dei cavi in acciaio che a detta di molti ricorda un’arpa, lo rendono più caldo e familiare degli altri due gemelli che attraversano <strong>l’East River, il Manhattan ed il Williamsburg Bridge</strong>, con la loro nuda struttura in acciaio.</p>
<p>Attraversando il ponte di Brooklyn possiamo avvicinarci ad una città <strong>così immensa e caotica con il mezzo più antico del mondo: i nostri piedi. </strong>Passo dopo passo lasciamo i profili bassi e industriali dei moli di Brooklyn <strong>e gradualmente ci avviciniamo ai contorni di Manhattan. </strong>Possiamo godere di ogni elemento di questa visione senza le grate protettive che avvolgono gli altri ponti: l’acqua sotto di noi che si infrange sui pilastri che lo ancorano alla terra ferma, le macchine che scorrono sotto la passerella per pedoni e ciclisti,<strong> la Statua della Libertà sulla sinistra, le barche ed i traghetti e finalmente i contorni di Manhattan con i suoi grattacieli </strong>visibili fino all’Empire State Building. E tutto questo GRATIS!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-15029" title="P1040980" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/P1040980.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<h3>UN PO’ DI STORIA E QUALCHE CURIOSITA’</h3>
<ul>
<li><strong>Progettato da J.A. Roebling,</strong> il lavoro di costruzione richiese 14 anni e costò la vita ad una trentina di operai, nonché al suo ideatore, che morì di tetano dopo essersi ferito nel cantiere di costruzione.</li>
</ul>
<ul>
<li>Inaugurato il 24 Maggio del 1883 con il nome di “New York and Brooklyn Bridge”,<strong> è stato il primo ponte a collegare Manhattan con la vasta e verde città di Brooklyn. </strong>Il primo giorno di apertura il ponte fu attraversato da ben 150.300 persone e 1800 carrozze e veicoli. Nel 1915 il ponte fu formalmente rinominato “Brooklyn Bridge”.</li>
</ul>
<ul>
<li>Nel 1884 il magnate e showman P.T. Barnum <strong>dimostrò la stabilità del ponte</strong> attraversandolo con 21 elefanti del suo circo.</li>
</ul>
<ul>
<li>C’è addirittura <strong>chi considera il ponte alla stregua delle Piramidi egizie </strong>poiché è stato costruito interamente a mano; non esistevano infatti in quegli anni i martelli pneumatici e nemmeno le lampadine. In seguito, fu proprio il Brooklyn Bridge il primo ponte ad essere illuminato grazie all’elettricità.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>I locali all’interno dell’ancoraggio del ponte dalla parte di Brooklyn</strong>, in Old Fulton st, sono stati per anni uno spazio dedicato a performance artistiche e musicali. L’architettura delle alte stanze è spesso stata paragonata a quella di monasteri e cattedrali; gli spazi sono stati chiusi per ragioni di sicurezza nel 2001.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Pedoni vs Ciclisti: </strong>E’ in atto una vera e propria lotta tra i pedoni (soprattutto i turisti) che percorrono la promenade del ponte ed i pendolari (commuters) che la attraversano in bicicletta; occhio allora ai segni per terra che vi indicano da quale parte stare: eviterete così le imprecazioni dei ciclisti che vi sfrecciano di fianco!</li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-15030" title="P1040945" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/P1040945.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<ul>
<li><strong>Alieni a New York?</strong> Se gli alieni dovessero arrivare sulla terra non è detto che sceglierebbero una minuscola cittadina del Midwest; forse anche per loro il ponte sarebbe un must see come per qualsiasi turista terrestre! Budd Hopkins nel suo libro “Witnessed, The True Story of The Brooklyn Bridge UFO Abductions” racconta dello strano caso di Linda Cortile, rapita dagli alieni nella sua casa a ridosso del ponte di Brooklyn nel 1989!</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>La poesia sul ponte: </strong>Ogni anno a Giugno la Poets House organizza il Poetry Walk, un vero e proprio pellegrinaggio da Manhattan a Brooklyn con reading di poesie di Walt Whitman, Marianne Moore ed altri che quest’anno è stato capitanato da niente meno che Bill Murray!</li>
</ul>
<h3>Come raggiungere il ponte</h3>
<p>Da Brooklyn, prendete il passaggio pedonale per il ponte all’incrocio tra Tillary e Adams St (Fermata Borough Hall delle linee 2,3,4,5 o Court St delle linee N,R della metro). Da Manhattan, potete raggiungere il ponte a City Hall Park, su Centre St e Park Row (Fermata Brooklyn Bridge &#8211; City Hall delle linee 4,5,6, oppure Chambers St delle linee J,Z della metro)</p>
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		<title>Regalateci visioni</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 15:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Locatelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Per chi ama raccontare, la città di New York offre molteplici e inesauribili spunti: persone di ogni parte e storia, panorami da tachicardia, situazioni surreali, culture e controculture di ogni genere e infine, come valore aggiunto, la consapevolezza condivisa che a New York può succedere di tutto. Per uno scrittore, insomma, è il paradiso in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-8544" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/Senza-titolo-11-994x1024.jpg" alt="" width="486" height="498" /><br />
<strong>Per chi ama raccontare</strong>, la città di New York offre molteplici e inesauribili spunti: persone di ogni parte e storia, panorami da tachicardia, situazioni surreali, culture e controculture di ogni genere e infine, come valore aggiunto, <strong>la consapevolezza condivisa che a New York può succedere di tutto</strong>.<br />
Per uno scrittore, insomma, è il paradiso in terra, il cappello da cui tirar fuori ogni coniglio. Innumerevoli romanzi sono ambientati in questa metropoli o ispirati ad essa, come innumerevoli sono le visioni e interpretazioni della città stessa. A mio avviso sono proprio questi i racconti più interessanti, perchè <strong>regalano punti di vista nuovi e profondi di una città che forse nessuno saprà mai capire a fondo</strong>.<br />
Oggi vorrei consigliarvi due racconti in particolare.<br />
<em></em></p>
<p><img class="size-full wp-image-8516 alignleft" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/waterfront.jpg" alt="" width="301" height="463" />.: <a href="http://www.amazon.com/Waterfront-Journey-Around-Manhattan-Journeys/dp/0609605054"><em>Waterfront: a Journey around Manhattan</em></a> di <a href="http://www.philliplopate.com/books.html">Phillip Lopate</a>.<br />
East Side, West Side da Little Red Lighthouse a Battery Park City, le meraviglie del waterfront di Manhattan sono allo stesso tempo celebrate e tenute nascoste. Nella sua brillante esplorazione di questa ancor poco approfondita parte di New York, Lopate recupera l&#8217;anima della città. Egli percorre a piedi il perimetro del waterfront raccontando storie di pirati (Capitano Kidd) e mediatori di potere (Robert Moses), gli edifici pubblici di Harlem, la costruzione del ponte di Brooklyn. Si evoca la magia del porto vecchio, dai giorni di Melville e Whitman a quelli degli scaricatori di porto, valutando i progetti attuali degli attivisti ambientali e sondando nuovi piani per parchi e cupole con vista sul fiume.<br />
Lopate descrive il suo romanzo come &#8220;<strong><em>un misto di storia, guida, architettura, reportage, memorie personali, critica letteraria e scrittura della natura</em></strong>&#8220;. In passato, chi percorreva questa zona della città, poteva godere il grande spettacolo del waterfront urbano ricco di facchini e monelli, passeggini e pescivendoli, incrociatori e marinai in congedo, donne della notte.<br />
Il recente aumento delle torri di appartamenti di lusso e dei complessi sportivi ha trasformato il waterfront in un semplice porto o un <em>Devil&#8217;s Playground</em> di un tempo e questo saggio ha la grande capacità espressiva di catapultarci nel passato e raccontarci &#8220;cosa ci siamo persi&#8221;.</p>
<p><img class="size-full wp-image-8519 alignleft" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/delirious_ny.jpg" alt="" width="297" height="414" />.: <a href="http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8843562304"><em>Delirious New York: A Retroactive Manifesto for Manhattan</em></a>, di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rem_Koolhaas">Rem Koolhaas</a>.<br />
Questo libro è un<strong> <em>must read</em></strong>.<br />
Rem Koolhaas, famoso architetto olandese, ha uno sguardo irriverente sulla storia architettonica di Manhattan. Egli presenta la città come mondo &#8220;fantastico&#8221; travestito di pragmatismo e definendola &#8220;la stele di Rosetta del 20 ° secolo&#8221;. A differenza dei libri che raccontano la crescita dell&#8217;architettura a Manhattan in termini di grattacieli, Rem Koolhaas la osserva in termini di Coney Island (un &#8220;feto&#8221;di Manhattan), e come un mondo di illusioni portate in vita senza senso del reale. I processi che racconta non riguardano l&#8217;invenzione dell&#8217;ascensore e delle strutture portanti in acciaio, ma piuttosto il cartone di Coney Island mescolato con la rete di quartieri di Manhattan.<br />
La griglia dei <em>blocks </em>è stata concepita nel 1807 e suddivide l&#8217;isola in 2028 blocchi che non hanno nulla a che vedere con la topografia della città; questa è la dimostrazione che Manhattan si basa su un&#8217;istituzione mentale più che reale. Come avviene a Coney Island, la forma della città si è sovrapposta a quella griglia surreale, l&#8217;architettura di Manhattan è quindi diventata, come afferma Koolhaas, lobotomizzata. <strong>Il reale e il naturale vengono sovrastati dall&#8217;illusione di una città che mette le fondamenta su quella che viene definita &#8220;cultura della congestione</strong>&#8220;. &#8220;<em>Manhattan</em>&#8220;, scrive l&#8217;autore, &#8220;<em>è occupata da trasformazioni archietettoniche (</em>Central Park, i grattacieli<em>), utopistici frammenti urbani (</em>Rockfeller Center, l&#8217;edificio delle Nazioni Unite<em>) e fenomeni irrazionali </em>(Radio City Music Hall)&#8221;. Delirious New York descrive in mondo non comune e intrigante la realtà di questa ambigua metropoli, utilizzando anche acquarelli e disegni d&#8217;archivio, fotografie e planimetrie in cui si osserva la rete di senso ed energia su cui si basa la città stessa.</p>
<p>cit.<em> &#8220;La metropoli si sforza di raggiungere un punto mitico dove il mondo è completamente inventato dall&#8217;uomo in modo che esso coincida assolutamente con i suoi desideri.</em>&#8220;</p>
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		<title>Yellow Soul! &#8211; on Brooklyn Bridge</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 11:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Savarese</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Yellow Soul! &#8211; on Brooklyn Bridge New Eyes – © copyright Carmine Savarese]]></description>
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<h3>Yellow Soul! &#8211; on Brooklyn Bridge</h3>
<p><strong>New Eyes</strong> – © copyright <a href="http://www.nuok.it/team/carmine-savarese/">Carmine Savarese</a></p>
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		<title>Camminando verso Brooklyn / Brooklyn Bridge</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 12:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<h3>Camminando verso Brooklyn / Brooklyn Bridge</h3>
<p>© <a href="../2010/01/2010/01/2010/01/2010/01/team/jessica-cocco/">Jessica Cocco</a> – day by day, speciale New York</p>
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		<title>Corsia preferenziale / Brooklyn Bridge</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 22:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<h3>Corsia preferenziale / Brooklyn Bridge</h3>
<p>© <a href="../team/jessica-cocco/">Jessica Cocco</a> – day by day, speciale New York</p>
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		<title>Lost communication / Brooklyn Bridge</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 16:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<h3><strong>Lost communication / Brooklyn Bridge</strong></h3>
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