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L’Istituto di Cultura a Stoccolma disegnato da Gio Ponti

07 ottobre 2013

Fra le tante cose da fare quando si visita la capitale svedese, magari dopo un brunch golosissimo o una sessione sfrenata di shopping, è fare un salto a nord-est della città e bussare alle porte dell’Istituto Italiano di Cultura. L’IIC di Stoccolma è, infatti, un capolavoro assoluto di architettura e design, immaginato e realizzato da Gio Ponti, massimo esponente dell’architettura italiana del ventesimo secolo. Un luogo perfetto in cui promuovere e far conoscere agli svedesi, ma non solo, le nostre arti e il nostro ricchissimo patrimonio culturale.

Per raggiungerlo vi basterà salire sul bus 69, in partenza dalla centralissima Sergels Torg, e scendere alla fermata Ambassaderna, pochi passi ancora e ve lo troverete di fronte in tutta la sua bellezza. Se avete voglia di scoprire le tante meraviglie della città, però, vi consigliamo di arrivarci a piedi. Costeggerete Strandvägen, la via lunga quasi 1 km che collega il centro all’area di Djurgården, con i suoi tanti musei e il parco a cielo aperto di Skansen. In primavera e in estate Strandvägen si riempie di vita, e numerosi cafè galleggianti attirano i turisti per un aperitivo mondano sulle acque del Mar Baltico, se non avete fretta vi suggeriamo di approfittarne

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L’Istituto Italiano di Cultura si trova a pochi passi da qui, in via Gärdesgatan 14, nel quartiere Diplomatstaden, circondato dalle ambasciate di tutto il mondo e alle spalle della Radio-TV di stato svedese. La realizzazione di uno spazio dedicato alla celebrazione e alla promozione della Cultura Italiana in terra vichinga si deve allo sforzo congiunto di autorevoli personalità. Primo fra tutti l’industriale italiano Carlo Maurilio Lerici, che finanziò generosamente i lavori; ma anche e soprattutto al genio creativo di Gio Ponti e all’aiuto di Gustavo Adolfo VI, l’allora Re di Svezia.

Inaugurata nel novembre del 1958, la struttura esterna è una scatola bianca, chiusa e finita nelle forme. Un esempio perfetto della concezione pontiana di “architettura come interpretazione della vita“. Snobbata all’inizio da qualche contemporaneo svedese, che la liquidò come “una scarpa femminile caduta nell’erba”, fu poi rivalutata in seguito e amata per la sua elegante leggerezza, quasi classica. Un frutto perfetto del Movimento Moderno italiano

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Gli spazi all’interno si snodano in un gioco sinuoso di forme. Le pareti bianche e il pavimento di marmo di Carrara rendono gli ambienti leggeri e fluttuanti, in cui quasi galleggiano gli arredi disegnati dall’architetto milanese e divenuti pezzi iconici della storia del design di tutti i tempi.

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Dalle poltrone alle pareti attrezzate, dalla famosissima seduta Superleggera disegnata per Cassina, fino ai tendaggi e all’illuminazione, realizzata distribuendo qua e là sfere e globi di luce.

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Bellissima è la Biblioteca intitolata a P. P. Pasolini, frequentatissima dai tanti svedesi amanti della nostra cultura. Con una piccola quota annuale, infatti, si può diventare soci e avere diritto al prestito di libri e dvd in lingua italiana.

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Non solo manuali e Storie della Letteratura, anche quotidiani e riviste specializzate, opere uniche e libri per bambini. Laura, bibliotecaria instancabile, non potrà che accogliervi col suo sorriso e suggerirvi qualche buona lettura.

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Tra uffici e sale di rappresentanza, l’Istituto dispone anche di un magnifico teatro. Ѐ qui che si svolgono tutti gli eventi, dai concerti ai seminari, dalle rappresentazioni agli incontri più mondani, che l’Istituto ospita regolarmente. Qui si riuniscono i tanti tifosi italiani per seguire le partite dei mondiali di calcio e sempre da qui sono passati nomi illustri della critica e della letteratura, da Magris a Saviano. Date un’occhiata al sito dell’Istituto e al calendario degli eventi in programma, per essere sicuri di non perdervi nulla.

L’auditorium è a pianta rettangolare e sembra sia stato realizzato con la collaborazione di Pier Luigi Nervi, celeberrimo architetto italiano, amico di Gio Ponti. Sua l’idea del soffitto, realizzato con una copertura a losanghe illuminate dall’alto, di grande effetto e di tendenza baroccheggiante.

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Alle spalle dell’Istituto troverete il parco di Gardet, e a pochi passi un sentiero che riconduce al mare. Avventuratevi per una sosta rilassante, il binomio arte-natura qui in Svezia è costantemente presente e piacevole da vivere.

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L’IIC di Stoccolma è solo uno dei tantissimi Istituti Italiani di Cultura sparsi per il mondo, che si propongono di promuovere il meglio della nostra produzione artistica e intellettuale nei paesi che li ospitano. Quello disegnato da Gio Ponti è però un unicum, e noi vi suggeriamo di non perderlo. Se decidete di fare un salto, organizzate con il personale la vostra visita, in modo da non intralciare le quotidiane funzioni d’ufficio e godervi al meglio lo spettacolo degli interni. Elin e Diego saranno lieti di potervi aiutare e darvi indicazioni utili in merito.

Per una volta non siate pigri, spingetevi oltre i soliti percorsi battuti e scoprite un tesoro dell’architettura e del design italiano di grande valore e bellezza.

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La Principessa Victoria di Svezia la pensa come noi di Stoccolm. Ѐ già stata avvistata da queste parti, chissà che non siate fortunati e possiate incontrarla.

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