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	<title>Nuok &#187; arte</title>
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	<description>Alla scoperta di New York e delle città più belle del mondo</description>
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		<title>ICA, arte e cinema a pochi passi da Buckingham Palace</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 12:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viviana Calmasini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ una bella giornata di sole, state passeggiando per il parco di St James, quando vedete questo edificio&#8230; Seguite il nostro consiglio: entrate a dare un’occhiata! Si tratta dell’Istituto di Arti Contemporanee di Londra, o ICA, situato su The Mall, la strada che porta da Trafalgar Square a Buckingham Palace. Nato nel 1946, l’ICA ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ una bella giornata di sole, state passeggiando per il parco di St James, quando vedete questo edificio&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-54958" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/05/P1020614-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Seguite il nostro consiglio: entrate a dare un’occhiata! Si tratta dell’<strong><a href="http://www.ica.org.uk/">Istituto di Arti Contemporanee di Londra, o ICA</a>, situato su The Mall, la strada che porta da Trafalgar Square a Buckingham Palace</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-54953" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/05/P1020596-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Nato nel 1946,<strong> l’ICA ha ospitato mostre di importanti artisti, fra cui Pablo Picasso, Jackson Pollock e Damien Hirst</strong>. Con la nascita di molti altri spazi creativi, però, le gallerie dell’ICA sono diventate sempre meno ambite. Sono ridotte oggi ad un salone e due piccole stanze. Spesso le esposizioni sono interessanti, o <strong>hanno dei temi particolari (come quella in corso, dedicata alla televisione), e sono quasi sempre gratuite</strong>: ma se siete alla ricerca di una mostra in cui passare il pomeriggio, questo non è il posto che fa per voi.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-54957" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/05/P1020608-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-54954" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/05/P1020598-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Ciò per cui invece vale decisamente la pena andare all’ICA sono il cinema e gli eventi. L’istituto è infatti provvisto di due sale dove vengono proiettati documentari e<strong> film prodotti da artisti contemporanei, molti dei quali sono impossibili da trovare nei cinema normali</strong>. Un biglietto costa solitamente 10 sterline.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-54956" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/05/P1020606-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Il programma dell’ICA include inoltre una serie di conferenze, nonché molti evento di vario genere. Per fare qualche esempio, ci sono stati ultimamente un simposio tenuto dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amartya_Sen">premio Nobel Amartya Sen</a>, alcune produzioni teatrali e perfino del cabaret, e ci avrà luogo a breve la <a href="http://biennialofmovingimages.org.uk/">Biennale dell’Immagine in Movimento</a>. Vi consigliamo di tenere d’occhio il sito!</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-54952" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/05/P1020588-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Infine, visitando l’istituto ci siamo resi conto che c’è un’altra <strong>attrazione che porta all’ICA decine di visitatori: il café, nonché piccolo ristorante</strong>. Il locale è sempre strapieno e offre un menù molto vario, con hamburger, piatti vegetariani e dolci, a prezzi contenuti.</p>
<p>E un’ultima cosa! Non dimenticate di passare per la libreria, dove abbiamo scovato una splendida collezione di riviste di arte e cultura contemporanea.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-54955" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/05/P1020604-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
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		<title>Un gioiello in stile Gaudì: le Watts Towers</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 10:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pinat</dc:creator>
				<category><![CDATA[ellei]]></category>
		<category><![CDATA[Antoni Gaudi]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi abbiamo già parlato di arte e musei famosi (il Getty e il LACMA) a Los Angeles, ma oggi vogliamo farvi scoprire una delle opere artistiche più interessanti e nascoste della città: le Watts Towers, sconosciute anche agli autoctoni. Uno dei motivi per cui queste torri non godono di grande popolarità è sicuramente la loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi abbiamo già parlato di arte e musei famosi (il <a href="http://www.nuok.it/ellei/geometrie-architettoniche-e-cultura-al-getty-museum/">Getty </a>e il <a href="http://www.nuok.it/ellei/ellei-foreste-di-lampioni-e-arte-contemporanea-al-lacma/">LACMA</a>) a Los Angeles, ma oggi vogliamo farvi scoprire una delle <strong>opere artistiche più interessanti e nascoste della città: le <a href="http://www.wattstowers.us/">Watts Towers</a></strong>, sconosciute anche agli autoctoni.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-54134" title="watts dal basso" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/05/watt-dal-basso-e1336141496481.jpg" alt="" width="592" height="970" /></p>
<p>Uno dei motivi per cui queste torri <strong>non godono di grande popolarità è sicuramente la loro posizione</strong>. Si trovano infatti nell’omonimo <strong>quartiere di Watts, ufficialmente il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Watts">più povero di LA</a></strong> e con un alto tasso di microcriminalità, tristemente noto per gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fatti_di_Watts">scontri di origine razziale</a> del 1965. Grazie soprattutto alle Towers, il governatore sta varando opere di riqualifica: noi <strong>vi consigliamo comunque di andarci in macchina, durante il giorno, e di non gironzolare a piedi per il quartiere. </strong>In compenso, la storia delle Watts Towers è ricchissima di fatti curiosi, a partire dallo scultore,<strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simon_Rodia">Sabato (Simon) Rodia</a>, originario di Ribottoli, in provincia di Avellino.</strong></p>
<div class="mceTemp" style="text-align: left;">
<dl>
<dt><img class="size-large wp-image-54137" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/05/simon-rodia-592x394.jpg" alt="" width="592" height="394" /></dt>
<dt><span style="color: #888888;">photo credits: <a href="http://www.wattstowers.us"><span style="color: #888888;">www.wattstowers.us</span></a></span></dt>
</dl>
</div>
<p style="text-align: left;"><strong>Rodia è un personaggio molto ambiguo, al limite tra genio e follia</strong>. Cominciò a lavorare alle torri nel 1921 dopo aver abbandonato la sua famiglia e aver trascorso un periodo da vagabondo alcolizzato a Long Beach. Le torri Di Watts sembrano quasi un simbolo di riscatto, ma alla domanda «<strong>Perché le ha costruite?» lo scultore rispondeva semplicemente «Volevo fare qualcosa di grande»</strong>. Sorprendentemente, Rodia appare anche in una delle più famose copertine degli album dei Beatles Sergent Pepper&#8217;s Lonely Hearts Club Band! Lo vedete nel cerchietto rosso?</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-54212" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/05/beatles-sgt-peppers-lonely-heart-club-band-592x592.jpg" alt="" width="592" height="592" /></p>
<p>Il complesso delle Watts Towers  comprende ben diciassette sculture, di cui le più alte, dalla forma conica, raggiungono i trenta metri! La struttura, che si arriccia su se stessa, ricorda molto le <strong>opere visionarie di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antoni_Gaud%C3%AD">Gaudì </a>specialmente perché è letteralmente ricoperta di pezzi di vetro, cocci smerigliati e porcellane colorate.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-54136" title="watts porta" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/05/porta-e1336143437264.jpg" alt="" width="592" height="789" /></p>
<p>Vi consigliamo di avvicinarvi e provare a <strong>indovinare da dove vengano i vari pezzi</strong>. Ancora riconoscibili ci sono <strong>migliaia di conchiglie e pezzi di bottiglie di birra e di latte </strong>che decorano le forme più strane: cuori, croci, altari, corone e torte di compleanno.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-54138" title="decorazione torta" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/05/torta-e1336143109997.jpg" alt="" width="592" height="789" /></p>
<p>Non a caso, l’opera ha generato una serie di teorie sul suo significato, tra cui la più affascinante è senz’altro quella per cui le Watts Towers rappresentino una specie di Arca di Noé, vista la presenza di simboli legati al mare. Ad avvalorare la tesi <strong>c’è anche una scritta, ripetuta ossessivamente da Rodia sulle sculture: <em>Nuestro Pueblo</em>, tradotto come <em>La nostra terra</em></strong>. È un richiamo alla natìa Campania?<img class="alignnone size-large wp-image-54135" title="nuestro pueblo" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/05/nuestro-pueblo-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /><span style="color: #888888;"><br />
photo credits: </span><a href="http://tommasofedi.wordpress.com/"><span style="color: #888888;">Tommaso Fedi</span></a></p>
<p>Tutto questo dà al luogo <strong>un che di magico, quasi mistico, e passeggiare tra le volte e gli spicchi di luce colorata</strong> è davvero il modo perfetto per ritagliarsi un momento di pausa dalla frenesia di Los Angeles.</p>
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		<title>Hangar Bicocca: 15.000 mq di arte contemporanea</title>
		<link>http://www.nuok.it/milan/hangar-bicocca-15-000-mq-di-arte-contemporanea/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 17:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Gallina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per visitare Hangar Bicocca, ci siamo spinti ai confini nord di Milano, in un&#8217;area della città in fase di rinnovamento ma che porta ancora evidenti i segni del proprio passato industriale. Fino a pochi decenni fa, il paesaggio della Bicocca era dominato dalle grandi fabbriche di Pirelli, Ansaldo-Breda, Falck e molti altri. Proprio in uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per visitare <a href="http://www.hangarbicocca.org" target="_blank"><strong>Hangar Bicocca</strong></a>, ci siamo spinti ai <strong>confini nord di Milano</strong>, in un&#8217;area della città in fase di rinnovamento ma che porta ancora evidenti i segni del proprio passato industriale. Fino a pochi decenni fa, <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bicocca_%28quartiere_di_Milano%29" target="_blank">il paesaggio della Bicocca era dominato dalle grandi fabbriche</a></strong> di Pirelli, Ansaldo-Breda, Falck e molti altri.</p>
<p>Proprio in uno di questi stabilimenti dismessi è nato nel 2004 Hangar Bicocca: un grande<strong> spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea,</strong> che si estende su una superficie di<strong> oltre 15mila metri quadrati</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-53694" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/04/Hangar_Bicocca_cancello-592x412.jpg" alt="" width="592" height="412" /></p>
<p>Il museo è stato da poco riaperto dopo un periodo di restauri, con un nuovo allestimento e alcune importanti novità per i visitatori: <strong>ingresso gratuito</strong> <strong>e orario di apertura prolungato</strong> fino alle ore 23.00. Arrivare fino a qui &#8211; statene sicuri &#8211; ricompenserà sicuramente la lunghezza del tragitto.</p>
<p>Varcando il cancello, ci troviamo subito davanti una prima e spettacolare opera: una<strong> scultura monumentale</strong> di Fausto Melotti, composta da una serie di lastre di ferro, arrugginite dagli anni, che compongono una specie di tastiera musicale.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-53693" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/04/Hangar_Bicocca_scultura_Paolo-Melotti-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Attraversando il cortile, si arriva all&#8217;ingresso del museo, un<strong> edificio in mattoni rossi</strong> che conserva ancora il fascino dell’epoca industriale.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-53692" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/04/Hangar_Bicocca_esterno-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-53691" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/04/Hangar_Bicocca_ingresso-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Entrando, si può notare che i locali sono stati profondamente rinnovati: nella hall è stata allestita una parete con grandi schemi affiancati, dove vengono proiettate tutte le informazioni relative alle mostre in corso e alla storia dell’edificio.</p>
<p>C’è anche una parte dedicata ai social media, che consente di <strong>leggere in live streaming tutti i tweet e i post che riguardano Hangar Bicocca</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-53690" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/04/Hangar_Bicocca_allestimento-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Passando attraverso una grande tenda nera, ci si ritrova immersi nella penombra che caratterizza la zona dedicata alle esposizioni. Qui, <strong>fino al 10 giugno</strong>, si possono visitare due mostre che mettono in campo tutti i linguaggi dell’arte contemporanea.</p>
<p>Nella prima sala c’è <a href="http://http://www.youtube.com/watch?v=3mLP_p_S-oo" target="_blank"><em>Shadow Play</em> di Hans-Peter Feldmann</a>: una <strong>grande installazione dinamica realizzata con giocattoli, piccoli elettrodomestici, oggetti di scarto</strong> e basata sul meccanismo delle ombre cinesi.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-53689" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/04/Hangar_Bicocca_Hans-Peter_Feldmann--592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Il secondo ambiente ospita invece una retrospettiva dedicata a <strong>Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi</strong>, che riunisce video, acquarelli e disegni realizzati dalla coppia. Sotto la grande navata centrale,  dove un tempo si producevano locomotive e trasformatori, si possono ammirare anche gli spettacolari<strong><em> Sette Palazzi Celesti</em> di Anselm Kiefer</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-53688" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/04/Hangar_Bicocca_Anselm_Kiefer-592x473.jpg" alt="" width="592" height="473" /></p>
<p>Ma la vita &#8211; si sa &#8211; non può essere tutta dedicata alla cultura: ecco perché abbiamo apprezzato molto la creazione di <a href="http://https://www.facebook.com/people/Dopolavoro-Bicocca/100003668274802" target="_blank"><strong>Dopolavoro Bicocca</strong></a>, nuovo bistrot dove si possono gustare piatti della tradizione rivisitati con un occhio alla sostenibilità.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-53687" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/04/Hangar_Bicocca_bistrot-592x395.jpg" alt="" width="592" height="395" /></p>
<p>Con la bella stagione è anche possibile mangiare all’aperto. Il modo migliore per concludere una visita in questo <strong>quartiere di Milano in cui convivono passato e futuro.</strong></p>
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		<title>Arte, pizza e nightlife al Bernard Shaw</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 10:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Mezzelani</dc:creator>
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		<address>33 Richmond St S Rathmines, Dublin 2 </address>

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		<description><![CDATA[Ispirato all’omonimo uomo di lettere, spesso citato da politici italiani, e ancora più spesso a torto, il Bernard Shaw si trova nel quartiere di Portobello, a sud di George Street in direzione Rathmines. Siamo a Dublino 2, in South Richmond Street a qualche centinaio di metri dal Grand Canal. Il Bernard Shaw di giorno è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ispirato all’<strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tmdPj_XbF30" target="_blank">omonimo uomo di lettere</a></strong>, spesso citato da politici italiani, e ancora più spesso a torto, il<a href="https://www.facebook.com/thebernardshaw" target="_blank"> Bernard Shaw </a>si trova nel quartiere di <strong>Portobello</strong>, <strong>a sud di George Street in direzione Rathmines</strong>. Siamo a Dublino 2, in South Richmond Street <strong>a qualche centinaio di metri dal Grand Canal</strong>.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/dablin/arte-pizza-e-nightlife-al-bernard-shaw/attachment/bernardshaw_2/" rel="attachment wp-att-47114"><img class="alignnone size-large wp-image-47114" title="dublin-bernard-shaw_2" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/bernardshaw_2-592x394.jpg" alt="" width="592" height="394" /></a></p>
<p>Il Bernard Shaw <strong>di giorno è un caffè</strong>, si chiama<a href="https://www.facebook.com/coffeetogether?sk=wall" target="_blank"> Coffee To Get Her</a> ed è gestito &#8211; pensate un po&#8217; &#8211; da una <strong>coppia di italiani, </strong>organizzatori della famosa <strong>Sagra dell’arrosticino abruzzese</strong>, gnam! Di sera la palla passa ad altre mani e si trasforma in un buon locale dove <strong>socializzare con gli abitanti dell’Isola Smeralda</strong>.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/dablin/arte-pizza-e-nightlife-al-bernard-shaw/attachment/bernardshaw_3/" rel="attachment wp-att-47115"><img class="alignnone size-large wp-image-47115" title="dublin-bernard-shaw_3" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/bernardshaw_3-592x394.jpg" alt="" width="592" height="394" /></a></p>
<p>Con un <a href="http://www.bodytonicmusic.com/events/venue/the-bernard-shaw/" target="_blank">fitto calendario di eventi </a>dal giovedì alla domenica, è uno degli indirizzi di riferimento per la nightlife dublinese. Il <strong>sabato è il delirio</strong>, come del resto in tutta Dublino, quando la città sembra cadere vittima dell&#8217;inesorabile maledizione del trash-commerciale, e <strong>se vi piace sentirvi una sardina in un mare di hipster andateci pure</strong>.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/dablin/arte-pizza-e-nightlife-al-bernard-shaw/attachment/bernardshaw_8/" rel="attachment wp-att-47116"><img class="alignnone size-large wp-image-47116" title="bernardshaw_8" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/bernardshaw_8-592x394.jpg" alt="" width="592" height="394" /></a></p>
<p>La domenica pomeriggio invece è il <strong>posto giusto per impratichirvi con l’inglese</strong>. <a href="https://www.facebook.com/events/302492989810517/" target="_blank">Appuntamento alle 17.30</a> con i ragazzi di <a href="https://www.facebook.com/pages/Dublinit%C3%A0/125021210917844?sk=wall" target="_blank">Dublinità</a>, un gruppo di italiani e irlandesi che promuove eventi culturali e <strong>scambi inter-linguistici <strong>aperti a tutti. </strong></strong>50 minuti in italiano e 50 minuti in inglese per entrare a contatto con la tradizione irlandese e condividere l&#8217;amore per il vostro paese (siamo sicuri che ancora ne avete!)</p>
<p>La parte migliore del Bernard Shaw è il <strong>patio all’esterno.</strong> Uno spazio colorato, dove socializzare tra una partita a biliardo e un sorso di Guinness. Ok, fa freddo. Il pezzo forte è il <strong>Big Blue Bus</strong>, un furgoncino a due piani <em>very peace and love</em> adibito a <strong>pizzeria, dieci euro per il menù pinta&amp;pizza e non è neanche così male. </strong></p>
<p><a href="http://www.nuok.it/dablin/arte-pizza-e-nightlife-al-bernard-shaw/attachment/bernardshaw_4/" rel="attachment wp-att-47118"><img class="alignnone size-large wp-image-47118" title="dublin-bernard-shaw_4" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/bernardshaw_4-592x394.jpg" alt="" width="592" height="394" /></a></p>
<p>Fate un controllo sulla lavagna all’ingresso, ogni tanto <strong>scelgono un paio di nomi strani, se il vostro corrisponde allora vi siete appena aggiudicati una pizza gratis</strong> (e sentitevi orgogliosi di portare il nome che avete)!</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/dablin/arte-pizza-e-nightlife-al-bernard-shaw/attachment/bernardshaw_6/" rel="attachment wp-att-47117"><img class="alignnone size-large wp-image-47117" title="bernardshaw_6" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/bernardshaw_6-592x427.jpg" alt="" width="592" height="427" /></a></p>
<p><a href="http://irishstreetart.com/2010/07/17/the-graffiti-art-pop-show-dublin/" target="_blank">Il graffito nel <em>back yard</em> </a> è un&#8217;opera dell&#8217;<strong>artista <em><a href="https://www.facebook.com/nuokfans" target="_blank">New York</a> based</em> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=xJ-wnyeBdCU&amp;feature=related" target="_blank">Steve Powers a.k.a. ESPO</a></strong>.</p>
<p>Il muro gigante nella <em>smoking area</em> invece ospita artisti a rotazione. <strong>Avete voglia di dare il vostro contributo? </strong><strong>Non dovete fare altro che <a href="http://www.bodytonicmusic.com/thebernardshaw/#contact" target="_blank">scrivere</a> agli organizzatori e presentare il vostro progetto.</strong> Chissà che il prossimo graffito non sia proprio opera vostra!</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/dablin/arte-pizza-e-nightlife-al-bernard-shaw/attachment/bernardshaw_7/" rel="attachment wp-att-47151"><img class="alignnone size-large wp-image-47151" title="dublin-bernard-shaw_7" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/03/bernardshaw_7-592x394.jpg" alt="" width="592" height="394" /></a></p>
<p>Il Bernard Shaw, come avrete capito, <strong>non è un pub come tutti gli altri</strong>, dove limitarsi ad ascoltare ottima musica, ma anche uno <strong>spazio aperto alla cultura e alla creatività</strong>. Ogni mese vi si ospitano piccole esposizioni di <strong>artisti irlandesi e internazionali</strong>.</p>
<p><strong>Fotografi, illustratori, scrittori, pittori, se avete qualcosa da dire, fatevi avanti! Insomma, creativi di tutto il mondo, unitevi! </strong></p>
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		<title>Il MAXXI in modalità RE-CYCLE</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 07:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Crescenzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[rroma]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
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		<category><![CDATA[Giorgio Andreotta Calò]]></category>
		<category><![CDATA[MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo tre mesi siamo tornati a trovare una nostra “vecchia” conoscenza: Mr. MAXXI! Ne avevate già apprezzato le linee sinuose con la nostra nuoker Margherita, ma questa volta eravamo curiosi di conoscerne l’impegno nell’ecologia e così siamo andati a visitare la mostra “Re-Cycle, strategie per l’architettura, la città e il pianeta”. Il tema è tutt’altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tre mesi siamo tornati a trovare una nostra “vecchia” conoscenza: <strong>Mr. MAXXI</strong>! Ne avevate già apprezzato le <strong><a href="http://www.nuok.it/rroma/rroma-le-linee-sinuose-del-maxxi/">linee sinuose</a> con la nostra nuoker Margherita</strong>, ma questa volta eravamo curiosi di conoscerne l’impegno nell’ecologia e così siamo andati a visitare la mostra “<strong>Re-Cycle, strategie per l’architettura, la città e il pianeta</strong>”.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-45528" title="maxxi_locandina" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/maxxi_locandina-592x444.jpg" alt="" width="592" height="444" /></p>
<p>Il tema è tutt’altro che inedito anzi, potremmo dire che ormai è un classico dell’era contemporanea, ma il MAXXI ha cercato di affrontarlo in maniera creativa. Procediamo quindi con ordine. Il percorso espositivo inizia ancor prima di entrare nel museo con un’<strong>installazione in rafia</strong> che ricorda una delle creature di Star Wars. E’ possibile vederne solo la parte posteriore poiché quella anteriore sembra trapassare il muro e, se riuscirete a procurarvi un po’ di vento, potrete fermarvi ad ascoltare il fruscio prodotto dalle migliaia di filamenti di rafia che la compongono.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-45529" title="maxxi_installazione" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/maxxi_installazione-592x395.jpg" alt="" width="592" height="395" /></p>
<p>Ora entrate e seguendo il percorso tracciato a terra <strong>(adesivi indicano percentuali di materiali riciclati)</strong> e raggiungete la galleria 1.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-45530" title="maxxi_percorso" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/maxxi_percorso-592x394.jpg" alt="" width="592" height="394" /></p>
<p>La prima parte della mostra è una selezione di <strong>progetti nazionali ed internazionali di riqualificazione degli spazi urbani</strong>. Dalla trasformazione in studios musicali di un bunker della seconda guerra mondiale nel porto orientale di <strong><a href="http://www.nuok.it/sitis/francfurt/">Francfurt</a>,</strong> passando per la riqualificazione di una discarica vicino <strong><a href="http://www.nuok.it/sitis/barselo/">Barselo</a></strong> in paesaggio agricolo, si arriva alla nuova identità di un <strong>parco abbandonato di Magdeburgo riattualizzato in <em>open air library</em></strong> aperta h24. Scattare foto non era consentito… ma d’altra parte perché togliervi il gusto della scoperta?!</p>
<p><strong>Procedete quindi seguendo il path adesivo e salite al primo piano.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-45531" title="maxxi_scale" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/maxxi_scale-592x394.jpg" alt="" width="592" height="394" /></p>
<p>Ad aspettarvi la seconda parte della mostra con nuovi progetti ad alto tasso di sostenibilità (non solo ambientale!). Uno che ci ha colpiti? Quello di <strong>Feld72</strong>: il loro <a href="http://www.milliondonkeyhotel.net/"><strong><em>Million Donkey Hotel</em></strong> </a>di Prata Sannita costruito in soli 24 giorni ed esclusivamente con risorse presenti in loco, è uno dei pochi esempi in Italia di <strong><a href="http://www.alberghidiffusi.it/">albergo diffuso</a></strong>.</p>
<p><strong>Re-Cycle non è l’unica mostra che potrete vedere:</strong> il vostro biglietto consente la visita dell’intero MAXXI quindi fate un salto a conoscere la storia dell’<strong>isola fantasma di Hashima </strong>e andate a scoprire il lavoro di <a href="http://www.vogue.it/people-are-talking-about/art-photo-design/2012/01/giorgio-andreotta-calo">Giorgio Andreotta Calò</a> “<strong>Prima che sia notte</strong>”.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-45532" title="maxxi_isola" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/maxxi_isola-592x170.jpg" alt="" width="592" height="170" /></p>
<p>Usciti nel cortile dirigetevi verso l’ultima installazione di Re-Cycle: <strong>un’abitazione</strong> <strong>in cui nulla è nuovo</strong>. Dal tetto composto da ex fusti di carburante alla stanza tonda interamente fatta di bottiglie di vetro alle sedie della saletta da pranzo.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-45533" title="maxxi_casetta" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/02/maxxi_casetta-592x395.jpg" alt="" width="592" height="395" /></p>
<p>E se uscendo dal MAXXI vi fosse venuto un leggero languorino, vi consigliamo di raggiungere <strong><a href="http://www.barpompi.it/">Pompi</a></strong> <strong>a Ponte Milvio</strong> per una porzione del più noto tiramisù romano!</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;"><strong>photo credit: Claudio Cortese</strong></span></p>
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		<title>Foreste di lampioni e arte contemporanea al LACMA</title>
		<link>http://www.nuok.it/ellei/ellei-foreste-di-lampioni-e-arte-contemporanea-al-lacma/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 17:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pinat</dc:creator>
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		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Se pensate ai grandi musei di arte moderna e contemporanea sono molte le opzioni che possono venirvi in mente: tra le tante, noi di Nuok vi abbiamo parlato del MoMA a New York, della Galleria Saatchi a Londra e del MAXXI a Roma. Anche la patinata Los Angeles riserva agli amanti dell’arte delle chicche inaspettate. Dove? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se pensate<strong> ai grandi musei di arte moderna e contemporanea sono molte le opzioni</strong> che possono venirvi in mente: tra le tante, noi di Nuok vi abbiamo parlato del <a href="http://www.nuok.it/2011/07/i-vostri-ricordi-del-museo-i-went-to-moma-and/">MoMA </a>a New York, della <a href="http://www.nuok.it/2012/01/lannon-un-angolo-d-arte-contemporanea-alla-saatchi-gallery/">Galleria Saatchi</a> a Londra e del <a href="http://www.nuok.it/2011/11/rroma-le-linee-sinuose-del-maxxi/">MAXXI </a>a Roma. Anche la patinata Los Angeles riserva agli amanti dell’arte delle chicche inaspettate. Dove? Al<strong> <a href="http://www.lacma.org/">LACMA</a>, ovvero il Los Angeles County Museum of Art. </strong>Il LACMA è ormai presente in tutte le guide turistiche che si rispettino per l’iconica installazione di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chris_Burden">Chris Burden</a> <em>Urban Lights</em>: <strong>una foresta di lampioni dal sapore vintage particolarmente suggestivi (e romantici) in notturna</strong>, quando rimangono a illuminare l’imponente struttura del museo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-38265" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/Lacma-LOS-ANGELES-1-e1327654352925.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p>Quando ne avrete a sufficienza di zigzagare tra i lampioni e fare foto (potrebbe volerci un po’), siete pronti ad entrare. Innanzitutto<strong> armatevi di mappa e scegliete cosa visitare. Il LACMA è infatti composto da nove padiglioni</strong>, ognuno dei quali specializzato in un periodo storico o un’area geografica: c’è quello dedicato all’arte giapponese, quello per l’arte americana e precolombiana, e così via. Noi <strong>abbiamo scelto di cominciare dall’Ahmanson Building</strong>, che al secondo piano ospita l’arte moderna. Qui troviamo opere di artisti di fama mondiale come Modigliani, Mirò, Picasso, Matisse e anche <strong>uno dei più noti quadri di Magritte: <em>La Trahison des images (Ceci n’est pas une pipe)</em>.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-38266" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/LACMA-Los-Angeles-3-e1327654829927.jpg" alt="" width="480" height="413" /></p>
<p>Molto interessante l’area dedicata a <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Edward_Biberman">Edward Biberman</a>, pittore innamorato della California</strong> che ha fatto della sua arte anche un’arma per denunciare le ingiustizie della società moderna. Fino al 18 marzo sono esposti, oltre a paesaggi raffiguranti perlopiù Los Angeles, anche <strong>il potentissimo <em>I Had a Dream, </em>dipinto subito dopo l’uccisione di Martin Luther King jr</strong> e <em>Conspiracy</em>, in cui le schiene e i gesti dei personaggi simboleggiano il lato oscuro della politica.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-38267" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/Lacma-Los-Angeles-4-e1327655018269.jpg" alt="" width="480" height="380" /></p>
<p>La seconda tappa della nostra giornata al LACMA è il <strong>Broad Contemporary Art Museum</strong>. Vi consigliamo di prendere la scala mobile fino all’ultimo piano, per godervi da quassù il panorama delle colline e dell’<a href="http://www.nuok.it/2011/08/ellei-come-avvicinarsi-il-piu-possibile-all-hollywood-sign/">Hollywood Sign</a>. E adesso preparatevi a<strong> immergervi nella Stravaganza con la S maiuscola</strong> e vagate liberi tra Michael Jackson dorati, uova di Pasqua rosa shocking e giganteschi palloncini a forma di cane. <strong>Se vi viene da ridere, non preoccupatevi, è successo anche a noi!</strong></p>
<p><img src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/LACMA-Los-Angeles-7-e1327738562635.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-38329" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/Lacma-Los-Angeles-6-e1327742899793.jpg" alt="" width="480" height="640" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-38321" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/LACMA-los-angeles-5-e1327738422118.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p>Ma la visita riserva ancora molte sorprese: basta scendere di un piano per essere catapultati in un&#8217;altra zona del <strong>BCAM (gli americani amano gli acronimi, non lo sapevate?</strong>): da un anno, infatti, il museo ospita le fotografie di <a href="http://www.mapplethorpe.org/">Mapplethorpe </a>sul tema del corpo e dell’omosessualità maschile, ma nella stessa stanza ci sono anche <strong>casse da trasporto cui bisogna avvicinare l’orecchio per scoprirne i segreti</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-38323" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/Lacma-Los-Angeles-9-e1327738687577.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p>E al piano terra? Qui vi aspettano Richard Serra e <em><a href="http://www.lacma.org/art/exhibition/metropolis-ii">Metropolis II</a></em>, ovvero un circuito con quasi milleduecento automobiline che rappresenta una <strong>ipotetica Los Angeles del futuro: frenetica, dinamica, ipercinetica, ma senza traffico!</strong></p>
<p><strong></strong><img class="alignnone size-full wp-image-38324" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/Lacma-Los-Angeles-10-e1327738822802.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p>Siete spossati? E pensare che vi abbiamo parlato soltanto di due padiglioni! <strong>Magari gli altri li lasciamo per la prossima volta…</strong></p>
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		<title>Scoprire i segreti a Milan</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 15:53:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[architettura]]></category>
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		<category><![CDATA[chiesa di san Bernardino]]></category>
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		<description><![CDATA[Tommaso Fedi nasce a Pistoia nel 1983. Fotografo e operatore video, ha lavorato per il teatro, girato mediometraggi e spot, per poi partecipare a Europocket Tv, un esperimento di web-tv europea. Ha studiato cinema a Firenze e poi a Bologna. Ha abbandonato le campagne toscane e si è trasferito (in cerca d’ispirazione e lavoro) a Milano, dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Tommaso Fedi nasce a Pistoia nel 1983. Fotografo e operatore video, ha lavorato per il teatro, girato mediometraggi e spot, per poi partecipare a Europocket Tv, un esperimento di web-tv europea. Ha studiato cinema a Firenze e poi a Bologna. Ha abbandonato le campagne toscane e si è trasferito (in cerca d’ispirazione e lavoro) a Milano, dove sta frequentando un Master in cinema all’Università Cattolica. Molti dei suoi lavori si trovano all’indirizzo <a href="http://tommasofedi.wordpress.com">tommasofedi.wordpress.com</a>.</p></blockquote>
<p><strong><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/DSC_5119-e1327187264734.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-38086" title="DSC_5119" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/DSC_5119-e1327187264734.jpeg" alt="" width="480" height="572" /></a><br />
</strong></p>
<h3><strong><a href="http://www.turismo.milano.it/wps/portal/!ut/p/c0/04_SB8K8xLLM9MSSzPy8xBz9CP0os3hzS0O_QGcLEwP_ICNTA08D_2APT1dHYwMDE_2CbEdFAOVQJaw!/?WCM_GLOBAL_CONTEXT=it/SITur/HOME/artecultura/architettura/loc3681">Chiesa di San Bernardino alle ossa</a></strong></h3>
<p><strong>Cos’è?</strong> Una chiesa molto particolare, che risale al Tredicesimo secolo.</p>
<p><strong>Dov’è?</strong> In via Carlo Giuseppe Merlo 4. (<a href="http://maps.google.it/maps?q=Via+Carlo+Giuseppe+Merlo,+4,+20122+Milano,+Lombardia&amp;hl=it&amp;geocode=FcC0tQIdolGMAA&amp;hnear=Via+Carlo+Giuseppe+Merlo,+4,+20122+Milano,+Lombardia&amp;t=m&amp;z=16&amp;vpsrc=0">mappa</a>)</p>
<p><strong>Perché lo consigli?</strong> Contiene al suo interno una cappella con le pareti rivestite di teschi appartenenti a persone morte nell&#8217;ospedale vicino. Si tratta di un luogo cui si dà poca importanza, ma che in realtà è molto affascinante.</p>
<p><strong>A chi lo consigli?</strong> A chi ha ormai esaurito le visite ai luoghi istituzionali, ma penso rimanga un luogo da scoprire anche per molti milanesi.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/DSC_5157.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-38087" title="DSC_5157" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/DSC_5157-e1327187691179.jpeg" alt="" width="480" height="318" /></a></p>
<h3><a href="http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Page&amp;childpagename=Regione%2FRegioneLayout&amp;p=1213273365579&amp;pagename=RGNWrapper&amp;cid=1213273365579">Palazzo della Regione Lombardia</a></h3>
<p><strong>Cos’è?</strong> La nuova sede della Regione, inaugurata nel 2011.</p>
<p><strong>Dov’è?</strong> In piazza Città di Lombardia 1. (<a href="http://maps.google.it/maps?q=Citt%C3%A0+di+Lombardia+1&amp;hl=it&amp;ie=UTF8&amp;sll=45.476524,9.199683&amp;sspn=0.008712,0.019634&amp;vpsrc=0&amp;t=m&amp;z=15">mappa</a>)</p>
<p><strong>Perché lo consigli?</strong> È un edificio dalle forme inusuali rispetto a quelli del panorama architettonico milanese.</p>
<p><strong>A chi lo consigli?</strong> A chi piace la fotografia architettonica: è bello giocare con il suo aspetto curvilineo, le vetrate e i mille riflessi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-38041" title="DSC_5193" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/DSC_5193-e1327139818678.jpeg" alt="" width="480" height="722" /></p>
<h3><strong>Torre Hines – Cesar Pelli</strong></h3>
<p><strong>Cos’è?</strong> Il grattacielo più alto d’Italia, dove avrà sede Unicredit.</p>
<p><strong>Dov’è?</strong> In Viale Don Luigi Sturzo. (<a href="http://maps.google.it/maps?q=viale+sturzo+milano&amp;hl=it&amp;sll=45.479995,9.1926&amp;sspn=0.034845,0.078535&amp;vpsrc=0&amp;gl=it&amp;hnear=Viale+Luigi+Sturzo,+Milano&amp;t=m&amp;z=16">mappa</a>)</p>
<p><strong>Perché lo consigli?</strong> È il fulcro dei cambiamenti che la zona di Porta Garibaldi sta subendo ed bello da vedere, anche se ancora non ci si può entrare. La guglia, poi, si eleva su tutta Milano.</p>
<p><strong>A chi lo consigli?</strong> Lo consiglio a chi è appassionato di architettura contemporanea. Sarà ancor più bello quando l’intero quartiere sarà terminato e il grattacielo si integrerà con tanti altri edifici in costruzione.</p>
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		<title>Un angolo d&#8217;arte contemporanea alla Saatchi Gallery</title>
		<link>http://www.nuok.it/lannon/lannon-un-angolo-d-arte-contemporanea-alla-saatchi-gallery/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 16:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viviana Calmasini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[gallerie d'arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi ama l’arte e visita Londra per la prima volta si trova spesso costretto nel tradizionale tour delle grandi gallerie, tra National Gallery, Tate Modern e Victoria&#38;Albert Museum. Nulla da togliere a queste straordinarie collezioni, che valgono certamente più di una visita, ma quando si parla d’arte Londra ha molto di più da offrire. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi ama l’arte e visita Londra per la prima volta si trova spesso <strong>costretto nel tradizionale tour delle grandi gallerie</strong>, tra <a href="http://www.nationalgallery.org.uk/">National Gallery</a>, <a href="http://www.tate.org.uk/modern/">Tate Modern</a> e <a href="http://www.vam.ac.uk/">Victoria&amp;Albert Museum</a>. Nulla da togliere a queste straordinarie collezioni, che valgono certamente più di una visita, ma <strong>quando si parla d’arte Londra ha molto di più da offrire</strong>. La città pullula di piccole pinacoteche, esposizioni temporanee e spazi creativi, dove nella maggior parte dei casi si può entrare gratuitamente a dare un’occhiata.</p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-38055" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/saatchi-1.jpg" alt="" width="480" height="360" /><br />
</em></p>
<p>Ci sono anche vere e proprie gallerie che sono <strong>sconosciute alla maggior parte dei turisti. La <a href="http://www.saatchi-gallery.co.uk/index.htm">Saatchi Gallery</a> è una di queste</strong>. La galleria è situata a pochi passi dalla stazione di Sloane Square, nel quartiere di Chelsea. Non avrete difficoltà a riconoscere l’edificio: <strong>si tratta dell’immensa Residenza del Duca di York</strong>, che si estende per ben 6.500 metri quadrati, senza contare il vasto parco su cui si affaccia.</p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-38056" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/saatchi-2.jpg" alt="" width="480" height="360" /></em></p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-38057" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/saatchi-3.jpg" alt="" width="480" height="360" /><br />
</em></p>
<p>La galleria si compone di <strong>quindici ampie sale, più un piccolo caffè</strong> in cui fermarsi fra un quadro e l’altro, ed è completamente gratuita. È stata fondata nel 1985 da Edward Saatchi come mostra della sua collezione personale, nella quale spiccavano i nomi di artisti come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andy_Warhol">Andy Warhol</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Donald_Judd">Donald Judd</a>. Da allora <strong>l’esposizione non ha mai smesso di rinnovarsi</strong>. Vi sono state esibite opere di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Damien_Hirst">Damien Hirst</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lucian_Freud">Lucian Freud</a> e Charles Ray. Nel 2010, inoltre, dopo la donazione dell’intera collezione allo Stato Inglese, la galleria ha acquisito il <strong>titolo di Museo d’Arte Contemporanea per Londra</strong> (Moca London).</p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-38058" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/saatchi-4.jpg" alt="" width="480" height="360" /><br />
</em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-38059" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/saatchi-5.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p>La Saatchi Gallery non è semplicemente una galleria d’arte contemporanea: il suo obiettivo è anche dare spazio agli <strong>artisti che non sono ancora stati celebrati dalla critica</strong> e ai lavori che non sono esposti nelle mostre più prestigiose. In altre parole, le opere che sono qui non le troverete alla Tate!</p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-38060" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/saatchi-6.jpg" alt="" width="480" height="360" /></em></p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-38061" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/saatchi-7.jpg" alt="" width="480" height="360" /><br />
</em></p>
<p>Non sorprendetevi quindi se alcune vi sembrano <strong>particolarmente inconsuete o curiose</strong>. In fondo, una visita alla Saatchi Gallery è proprio il modo migliore per scoprire una parte meno popolare ma pur sempre affascinante dell’arte londinese.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando il minigolf diventa creativo</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 20:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisabetta Montebelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il fulcro delle attività dei Frankfurters nel tempo libero è indubbiamente lo Zeil, la striscia pedonale straripante di negozi e futuristici centri commerciali che congiunge Hauptwache e Konstablerwache. Essendo zona di shopping massiccio, lo Zeil è gremito di persone quasi 24/7. Le opportunità di svago sono innumerevoli: sembra che qualsiasi cosa ci venga in mente di fare (andare in palestra, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left">Il fulcro delle attività dei <a href="http://www.nuok.it/2011/11/francfurt-tre-motivi-per-innamorarsi-di-francoforte/" target="_blank">Frankfurters</a> nel tempo libero è indubbiamente lo<strong> Zeil</strong>, la striscia pedonale straripante di negozi e futuristici centri commerciali che congiunge Hauptwache e Konstablerwache. Essendo zona di <strong>shopping massiccio</strong>, lo Zeil è <strong>gremito di persone quasi 24/7</strong>. <strong>Le opportunità di svago sono innumerevoli</strong>: sembra che qualsiasi cosa ci venga in mente di fare (andare in palestra, al cinema, al ristorante, o in un rooftop bar che domina le bellezze architettoniche della città), sia disponibile nel raggio di queste poche centinaia di metri.</p>
<p style="text-align: left">A <strong>Michael Scharff</strong> (&#8220;Mischa&#8221;) però non andava giù che <strong>in questo tempio del tempo libero non si potesse fare niente di &#8220;intelligente&#8221;</strong>, e allora <strong>ha deciso di pensarci lui: costruendo un campo da minigolf indoor in pieno centro</strong>. L&#8217;idea è nata lo scorso inverno da una scommessa con un amico, durante una delle tante serate passate a giocare a minigolf al computer: stracciato plurime volte sul campo virtuale, Mischa cerca la sua rivincita su quello reale: ma le gelide temperature tedesche permettono di giocare all&#8217;aperto solo d&#8217;estate, e di piste al coperto nelle vicinanze non se ne trovavano. Perché non costruirne una?</p>
<p style="text-align: left"><img class="alignnone size-full wp-image-38026" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/minigolf-1.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p style="text-align: left">Detto, fatto. Ma da uno come Mischa, che dopo aver studiato psicologia a Vienna è stato per più di otto mesi in un monastero buddista in Thailandia e in Australia, <strong>non ci si poteva aspettare un semplice campo da minigolf</strong>.</p>
<p style="text-align: left">Quello che scopriamo <strong>al quarto piano del centro commerciale <a href="http://www.zeilgalerie.de/" target="_blank">Zeilgalerie</a></strong>, infatti, in un <strong>imponente spazio di oltre 400 mq</strong>, assomiglia piuttosto al parco giochi ideale di un bambino scalmanato, o allo scenario onirico di un giocatore di minigolf <strong>alquanto visionario.</strong></p>
<p style="text-align: left"><img class="alignnone size-full wp-image-38027" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/minigolf-2.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p style="text-align: left"><strong>Scordatevi l&#8217;erba sintetica, le classiche diciotto buche e le regole del gioco</strong>. Altrimenti, come farete a destreggiarvi in <strong>un match</strong> che si svolge <strong>tra costruzioni dalle fattezze più strane</strong>? Lungo una parete troviamo un <strong>enorme mostro di peluche</strong>.</p>
<p style="text-align: left">Con un po&#8217; di immaginazione, si può stabilire che centrare i donuts che lo circondano valga un punteggio intermedio, e che il massimo dei punti si ottenga solo mirando alla bocca aperta del tenerissimo mostro mangione. In un angolo, invece, allestito come la stanza di un qualunque ragazzo disordinato, la traiettoria della pallina deve scansare (o saper sfruttare) <strong>gli ostacoli rappresentati dalle cianfrusaglie che invadono il pavimento</strong>: libri, vestiti, scarpe&#8230;</p>
<p style="text-align: left"><img class="alignnone size-full wp-image-38028" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/minigolf-3.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p style="text-align: left">Quando poi, alla buca seguente, per effettuare il proprio colpo occorre <strong>mantenere l&#8217;equilibrio su uno skateboard</strong>, c&#8217;è veramente da stupirsi se la pallina effettuerà un perfetto halfpipe sulla relativa rampa e, entrando in buca, azionerà lo spegnimento delle luci e la comparsa sulla parete di simboli fluorescenti.</p>
<p style="text-align: left"><img class="alignnone size-full wp-image-38029" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/minigolf-4.jpg" alt="" width="480" height="359" /></p>
<p style="text-align: left">Ma non è certo finita qui: la partita prosegue con una tavola apparecchiata a festa, una buca in stile &#8220;metropolitano&#8221; con <strong>una colorata riproduzione della <a href="http://http://www.messeturm.com/" target="_blank">Messeturm</a> di Francoforte</strong> e persino una buca a forma di&#8230; gabinetto. Quella più &#8220;normale&#8221; prevede comunque il piacere di condividere il campo da gioco nientemeno che con i Beatles.</p>
<p style="text-align: left"><strong>Le buche più &#8220;difficili&#8221;</strong>, se vogliamo, sono invece una ruota di legno con la quale misurarsi nell&#8217;impresa di far fare alla pallina<strong> il giro della morte</strong>, e una piattaforma triangolare disseminata di piccole buche &#8220;ostacolo&#8221; che, <strong>se non siete dotati di un tiro precisissimo</strong>, vi faranno perdere la pazienza molto prima di fare punto!</p>
<p style="text-align: left"><img class="alignnone size-full wp-image-38030" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/minigolf-5.jpg" alt="" width="480" height="640" /></p>
<p style="text-align: left"><strong>Minds on Minigolf</strong>, questo il nome del progetto, inaugurato l&#8217;8 dicembre scorso, è nato grazie a <strong>un concorso anonimo lanciato sul sito <a href="http://www.createamagichole.de/" target="_blank">Create a magic hole</a></strong> <strong>e</strong> <strong>diffuso sui social media</strong>. Alla competizione hanno partecipato <strong>designer, architetti e artisti da tutta la Germania</strong> proponendo le loro personali interpretazioni della disciplina, col risultato di ottenere <strong>una pista da minigolf completamente unica nel suo genere</strong> (anche se già appaiono le prime <a href="http://www.katlicious.com/2012/01/art-bright-presents-artist-minigolf/" target="_blank">imitazioni</a>!).</p>
<p style="text-align: left"><strong>Nove buche</strong>, nove installazioni artistiche che compongono un percorso ludico dove il minigolf è solo un pretesto <strong>per scatenare la fantasia e la voglia di giocare</strong>.</p>
<p style="text-align: left"><img class="alignnone size-full wp-image-38031" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/minigolf-6.jpg" alt="" width="480" height="359" /></p>
<p style="text-align: left">Nonostante il budget disponibile non fosse molto alto (300 euro per buca),<strong> agli artisti non è stato imposto alcun limite creativo</strong>, e una volta elette le idee più originali, <strong>in poche settimane le installazioni sono state realizzate dagli artisti stessi</strong> con l&#8217;aiuto del team di Mischa, che ha anche messo a disposizione i materiali.</p>
<p style="text-align: left">A rendere MoM così speciale è naturalmente anche la <strong>straordinaria location</strong>, ottenuta in affitto grazie al fortunato incontro con il coordinatore creativo dello shopping center in cerca di<strong> idee interessanti per sfruttare un locale inutilizzato</strong>. Un bel colpo di fortuna, per Mischa, che voleva che il suo progetto trovasse attuazione in un luogo <strong>centralissimo</strong>, ma anche una bella trovata d&#8217;immagine per il centro commerciale, che ora dispone, tra negozi di abbigliamento, parrucchieri e ristoranti, anche di un&#8217;offerta di <strong>intrattenimento a basso costo</strong> (l&#8217;ingresso è di soli <strong>4 euro</strong>) che stimola la fantasia con freschezza e originalità. Minds on Minigolf è un luogo a sé, sospeso nello spazio e nel tempo ed estraniato dalla confusione che anima la strada, quattro piani più in basso.</p>
<p style="text-align: left"><img class="alignnone size-full wp-image-38032" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/minigolf-7.jpg" alt="" width="480" height="636" /></p>
<p style="text-align: left">L&#8217;ambiente comprende anche una<strong> zona relax</strong>, dove, tra una partita e l&#8217;altra, fare due chiacchiere di fronte a uno snack (il bar è molto semplice: offre bevande calde, qualche bibita e <strong>ottimi dolci fatti in casa</strong>) o giocando comodamente a scacchi su un divano.</p>
<p style="text-align: left">In questo spazio surreale il pomeriggio (ma nel weekend MoM rimane aperto fino alle 22:00) scorre in un baleno, e non a caso <strong>il campo da minigolf più creativo di Francoforte</strong> sta riscuotendo <strong>grandi soddisfazioni</strong>. Tant&#8217;è che c&#8217;è già l&#8217;idea di <strong>lanciare una seconda competizione tra marzo e aprile</strong>, in modo da arricchire il percorso con <strong>nuove sorprendenti creazioni</strong>.</p>
<p style="text-align: left"><img class="alignnone size-full wp-image-38033" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/minigolf-8.jpg" alt="" width="480" height="710" /></p>
<p style="text-align: left">Secondo Mischa, il successo di MoM sta nella sua capacità di <strong>stupire e divertire insieme, fondendo due dimensioni generalmente contrapposte, quella del gioco e quella dell&#8217;arte</strong>. Soprattutto, ed è questa la cosa più divertente, <strong>Minds on Minigolf offre un&#8217;alternativa</strong> inusuale e liberatoria al <strong>&#8220;normale&#8221; processo di fruizione dell&#8217;arte.</strong></p>
<p style="text-align: left"><strong>Questa infatti è arte che si può toccare</strong>, colpire, e persino danneggiare, come è già immancabilmente accaduto, a poco più di un mese dall&#8217;apertura, con alcuni dei bicchieri che abbelliscono <strong>la buca a</strong> <strong>nostro parere più affascinante, la tavola imbandita</strong> – a chi non fa gola l&#8217;idea di poter salire su un lussuoso tavolo decorato di fiori e <strong>giocare impunemente tra cristalli e porcellane</strong>?</p>
<p style="text-align: left"><img class="alignnone size-full wp-image-38034" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2012/01/minigolf-9.jpg" alt="" width="480" height="640" /></p>
<p style="text-align: left">Ma la predisposizione buddhista di Mischa, che col ricavato delle visite di MoM conta di costruire un monastero nei boschi attorno a Francoforte, lo porta a non scomporsi di fronte a questi piccoli <strong>incidenti di percorso: fanno parte del divertimento</strong>!</p>
<p style="text-align: left">
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		<title>Il Rosso e il Nero della Tenuta di Celle</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 18:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Sala</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[Il Rosso e il Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Keith Haring]]></category>
		<category><![CDATA[Pistoia]]></category>
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		<description><![CDATA[Sin dal primo impatto, Il Rosso e il Nero è un luogo davvero singolare. Ai piedi della tenuta di Villa di Celle, il locale – che deve il nome al colore dei suoi due prodotti tipici, il vino e il cioccolato – ci accoglie con una scultura di Keith Haring. Nato dalla collaborazione tra il Forno Lunardi di Quarrata e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sin dal primo impatto, <strong><a href="http://www.lamolina.it/il-rosso-e-il-nero.asp">Il Rosso e il Nero</a> è un luogo davvero singolare</strong>. Ai piedi della tenuta di Villa di Celle, il locale – che deve il nome al colore dei suoi due prodotti tipici, il vino e il cioccolato – <strong>ci accoglie con una scultura di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Keith_Haring">Keith Haring</a></strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-36230" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/12/CIMG3738.jpg" alt="" width="480" height="640" /></p>
<p>Nato dalla collaborazione tra il Forno Lunardi di Quarrata e il marchio di cioccolato La Molina, il locale si presenta sin da subito come <strong>un luogo rilassante, dove degustare il vino e l’olio</strong> della fattoria di Celle, sorseggiare una delle tantissime varietà di tè proposte o apprezzare del buon cioccolato artigianale. All’ingresso, a contribuire al clima prenatalizio tipico di questo periodo dell&#8217;anno, <strong>si staglia un gigante Babbo Natale di cioccolata</strong>!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-36231" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/12/Il-Rosso-e-il-Nero-2-e1323422559172.jpg" alt="" width="480" height="640" /></p>
<p>Alcune fotografie appese al muro ritraggono le <strong>installazioni artistiche presenti nel parco e all’interno della Villa di Celle</strong>. La collezione ambientale della Villa, di proprietà del mecenate Giuliano Gori, è considerata eccezionale a livello sia italiano che internazionale. Ottenere una <strong>visita al parco non è cosa semplice</strong>, ma noi vi rimandiamo comunque al <a href="http://www.goricoll.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=87&amp;Itemid=43&amp;lang=it">link per richiederla</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-36232" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/12/Il-Rosso-e-il-Nero-e1323422691979.jpg" alt="" width="480" height="640" /></p>
<p>Ci sono varie scuole di pensiero sulla cioccolata calda: noi <strong>sposiamo &#8220;la teoria della cioccolata molto densa”,</strong> e anche Il Rosso e il Nero sembra essere d&#8217;accordo. La cioccolata – oltre ad essere di ottima qualità – è davvero densa, coperta da un’ottima <strong>panna montata fresca con una spruzzata di cioccolato</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-36233" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/12/Il-Rosso-e-il-Nero1-e1323422840712.jpg" alt="" width="480" height="640" /></p>
<p>Qualche <strong>dolcetto, servito su una piccola lastra di marmo calda</strong>, accompagna la nostra cioccolata. Buono il gusto e molto carina la presentazione.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-36234" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/12/Il-Rosso-e-il-Nero-21-e1323422879520.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p>Anche l&#8217;arredamento è curato: la sala è un misto<strong> tra il bucolico e l’artistico, tra il vintage e il moderno</strong>, mentre le luci tenui contribuiscono ad addolcire l&#8217;<strong>ambiente di questo locale davvero speciale</strong>.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/12/Il-Rosso-e-il-Nero2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36255" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/12/Il-Rosso-e-il-Nero2-e1323450202361.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<p>Siamo sicuri che questa foto vi farà mangiare lo schermo con gli occhi. Il bancone dei <strong>dolci, dei biscottini e della cioccolata è una meraviglia</strong>. La varietà di torte artigianali proposta è da far invidia alle migliori pasticcerie cittadine. <strong>Ce n’è davvero per tutti i gusti. </strong></p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/12/Il-Rosso-e-il-Nero-22.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36256" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/12/Il-Rosso-e-il-Nero-22-e1323450242835.jpg" alt="" width="480" height="640" /></a></p>
<p><strong>A contare tutti i tè potreste addormentarvi!</strong> 1, 2, 3, 4…39, 40 e oltre sono le varietà esposte, un’infinità. Per concludere, ci teniamo a sottolineare alcuni aspetti positivi del locale: in primis la possibilità di poter <strong>comprare tutti i prodotti serviti, come in una bottega d&#8217;altri tempi</strong>. Una rarità al giorno d’oggi. E poi l’orario: il locale è aperto <strong>fino a tardi anche durante la settimana</strong>. Anche questa è cosa insolita a Pistoia, soprattutto in ambito dolciario.</p>
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