stoccolm

Coolture

Artipelag: simbiosi fra arte e natura a Stoccolma

06 aprile 2013

Avete già avuto un assaggio del Moderna Museet, con le sue imperdibili collezioni e vi abbiamo fatto conoscere da vicino il celeberrimo Fotografiska. Oggi vi portiamo con noi alla scoperta di Artipelag. Il nuovo polmone verde interamente dedicato all’arte, costruito a ridosso di una delle baie più belle del grande arcipelago scandinavo.

Stoccolma è una città magica. Possiede un fascino particolare, che gli deriva in gran parte dalla presenza dell’acqua. La capitale svedese sorge infatti su 14 isole, attraversate dal mar Baltico e dal lago Mälaren, ed è inserita in un arcipelago incredibilmente vasto, che nella bella stagione si popola di turisti e bagnanti. Circa 30.000, tra piccoli scogli, isole e isolotti, immersi in un contesto lussureggiante e circondati da acque cristalline e fresche anche in estate. Noi siamo stati nella baia di Baggen, e più precisamente a Värmdö, una bellissima insenatura poco distante dal centro della città. Ѐ qui che si trova Artipelag, un complesso architettonico di oltre 10.000 mq dedicato all’arte contemporanea e al design.

Inaugurato nel giugno del 2012, Artipelag è un grande spazio espositivo incastonato sulla roccia, lambito dall’acqua e circondato da una vegetazione rigogliosa. L’architetto Johan Nyrén, che ha realizzato il progetto, ha perfettamente integrato gli elementi spigolosi della struttura alle forme morbide e sinuose della baia.

Raggiungiamo il museo con un bus nero, che prendiamo in via Vasagatan 14, di fronte al Tourist Center e a pochi passi dalla stazione centrale. Spendiamo circa 10 euro (100 sek) per un biglietto di andata e ritorno. La navetta che ci accompagna è attiva solo nel week-end, ma si può arrivare qui anche in auto, con i mezzi di linea e in estate con la barca, attraccando al porticciolo. In inverno, gli orari di apertura sono abbastanza stretti ed approfittano delle ore di luce. Si può visitare il museo dal mercoledì alla domenica, ma non oltre le 17.00, e il sabato intrattenersi fino alle 21.00.

La cosa che ci colpisce di più quando entriamo è la presenza di grandi vetrate affacciate sul mare. La hall che ci accoglie è molto ampia e i materiali di costruzione sono perfettamente armonizzati fra loro. Pietra, acciaio, vetro e legno convivono nella realizzazione delle volte e delle sale dagli ampi volumi. Lasciamo le giacche nel guardaroba situato al primo piano, facciamo il biglietto, spendendo circa  20 euro (200 sek), e cominciamo ad esplorare la mostra.

La Konsthallen, la galleria di 1.800 mq che si sviluppa al secondo piano, espone opere e installazioni di arte contemporanea di giovani designer più o meno conosciuti, da Poul Gernes a Cosima von Bonin, da William Wegman fino agli artisti della scuola di Jean Michel Basquiat. Potete avvalervi della professionalità della guida o fare come noi e curiosare nelle sale in piena libertà, gustando a ogni passo un nuovo punto di vista e una nuova angolazione.

Il bello di Artipelag è che l’esperienza non si esaurisce una volta terminata la visita alle sale espositive. La struttura accoglie, infatti, anche un teatro per eventi e concerti e una classe dedicata alla creatività dei più piccoli. L’attenzione nei confronti dei bambini, il rispetto dei loro spazi e del loro ruolo nella società è una consuetudine svedese che ci stupisce sempre. Sicuramente quando inciampiamo per caso in un parcheggio molto particolare.

Magari cominciate ad avvertire un certo languorino, ma è ancora presto per pranzare. Noi vi consigliamo di avventurarvi nella natura circostante ed esplorare lo scenario mozzafiato che si estende fino al mare. Se iniziate dal rooftop, la grande terrazza posta al quarto piano, non dimenticatevi di dare un’occhiata alla scala in legno che vi conduce su. Ogni gradino ha il nome e l’indicazione di una costellazione, un chiaro segnale della vostra ascesa alle stelle.

Dal tetto di Artipelag, infatti, godrete di una vista meravigliosa, spettacolare in estate, quando qui si organizzano party e cene esclusive illuminate da lanterne e grandi fiaccole. Dall’alto è anche possibile scorgere il lungo percorso in legno che segue il profilo della baia. Questa passerella percorribile è una discesa all’acqua, sicuramente un invito a tuffarsi nei mesi più caldi.

Noi ci incamminiamo ben coperti, per ripararci dal freddo pungente che non ci coglie impreparati. La passeggiata è molto piacevole e ci conduce fino al piccolo molo. Qui, dove in estate attraccano le barche, il mare è ancora completamente ghiacciato e il bagliore dei cristalli è accecante. Uno spettacolo meraviglioso che ci trattiene fino a quando lo stomaco non inizia a brontolare.

Percorrendo all’indietro la passerella, si torna al museo. Il tepore degli interni e il profumo di pane appena sfornato ci riscaldano in un istante. Alla cucina raffinata del Baggen Restaurant, preferiamo il buffet sfizioso del Cafè Bådan, il cui nome si deve ad una pietra liscia, in svedese båda appunto, che spunta dal pavimento. Our oldest work of art recita la scritta su una parete del ristorante, riferendosi a questo masso di roccia originatosi circa due miliardi di anni fa.

Ci concediamo un pranzo luculliano, tentati dall’aspetto invitante e dai colori magnifici del buffet. Formaggi e confetture, patate all’aneto, carne arrostita, aringa marinata, tortellini alle erbette e insalata di bulgur. L’ambiente è rilassato e indugiamo qualche momento ancora, approfittando della bellissima vista che si gode dal nostro tavolo.

Prima di andare via, sosta obbligata allo shop. I pezzi in vendita sono quasi tutti o troppo ingombranti, o economicamente inaccessibili. Portiamo a casa un bicchiere da borsetta in gomma e qualche rivista. Per oggi abbiamo speso abbastanza.

Che siate alla ricerca di un posto speciale, di un’esperienza avventurosa che non rinunci all’arte, o semplicemente di un rifugio al riparo dai ritmi della città, Artipelag è il posto ideale. Design, buon cibo e natura, qui sono in simbiosi perfetta. Noi ci siamo stati quando il mare era ancora una lastra di ghiaccio e la neve non ne voleva sapere di sciogliersi. Provate a immaginare che spettacolo dev’essere in estate.

, , , ,