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Arte al tramonto dal terrazzo più romantico di San Paolo

19 settembre 2017

In occasione di una nostra precedente escursione vi avevamo già parlato del bellissimo Parque Ibirapuera, il Central Park paulistano. Dopo una passeggiata nella natura avevamo anche fatto tappa al Museu Afro Brasil, un importante centro di riflessioni sulla cultura afro. Ma le attrazioni del parco non finiscono qui: se volete sapere dove poter assistere al più bel tramonto di tutta Saupaulu, allora seguiteci in questa nuova puntata alla scoperta dell’arte contemporanea.

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Fondato nel 1963 dall’Università di San Paolo, il Museu de Arte Contemporânea da Universidade de São Paulo (MAC USP) è uno deimust see” della città per gli amanti dell’arte. Qui, oltre a numerose opere di artisti brasiliani e sudamericani, si trovano anche quadri di Modigliani, Picasso, Matisse e Kandinsky. Conta infatti con delle splendide collezioni donate da Ciccillo Matarazzo, milionario di origini italiane, mecenate e appassionato di arte. Fin dagli anni ’40 il suo sogno era quello di aprire un museo dedicato all’arte moderna. Grazie ai contatti con la famiglia Rockefeller e il Museum of Modern Art di New York (MOMA) riuscì a realizzare questo suo desiderio. In effetti, è proprio grazie a lui se oggi l’Ibirapuera esiste: fu Ciccillo a incaricare il famoso architetto Oscar Niemeyer del progetto del parco nel quale sono stati costruiti vari padiglioni espositivi.

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Dal 2012 la collezione, prima situata dentro il campus dell’Università di San Paolo, è stato spostato nell’edificio dell’ex Detran (simile al nostro Dipartimento dei trasporti), costruito nel 1950 da Oscar Niemeyer. Il museo è composto da 6 piani interamente dedicati alle esposizioni (permanenti e temporanee), un auditorium, un mezzanino con caffetteria e il tetto con vista panoramica. Il miglior percorso di visita comincia dall’alto: vi consigliamo quindi di salire fin sull’enorme terrazzo dell’ultimo piano per godere di una vista a 360° sul parco e la corona di palazzi che lo circondano.

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La visita dell’edificio dura all’incirca un paio d’ore, ma ovviamente varierà a seconda del vostro interesse per l’arte. L’itinerario segue l’era degli artisti dal 1900 fino agli anni 2000, con alcune sezioni tematiche interessanti. Ad esempio, conoscete la canzone “Era una casa molto carina“? È una musica che senza dubbio ha accompagnato l’infanzia di molti di noi. Parla di uno spazio che dovrebbe essere quello di un’abitazione, una casa strana a cui mancano diverse parti, per nulla pratica, che si trova in Via dei Matti numero zero. Ebbene, la versione originale  – “A casa” – risale al 1969 ed è stata composta da Vinicius de Moraes, un famoso poeta, cantante e compositore brasiliano. Quest’idea di stranezza caratterizza lo spazio del museo secondo noi più divertente, dedicato all’arte domestica non convenzionale.

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Finalmente alla fine del tour è giunto il momento di ritornare sul tetto per assistere ad un tramonto davvero mozzafiato: per un attimo la città pare quasi rallentare e le vetrate dei palazzi riflettono una forte luce rosa. Ricordate che in inverno (tra giugno e settembre) il sole tramonta presto, sempre intorno alle 17.30. Nei prossimi mesi su questo terrazzo dovrebbe aprire uno spazio gastronomico: speriamo non si trasformi in un ristorante di lusso dai prezzi proibitivi e che continui a essere il terrazzo più romantico della città.

Dietro il MAC si trova l’Istituto Biologico, una maestosa Hogwarts in stile art-déco. Purtroppo non si tratta di una scuola di magia ma di un centro di ricerca sull’agricoltura, costruito nel 1927. Qui si studiano e isolano le malattie di piante e animali che potrebbero decimare intere coltivazioni e allevamenti. L’istituto comprende la sede principale, 11 edifici minori e 1500 piante di caffè: non capita certo tutti i giorni di vedere una piantagione di caffè nel cuore di una metropoli!

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L’ingresso tanto al museo quanto al tetto è gratuito, quindi se non avete molto tempo a disposizione sentitevi liberi anche solo di fare un pit stop fotografico per godervi il panorama: ne varrà sicuramente la pena.

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A Saupaulu gli scatti da cartolina bisogna conquistarseli e poche guide vi diranno dove trovarli: è per questo che, grazie ai nostri consigli, la città vi conquisterà sempre di più.

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