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	<title>Nuok &#187; advertising</title>
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	<description>Alla scoperta di New York e delle città più belle del mondo</description>
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		<title>Scatole di ricordi al Museum of Brands</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 02:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Margherita Gaffarelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scatole di cereali, barattoli di fagioli, detersivi e liquori. No, non è la lista della spesa e non siamo nemmeno al supermercato. Siamo nel cuore di Notting Hill, a due passi dal famoso mercato di Portobello Road, e oggi vi portiamo al Museum of Brands, Packaging and Advertising! Era da tanto che ne sentivamo parlare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scatole di cereali, barattoli di fagioli, detersivi e liquori. No, non è la lista della spesa e non siamo nemmeno al supermercato. Siamo nel cuore di Notting Hill, a due passi dal famoso mercato di Portobello Road, e oggi vi portiamo al <a href="http://www.museumofbrands.com" target="_blank">Museum of Brands, Packaging and Advertising</a>!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20788" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum01.jpg" alt="" width="480" height="320" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20789" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum02.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p>Era da tanto che ne sentivamo parlare e, seppur modesto nelle dimensioni, <strong>siamo rimasti stupiti dalla raccolta incredibile di preziosi cimeli che documentano la storia dei marchi che ci hanno cresciuto, coccolato e emozionato.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20790" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum03.jpg" alt="" width="480" height="234" /></p>
<p>Un esempio su tutti il cioccolato in polvere Nesquick (noi di <a href="http://www.facebook.com/lannonSITIS" target="_blank">Lannon</a> non riusciamo a farne a meno, nemmeno ora che siamo più grandi).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20791" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum04.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20792" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum05.jpg" alt="" width="480" height="526" /></p>
<p><strong>Il percorso all’interno del museo segue un ordine cronologico</strong>, partendo dall’<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Victorian_era" target="_blank">epoca Vittoriana,</a> (1837-1901), attraversando gli anni 30, 40, 50, 60, fino ai giorni nostri e <strong>svela l’evoluzione dei loghi e delle grafiche dei prodotti che hanno fatto la nostra storia.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20793" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum06.jpg" alt="" width="480" height="251" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20794" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum07.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p>Tutti i pezzi sono organizzati per categorie dietro a delle teche in vetro: è sorprendente lo stato integro delle barrette di cioccolato, lattine e contenitori…</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20795" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum08.jpg" alt="" width="480" height="342" /></p>
<p>Da notare in basso i famosissimi biscotti Digestive (che proprio digestivi non sono!?)</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20796" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum09.jpg" alt="" width="480" height="344" /></p>
<p>Poi veniamo sopraffatti dalla nostra acquolina in bocca alla visione di KitKat e della cioccolata Cadbury. Peccato che le confezioni abbiano più di 20 anni. Si narra che <a href="http://www.robertopiecollection.com/application/products/opie/books1GB.asp" target="_blank">Robert Opie</a> iniziò la sua attività da collezionista appena adolescente con un pacchetto di Munchies, una linea di dolcetti della Nestlè. Da quel giorno non si è più fermato, arrivando ad accumulare di tutto: dai giocattoli, alle cartoline, riviste, souvenir, oggetti di design… anche pacchetti integri di sigarette! Nel 1975 il suo tesoro era già così ampio che fu organizzata al <a href="http://www.vam.ac.uk/" target="_blank">Victoria&amp;Albert Museum</a> una mostra intitolata “The Pack Age ; A Century of Wrapping It Up”. Ne seguì un’esposizione permanente a Gloucester, trasferita poi dal 2005 proprio nel cuore di Notting Hill.</p>
<p>Quello che si può notare non è solo il susseguirsi e lo sviluppo dei marchi e delle loro campagne pubblicitarie…</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20797" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum010.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p>ma anche il come veniva fatta comunicazione sulle tematiche sociali (per esempio la prevenzione del <strong>virus dell’influenza).</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20798" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum011.jpg" alt="" width="480" height="556" /></p>
<p><strong>Questo museo delle memorie presenta la passione di un uomo nel conservare e custodire articoli che altrimenti sarebbero andati perduti, </strong>proprio perché talvolta di uso quotidiano, come gli imballaggi di alimenti e prodotti per la casa. In realtà la nostra attenzione è però attratta da pupazzi e giochi. Una meraviglia!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20799" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum012.jpg" alt="" width="480" height="489" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20800" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum013.jpg" alt="" width="480" height="287" /></p>
<p>A partire dal 1 Aprile, il museo ospiterà un’esposizione che celebra i 60 anni della <a href="http://gb.bicworld.com/uk/about-bic/bic-culture.html" target="_blank">BIC®</a> (Sì proprio lei! La penna che tutti prima o poi hanno tenuto in mano…) I visitatori potranno scoprirne la storia, divertenti aneddoti e vedere come poter utilizzare le penne in maniera creativa. Da non perdere!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20801" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum014.jpg" alt="" width="480" height="291" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-20802" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2011/03/museum015.jpg" alt="" width="480" height="324" /></p>
<p>Passiamo 2 ore veloci nel tunnel dei ricordi. Alla fine, è vero, si sta parlando di puro consumismo, ma <strong>questi brand e campagne hanno influenzato le nostre vite</strong> e seppure col tempo abbiano cambiato slogan, forma e aspetto, fanno parte di noi e hanno influenzato inevitabilmente il nostro immaginario!</p>
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		<title>STELLE E STRISCE: Paolo Monico</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 19:37:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Leonardo Staglianò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foto di Sergio Bosatra Paolo Monico è un regista pubblicitario e televisivo. Ha diretto alcuni degli spot più famosi degli ultimi anni, lavorando – fra gli altri – per MTV, Coca-Cola, Fox, Playstation, Tuborg, Citroen, Honda. Da qualche anno vive a New York, dove continua a raccogliere soddisfazioni personali e lavorative. Nuok lo ha incontrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-15304" title="paolo_monico" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/10/paolo_monico.jpg" alt="" width="580" height="387" /><br />
<span style="color: #888888;"><em><strong>Foto di Sergio Bosatra</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><strong>Paolo Monico</strong> è un regista pubblicitario e televisivo. Ha diretto alcuni degli spot più famosi degli ultimi anni, lavorando – fra gli altri – per MTV, Coca-Cola, Fox, Playstation, Tuborg, Citroen, Honda. Da qualche anno vive a New York, dove continua a raccogliere soddisfazioni personali e lavorative. Nuok lo ha incontrato per voi.</span></p>
<h3><strong>:: Ciao Paolo, benvenuto su Nuok! Iniziamo subito con una domanda diretta: come mai hai deciso di lasciare l&#8217;Italia?</strong></h3>
<p>E’ stato un processo lungo che è cominciato negli anni dell’università con il programma Erasmus. Mentre studiavo Architettura andai per un anno in Danimarca. Esplosione nucleare! In quei mesi capii che non avrei mai fatto l’architetto, che volevo diventare un regista e soprattutto cosa mi faceva arrabbiare del mio paese: la mancanza assoluta di un progetto collettivo, quel desiderio condiviso e apprezzato di costruire qualcosa per se stessi e per gli altri. L’Italia è un paese meraviglioso, ma è cinico, disilluso, pessimista. Un clima così ammorba chi ha voglia di cambiare, di disfare e rifare. Ci sguazza chi si accontenta o si compiace dello status quo. Io mi sono sempre sentito un pesce fuor d’acqua, più vicino a Calvino che a Sant’Ambrogio o San Gennaro (con rispetto parlando, ovvio!). Tornato dalla Danimarca, non mi sono più sentito nemmeno a casa.</p>
<h3>:: Perché la tua scelta è caduta sull&#8217;America, e New York in particolare?</h3>
<p>Fin da bambino sono sempre stato attratto dalla cultura Americana. Mio padre, che lavorava nella gloriosa IBM-Italia degli anni ’70, mi parlava di “ruoli” e “meritocrazia”. Ma ciò che mi interessava erano i jeans, i KISS, Rocky Horror e tutto il cinema Americano, da Biancaneve a Iena Plissken. Poi, quella che era nata come pura attrazione superficiale, legata a simboli, musiche e films, è pian piano diventata vera e propria ammirazione. Ancora oggi mi stupisce la capacità di rinnovamento di questo popolo, il suo sapersi mettere in discussione e ricominciare. Nonostante gli errori commessi, la superficialità o l’ingenuità di certe decisioni, l’America che amo è quella che guarda avanti. E New York è il motore di questa visione, la forza propulsiva di questa nazione, un concentrato di energia che ti travolge o ti coinvolge, a seconda di come sei fatto. Per me, quando qualche anno fa ci sono capitato per girare uno spot, è stato un colpo di fulmine, amore a prima vista! Ho venduto casa, auto, tutto. Ho preso tutto ciò che avevo e mi sono trasferito qui con la mia famiglia. La carica devastante di questa città mi serve, ne ho bisogno, me ne voglio circondare ogni giorno. Più che una scelta lavorativa si tratta di una scelta di vita.</p>
<h3>:: Ormai da diversi anni vivi e lavori negli Stati Uniti, pur mantenendo i contatti aperti con l&#8217;Italia: dal punto di vista lavorativo, quali sono le differenze che hai riscontrato e che più ti hanno colpito?</h3>
<p>I tempi di lavoro sono sicuramente più umani, anche se qui ci si lamenta perché si dice che prima fosse molto meglio! Poi, la divisione sistematica dei ruoli fa si che ciascuno faccia il proprio “piccolo” al meglio. In Italia vediamo questa divisione come un limite. Contrapponiamo alla scientificità dei compartimenti stagni all’americana, la nostra famosa “creatività” e la nostra ancor più famosa “Arte-di-Arrangiarci”. Ma la verità è che questa divisione dei ruoli funziona e funziona anche molto bene. Ciascuno tende a eccellere nel suo piccolo e l’intera macchina ne giova e, proprio per questo funziona a meraviglia. In Italia, l’arte di arrangiarsi, anziché rimanere quel guizzo creativo che sopperisce ad una mancanza momentanea, purtroppo è diventata la normalità, il modus operandi di un intero paese. E i risultati si vedono.<br />
Un’altra cosa che ho notato è che qui, nel lavoro, non esiste l’invidia. O meglio, esiste, ma è un invidia sana: chi lavora bene e fa bene è visto con ammirazione, non con invidia. E’ qualcuno che ce l’ha fatta, qualcuno a cui guardare come esempio. In Italia c’è il tiro al piccione, un’invidia piccolina da “contrada”. Chi vuole di più si è montato la testa e chi ha successo viene visto quasi con sospetto.</p>
<h3>:: Nel tuo ambito, il cinema e la pubblicità, cosa invidi agli Americani e cosa invece pensi che loro invidino a noi?</h3>
<p>Negli Stati Uniti si realizza il cinema che piace a me. E’ quello delle storie che ruotano intorno al “quest”, la ricerca di qualcosa, quelle dove il protagonista parte, suo malgrado e sempre reticente, alla ricerca della soluzione di un problema. Sono le storie dove, banalmente, ci sono ostacoli apparentemente insormontabili, dove ci sono i cattivi, dove c’è lo scontro finale!<br />
Qui c’è un’industria vera e propria, c’è il rispetto per i ruoli, ci sono sceneggiatori che vogliono fare gli sceneggiatori, e non sono solo talentuosi ma sono anche e soprattutto preparati. Ci sono i registi che non amano essere scambiati per autori. Sono professionisti che creano la propria visione della storia, assolutamente rispettosi di chi l’ha creata in primis. E’, come dicevo, una macchina rodata che viaggia a meraviglia.<br />
Ad ogni modo, più che il cinema o la pubblicità, agli Americani invidio la televisione seriale. Negli Stati Uniti, in questo momento, si realizzano le migliori serie televisive di sempre: sono scritte in modo impeccabile e i personaggi sono meravigliosi, sono girate e recitate divinamente. L’intera confezione è talmente universale che le serie americane vengono vendute e apprezzate ovunque. E’ decisamente il mondo a cui guardo in questo momento e in cui mi vedo nei prossimi anni.<br />
Di contro, purtroppo, non credo che gli Americani invidino nulla al nostro cinema, né tantomeno alla nostra televisione.</p>
<h3>:: Più in generale, parlando di cultura e stile di vita, cosa importeresti dall&#8217;Italia all&#8217;America, e viceversa?</h3>
<p>Il cibo in Italia è cultura e stile di vita. E’ una cosa che io adoro e che qui manca quasi completamente. Ultimamente ci si sta iniziando a muovere: si parla di “organic” e grass-fed beef, di cucinare cibi freschi e comprare “local”, ecc. Ma ho l’impressione che sia più una cosa specifica newyorkese che Americana in genere. La strada è ancora lunga.<br />
So che può sembrare una contraddizione, ma della cultura e dello stile di vita Americano invece esporterei l’utilizzo del tempo. In una normale giornata infra-settimanale, qui ci si alza prestissimo, l’orario di lavoro è continuato, dalle 9 alle 5, la cena è più o meno alle 7, i bambini vanno a letto alle 8. Il vantaggio, anche se può sembrare strano, è che si guadagna in qualità della vita: alle 5 la gente lascia gli uffici e fa altro, si fa una passeggiata, va in palestra, sta coi figli. In Italia l’orario di lavoro tende ormai a dilatarsi a dismisura, con pause pranzo interminabili e gente che lascia l’ufficio verso le 7 di sera. Qui se si prova a chiamare una casa di produzione, un’agenzia pubblicitaria o una post-produzione dopo le 5 di pomeriggio si trova la segreteria telefonica!</p>
<h3>:: Sappiamo che vivi a Brooklyn. Ci racconti qualcosa della tua vita lì?</h3>
<p>Quando non sono via per lavoro, la mia vita a Brooklyn è la vita più “normale” che uno possa immaginare: mi alzo e, se riesco a trovare la forza e la voglia, vado a correre, faccio colazione e porto i bambini a scuola. Il resto della giornata lo dedico al lavoro: progetti pubblicitari per cui sono stato contattato o, nel caso abbia del tempo libero a disposizione, lavoro sui miei progetti di cinema e televisione. Ogni quattro settimane faccio il mio shift alla Food Coop, un supermercato-cooperativa autogestito dai soci. Vado alle proiezioni del Directors Guild e “studio” i piccoli capolavori dei miei colleghi, sperando un giorno di realizzare anch’io qualcosa che venga proiettato al Directors Guild e “studiato” a sua volta!</p>
<h3>:: Esiste ancora il sogno americano?</h3>
<p>Esiste eccome. Non siamo forse tutti qui per questo? : )</p>
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		<title>Quella pubblicità dipinta sui muri di Brooklyn e Manhattan</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 11:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Avallone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Brooklyn, soprattutto nella zona di Williamsburg, è molto comune vedere le insegne dei negozi e pubblicità dipinte a mano sui muri. Fior fiore di artisti, riproducono perfettamente il visual della campagna pubblicitaria: abbozzano i contorni, disegnano le forme e poi colorano. Fino nei minimi particolari. Anche a Manhattan ogni tanto spuntano giganteschi dipinti, soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11551" title="P1020551" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/P1020551.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p>A Brooklyn, soprattutto nella zona di Williamsburg, è molto comune vedere le insegne dei negozi e pubblicità dipinte a mano sui muri.<strong> </strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11552" title="P1020552" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/P1020552.jpg" alt="" width="480" height="359" /></p>
<p>Fior fiore di artisti, riproducono perfettamente il visual della campagna pubblicitaria: <strong>abbozzano i contorni, disegnano le forme e poi colorano.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11557" title="P1030939" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/P1030939.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p>Fino nei minimi particolari.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11558" title="P1030941" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/P1030941.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p><strong>Anche a Manhattan ogni tanto spuntano giganteschi dipinti,</strong> soprattutto dedicati ad eventi e brand importanti. Ecco un murales pubblicitario all&#8217;altezza di West 4th.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11556" title="P1030632" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/P1030632.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p>Ecco allora che si passa <strong>dal lancio di Sex and The City II alla birra!</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-11561" title="P1030633" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/07/P1030633.jpg" alt="" width="580" height="435" /></strong></p>
<p><a href="http://uptherefilm.com"><strong>Up There</strong></a> è il progetto video di Stella Artois che racconta questo magico lavoro. Ecco uno dei trailer!</p>
<p><object id="upThere" width="500" height="281" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="author=Stella Artois&amp;file=Trailer1_720p.f4v&amp;image=http://content.theritualproject.com/trailer1_thumb.png&amp;title=Up There Trailer 1&amp;skin=http://content.theritualproject.com/modieus.swf&amp;bufferlength=3&amp;plugins=sharing-1&amp;streamer=rtmp://video.theritualproject.com/cfx/st&amp;controlbar=over&amp;sharing.link=http://www.uptherefilm.com/film.aspx&amp;provider=rtmp" /><param name="src" value="http://content.theritualproject.com/player.swf" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="upThere" width="500" height="281" type="application/x-shockwave-flash" src="http://content.theritualproject.com/player.swf" flashvars="author=Stella Artois&amp;file=Trailer1_720p.f4v&amp;image=http://content.theritualproject.com/trailer1_thumb.png&amp;title=Up There Trailer 1&amp;skin=http://content.theritualproject.com/modieus.swf&amp;bufferlength=3&amp;plugins=sharing-1&amp;streamer=rtmp://video.theritualproject.com/cfx/st&amp;controlbar=over&amp;sharing.link=http://www.uptherefilm.com/film.aspx&amp;provider=rtmp" wmode="transparent" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>See more. Be more. This is New York City.</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 20:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra incredibile, ma anche una città come New York ha bisogno di una campagna pubblicitaria a sostegno del turismo! Il claim di quest&#8217;anno è “See More. Be More. This is New York City” e si porta dietro i valori che tutti noi attribuiamo alla City: energia, entusiasmo e unicità. Oltre che negli Stati Uniti, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11326" title="mk" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/06/mk.jpg" alt="" width="468" height="527" /></p>
<p>Sembra incredibile, ma anche una città come New York ha bisogno di una campagna pubblicitaria a sostegno del turismo! Il claim di quest&#8217;anno è “<strong>See More. Be More. This is New York City</strong>” e si porta dietro i valori che tutti noi attribuiamo alla City: <strong>energia, entusiasmo e unicità</strong>.</p>
<p>Oltre che negli Stati Uniti, la campagna (con tanto di <a href="http://apps.facebook.com/getmorenyc/">gioco Facebook online</a>) invaderà Australia, Brasile, Canada, Francia, Germania, Irlanda, Regno Unito ed <strong>anche la nostra Italia.</strong> Il direttore creativo di <em>NYC &amp; Company</em> Willy Wong ha dichiarato:</p>
<blockquote><p><em>“La nostra campagna intende evocare l’emozione di chi visita New York per la prima volta. Quando ci rivolgiamo ai consumatori di tutto il mondo, vogliamo che essi pensino alla sensazione di cambiamento a livello personale che li accompagna a lungo dopo un viaggio a New York. La creatività riflette l’energia, la diversità e la passione della città e ispirerà un senso di ottimismo per visite future”.</em></p></blockquote>
<p>Discutibili le scelte stilistiche della campagna, con forme di colore sul bianco e nero che per metà si rifanno alla popart, e per metà a fari da discoteca. <strong>Ecco il carosello di luoghi comuni</strong>, in formato video!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Fi4iAkjZVnE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/Fi4iAkjZVnE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.nycgo.com/getmorenyc">nycgo.com/getmorenyc</a> offre itinerari di viaggio <em>(Family, Gay, One Day, Two Day e Shopping)</em>, profili su social network (Twitter @nycgo &#8211; <a href="http://www.facebook.com/nycgo">Facebook</a>) ed un test per scoprire che tipo di newyorchese sei!</p>
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		<title>Office of Blame in Williamsburg</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 18:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi non ha peccato, scagli la prima pietra. Chi sa di una colpa, lo scriva sul muro. Forse in pochi sanno che esiste un ufficio che tiene la contabilità delle colpe, da Ground Zero al crollo del mercato azionario di qualche anno fa. Si registrano le colpe e si riflette. Chi ha torto? Che cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-9051" title="P1030414" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/P1030414.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Chi non ha peccato, scagli la prima pietra. <strong>Chi sa di una colpa, lo scriva sul muro.</strong> Forse in pochi sanno che esiste un ufficio che tiene la contabilità delle colpe, da Ground Zero al crollo del mercato azionario di qualche anno fa. Si registrano le colpe e si riflette. <strong>Chi ha torto? Che cosa vuol dire prendersi la responsabilità?</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-9052" title="P1030413" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/P1030413.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Il volume <strong><a href="http://www.amazon.com/gp/product/0615289096/ref=olp_product_details?ie=UTF8&amp;me=&amp;seller=">Office of Blame</a></strong> raccoglie tutto questo, offrendo al lettore una finestra sulla mentalità americana, sulla società e sui dilemmi privati &#8211; combinando interviste, saggi, grafici, informazioni visive e fotografie.</p>
<p>Interessantissimo l&#8217;uso della copertina di questo libro: è diventata la protagonista di una <strong>campagna di guerrilla marketing collaborativo.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-9054" title="P1030416" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/P10304161.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p>Il quartiere di Williamsburg <strong>è stato invaso di questi manifesti</strong>, e turisti e residenti si stanno divertendo a riempirli con le loro riflessioni, più o meno serie: qui tutto è permesso. C&#8217;è chi ce l&#8217;ha con la città di New York stessa, chi con Obama, altri con Steve Jobs ed altri ancora addirittura con Lady Gaga!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-9055" title="P1030418" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/05/P1030418.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
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		<title>Perfetto con qualcosa (o qualcuno) di dolce</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 22:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi le strade del Queens sono state invase da questi manifesti. Di che cosa si tratta? E&#8217; la nuova campagna di Starbucks che dal 26 aprile al 3 maggio 2010 vi farà assaggiare nuovi sapori da tutto il mondo. Bellissimo anche il video di apertura di www.starbucks.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi le strade del Queens sono state invase da questi manifesti.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7388" title="P1020460" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020460.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7389" title="P1020461" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020461.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7390" title="P1020462" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020462.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7391" title="P1020463" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020463.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7392" title="P1020464" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020464.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7393" title="P1020465" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020465.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7394" title="P1020466" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020466.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7395" title="P1020467" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020467.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7396" title="P1020468" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020468.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7398" title="P1020469" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020469.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7399" title="P1020470" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020470.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7400" title="P1020471" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020471.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><strong>Di che cosa si tratta?</strong></p>
<p>E&#8217; la nuova campagna di <strong>Starbucks</strong> che dal 26 aprile al 3 maggio 2010 vi farà assaggiare nuovi sapori da tutto il mondo.</p>
<p>Bellissimo anche il video di apertura di <a href="http://www.starbucks.com/">www.starbucks.com</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7401" title="P1020472" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/P1020472.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
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		<title>Oggi a New York: Tommaso Dell&#8217;Anna</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 16:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Locatelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[:: Benvenuto su Nuok, Tommaso. Raccontaci in poche righe la tua vita e il tuo incontro con la BigA. Tommaso Dell&#8217;Anna, Tode per gli sconosciuti, nasce nella ridente provincia emiliana nel 1987, manifestando in età non sospette incontrollabili propensioni per il disegno sui sussidiari e sui banchi. Occupa il tempo che lo divide dall&#8217;iscrizione alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-full wp-image-6027 alignleft" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/tode.jpg" alt="" width="265" height="353" /></strong>:: <strong>Benvenuto su Nuok, Tommaso. Raccontaci in poche righe la tua vita e il tuo incontro con la BigA.</strong> Tommaso Dell&#8217;Anna, <em>Tode</em> per gli sconosciuti, nasce nella ridente provincia emiliana nel 1987, manifestando in età non sospette incontrollabili propensioni per il disegno sui sussidiari e sui banchi. Occupa il tempo che lo divide dall&#8217;iscrizione alla <a href="http://www.naba.it/">Nuova Accademia di Belle Arti</a><strong> </strong>attaccando stickers, suonando in band hardcore inconcludenti e stampando magliette per comunione e liberazione. Nel 2009 tenta di iscriversi a uno scambio internazionale per fuggire in Australia, ma <strong>la sorte ne spezza le mire surfistiche e gli assegna i tombini fumanti della mela</strong>. Passa un semestre al <a href="http://www.pratt.edu/">Pratt Institute</a><strong> </strong>di Brooklyn<strong> </strong>dove vince qualche concorso, trova lavoro alla<strong> Diamond Projects di Philadelphia</strong> e passa una giornata in tribunale per un accusa di public urination, anche se al momento rimane in terre di ricorsi al TAR sperando che progetti molto ambiziosi si realizzino.</p>
<p><strong>::Come hai iniziato la tua carriera?</strong> Ok, facciamo finta che ho una carriera in corso. Direi che come tutti, o vieni toccato da una intuizione divina oppure capisci che quello che fai non ti interessa e cerchi passatempi alternativi per fartela passare a scuola. A 7 anni riempivo quaderni minuscoli di 26 pagine di alfabeti antropomorfici. A 8 dirigevo un settimanale di gossip e attualità all&#8217;interno dello scottante ambiente della scuola elementare Edmondo de Amicis, chiuso per rivelazioni scomode su un reggiseno della ragazzina del primo banco a destra.<br />
Lo stesso anno comincio a disegnare e stampare finti pacchetti di sigarette (con sigarette inculse) con Paint, un tale successo da creare scompiglio nella comunità dei genitori dei miei amichetti. A 10 riempivo ogni giorno del diario con una pubblicità finta. A 11 mi compaiono i primi brufoli. A 17 Gianluca Nicoletti della Stampa mi telefona per intervistarmi riguardo la Campagna di Sensibilizzazione Nazionale contro la scomparsa del vecchio Bambino Kinder portata avanti insieme ad altri 3 loschi figuri, e capisco che un certo genere di cose può portarti una vita da rockstar.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-6047" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/COPERTINA-A400.jpg" alt="" width="509" height="721" /></p>
<p>::<strong>Tommaso&amp;New York</strong> Una generazione forgiata sui<em> Ghostbusters </em>e <em>Tartarughe Ninja</em> (la mia) ha come obiettivo nella vita, per forza di cose, ottenere la cittadinanza newyorkese, possibilmente in un loft coi brownstones e un topo gigante saggio come coinquilino. Tutto sommato è andata più o meno così, anche perchè non c&#8217;è nulla che si avvicina di più ad un luogo comune come gli USA. I newyorkesi -e New York stessa- sono talmente fedeli all&#8217;immagine che viene proiettata al resto del mondo che a volte ti vengono dei dubbi che forse sei in un grosso parco a tema e non te ne sei accorto.</p>
<p>::<strong>Consigli spassionati da chi, come te, ha vissuto fino in fondo la City.</strong><strong> </strong>Il <strong>sugo Alfredo</strong>, un quattro formaggi che ti risolve la vita &#8211; possibilmente delle fattorie Newman, si riconosce dal faccione -, il <strong>caffè Bustelo</strong>, perchè non è vero che il caffè americano fa schifo anzi <em>spacca</em>, la <strong>pizza a domicilio da Papa Johns</strong> che si ordina su Internet &#8211; Bacon e Extra Cheese è da guida del Gambero Rosso -, non fate pipì per strada perchè oltre alla multa siete costretti ad andare in tribunale a confermare a un giudice di non avere problemi di urinazione incontrollata, <a href="http://glasslands.blogspot.com/">the Glasslands Gallery</a> a Wialliamsburg, entrata cheap e concerti, il sabato ci sono gustose serate Funk. Comprarsi una bici da corsa o uno skate longboard perchè le discese di Brooklyn sono semplicemente ineguagliabili, andare al cinema a vedere un film ignorante per gustarsi le reazioni del pubblico, <strong>imbucarsi in almeno un rooftop party</strong>, per i party monster <strong>venerdì al </strong><a href="http://www.santospartyhouse.com/">Santos</a><strong> </strong>su Lafayette Street, after allo <a href="http://www.clubshelter.com/">Shelter</a>, andare a vedere Gallinari nei Knicks, fare gli scettici sull&#8217;assaggio del vino in un ristorante a Manhattan assoggettando paranoicamente il cameriere, comprarsi milioni di camice e sneakers usate da <a href="http://www.beaconscloset.com/">Beacon&#8217;s Closet</a>, boicottare Halloween, giocare a frisbee a Coney Island, farcire un tacchino.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-6054" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/4112791230_c7742c5809_b.jpg" alt="" width="507" height="761" /><br />
::<strong>Come e perchè sei entrato nel mondo della pubblicità? Qual è il tuo punto di vista sul tema?</strong> Tendenzialmente la gente non ha misura nel prendere le cose sul serio, nel senso che eccede o difetta sempre nel farlo. Non prendere niente sul serio o prendere sul serio l&#8217;inutile è una terapia che con me funziona molto. Capire i meccanismi che comunicano massivamente alle persone cosa fare e cosa non fare nella vita, che rendono tassativi stili di esistenza ridicoli e insostenibili, che creano un bisogno di emulazione incontrollabile verso standard inarrivabili, e trovare il modo di smantellare questi meccanismi è più o meno consciamente il motivo che mi ha portato a studiare graphic design e art direction, nonostante svariate crisi etico/morali che hanno colpito un po&#8217; chiunque in questo campo. Un open day nella fabbrica di coperchi del demonio. La pubblicità mi schifa, mi irrita, mi annoia e mi affascina. Il marketing mi fa rabbrividire. Il sistema di valori del milanese medio mi imbarazza. Con un paio di amicizie newyorkesi stiamo aprendo un collettivo, <strong>Distruggimilano</strong> (www.distruggimilano.com, ovviamente ancora in costruzione), la speranza è quella di raccogliere un consenso tale da permetterci in un futuro non troppo lontano di conquistare il mondo senza che nessuno se ne accorga.</p>
<p>::<strong>Come l&#8217;ambiente americano ha influenzato i tuoi lavori?</strong> Rendersi conto di come anche senza metterci piede l&#8217;America influenza praticamente una decisione su tre nella vita di chiunque è già un passo avanti. Gli USA hanno, a livello visivo, un dominio mondiale senza paragoni e senza precedenti. <strong>Metti piede a Brooklyn e ogni cosa, dalla casa che cade a pezzi alla macchina distrutta su un marciapiede all&#8217;insegna della lavanderia è meravigliosa, splendente, inarrivabile. </strong>Prendi la metro per andare a Manhattan ed è tutto come te lo immaginavi, vedi un grattacielo e vai in estasi. Cosa c&#8217;è dietro la facciata  lo capisci dopo un po&#8217;, con un ritardo clamoroso nonostante <em>Andy Warhol</em> te lo gustavi pure a 10 anni.<br />
Cosa salva questa nazione di pazzi e ignoranti è <strong>la libertà di avere la controcultura più devastante di tutti i tempi</strong>: il succitato <em>Andy, Bill Hicks, Spike Lee, l&#8217;Hip Hop, Skate Surf e Snowboard, Miles Davis, John Coltrane, il Grunge, Sun Ra, Terry Gilliam, i Residents, Adbusters, il Punk Hardcore, l&#8217;industria Porno, i fumetti, Woodstock, i Ramones, Hunter Thompson, Jim Jarmush, David Lynch, Terry Richardson, Keith Haring, David Foster Wallace, Tarantino, Tom Friedman, Obama, </em>vabè ce semo capiti.<br />
La mia cultura è più americana che italiana, anche se ultimamente mi sto scoprendo più nazionalista di quanto credessi.</p>
<p><a href="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/4075555157_6a622eb006_b.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6090" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/04/4075555157_6a622eb006_b.jpg" alt="" width="478" height="553" /></a></p>
<p>::<strong>Progetti futuri?</strong> Martedì vado dal commercialista ad aprirmi una partita IVA. Per un iperattivo inconcludente sono passi avanti di un certo spessore.<br />
Spero che <em>Distruggimilano</em> conquisti effettivamente il mondo, ad aprile invaderemo più o meno legalmente il <a href="http://fuorisalone.it/2010/"><strong>Fuorisalone</strong> di Milano </a>con un banchetto semi-mobile di magliette, libri e statuine, oltre che ad un Pontormo fake con facce di rana quotato eccessivamente. Il banchetto sarà accompagnato da un artista romeno della metro verde diverso ogni giorno.<br />
Ah e vorrei studiare musica, sul serio.<br />
Take care!</p>
<p>    <iframe src="http://player.vimeo.com/video/8174988" width="592" height="400" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p><a href="http://vimeo.com/8174988">strawberry scent</a> from <a href="http://vimeo.com/user2341915">tosi&amp;petitti</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/onechromosometoomany/">&#8212;&gt;Gallery</a></p>
<p><a href="http://vimeo.com/user2341915">&#8212;&gt;Video</a></p>
<p style="text-align: right"><a href="http://www.nuok.it/team/valentina-locatelli"><strong>Valentina Locatelli</strong></a></p>
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		<title>Levi&#8217;s: Live unbuttoned in New York</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 18:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa è la campagna pubblicitatia Levi&#8217;s dello scorso aprile, dal celebre claim Live unbuttoned. La città alle spalle del modello è inconfondibile. L&#8217;Empire, lo skyline di Downtown, il ponte di Brooklyn (dove è appeso il ragazzo nella seconda foto), Manhattan ed il New Jersey oltre l&#8217;Hudson..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2678" title="levisledge.preview" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/01/levisledge.preview.jpg" alt="levisledge.preview" width="531" height="348" /></p>
<p>Questa è la campagna pubblicitatia <strong>Levi&#8217;s</strong> dello scorso aprile, dal celebre claim <strong>Live unbuttoned</strong>. La città alle spalle del modello è inconfondibile. L&#8217;Empire, lo skyline di Downtown, il ponte di Brooklyn (dove è appeso il ragazzo nella seconda foto), Manhattan ed il New Jersey oltre l&#8217;Hudson..</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2680" title="levisbridge.preview" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/01/levisbridge.preview.jpg" alt="levisbridge.preview" width="531" height="348" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2681" title="levisjump.preview" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/01/levisjump.preview.jpg" alt="levisjump.preview" width="531" height="348" /></p>
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		<title>Le prese di corrente a New York</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 20:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa è la campagna affissione metropolitana di The Economist, ideata dalla BBDO di New York. Il payoff era &#8220;Get a world view. Read The Economist.&#8221; (Chief Creative Officers: David Lubars, Bill Bruce &#8211; Senior Creative Director: Kara Goodrich &#8211; Senior Creative Director / Writer: Pierre Lipton &#8211; Senior Creative Director / Art Director: James Clunie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2613 alignnone" title="Plugs_reprint_sm_RGB.preview" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/01/Plugs_reprint_sm_RGB.preview.jpg" alt="Plugs_reprint_sm_RGB.preview" width="472" height="325" /></p>
<p>Questa è la campagna affissione metropolitana di <a href="http://www.economist.com/"><strong>The Economist</strong></a>, ideata dalla BBDO di New York. Il payoff era &#8220;<strong>Get a world view. Read The Economist</strong>.&#8221; <span style="color: #888888;">(Chief Creative Officers: David Lubars, Bill Bruce &#8211; Senior Creative Director: Kara Goodrich &#8211; Senior Creative Director / Writer: Pierre Lipton &#8211; Senior Creative Director / Art Director: James Clunie &#8211; Illustrator: Nick Dewar)</span></p>
<p><strong>Ma quali sono le prese di corrente a New York?</strong> Eccola, a due contatti piatti.</p>
<p><img class="size-full wp-image-2614 alignnone" title="NBA-APP003_a" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/01/NBA-APP003_a.jpg" alt="NBA-APP003_a" width="400" height="400" /></p>
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		<title>Seno procace per le New York Fries: Fake</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 12:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
		<category><![CDATA[french fries]]></category>
		<category><![CDATA[patatine]]></category>
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		<description><![CDATA[Campagna pubblicitaria per New York Fries, una compagnia canadese che vende le patatine di New York. Ecco come raccontano la storia della loro azienda sul sito: In 1983, while on a trip to New York City, the Gould&#8217;s stopped into the South Street Seaport to search out &#8220;the best french fries&#8221; which they had learned [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2586" title="NYF_Busty.preview" src="http://www.nuok.it/wp-content/uploads/2010/01/NYF_Busty.preview.jpg" alt="NYF_Busty.preview" width="414" height="590" /></p>
<p>Campagna pubblicitaria per <strong>New York Fries</strong>, una compagnia canadese che vende le patatine di New York. Ecco come raccontano la storia della loro azienda sul sito:</p>
<p><em>In 1983, while on a trip to New York City, the Gould&#8217;s stopped into the South Street Seaport to search out &#8220;<strong>the best french fries</strong>&#8221; which they had learned of in a New York Times restaurant review. What they found was nothing short of amazing. Fresh, hot french Fries flying across the counter being received by a line up of anxious customers. These were no ordinary french fries. No mashed up re-constituted french fry wannabe&#8217;s – New York Fries were fresh cut, made from real potatoes and served in generous portions, hot and crisp.</em></p>
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