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Costa Rica coast to coast: alla scoperta delle spiagge più belle

04 giugno 2017

Alla fine della prima tappa-di-tre di questo viaggio alla scoperta dell’America Centrale vi avevamo detto di portare con voi costume e una sgargiante tavola da surf… Come affrontare le gigantesche onde della Salsa Brava altrimenti? Ebbene sì, la seconda destinazione è il paese della pura vida, delle onde da cavalcare e dei paesaggi mozzafiato: la Costa Rica!

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Benché ci siano ancora dubbi sulle origini del suo nome, non è difficile darla vinta a chi crede che ci si riferisca alla ricchezza naturalistica di questo paese “verde”,  ricco di distese infinite di foreste tropicali e pigra fauna appollaiata su alberi ricurvi su immense spiagge caraibiche/pacifiche (a seconda della costa in cui vi trovate).
Il posto è “ricco” anche di altre qualità. Incredibilmente stabile dal punto di vista politico (in netto contrasto con i paesi limitrofi) e pioniere nell’uso delle energie rinnovabili con cui soddisfa buona parte del suo fabbisogno energetico con meritato plauso di ecologisti e ambientalisti di mezzo globo.

Non stupisce insomma che i costaricensi, o ticos, siano stati eletti “la popolazione più felice del mondo”, e questo nostro Nuok tour vi farà capire ancora meglio il perchè.

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Innanzitutto, la varietà paesaggistica fa della Costa Rica una meta obbligatoria per chi ama la natura, i lunghi percorsi alla scoperta dei numerosi vulcani, i viaggi in barca un po’ umidicci per osservare i comportamenti di tartarughe, bradipi, scimmie e per gli appassionati di birdwatching.
Tuttavia, se nei vostri piani è previsto un programma intensivo di relax su spiagge caraibiche sulle quali sorseggiare noci di cocco tra un bagno nel mare azzurro e un’invidia da selfie (quella che con le vostre foto e i tag susciterete nei vostri follower) non preoccupatevi perchè la nostra mini guida delle spiagge più belle della Costa Rica l’abbiamo preparata pensando proprio a voi!

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La selvaggia Costa centrale del Pacifico

Tanto per cominciare è bene sapere che gli angoli paradisiaci costaricensi sono raggiungibili via San Josè, la capitale. Non aspettatevi una città sfavillante e piena di attività. La permanenza consigliata è di circa due giorni, giusto il tempo per informarvi su come raggiungere mete ben più interessanti del paese, come ad esempio la costa pacifica e più in particolare Uvita, nella provincia di Puntarenas.
In un Paese colmo di aree protette e riserve naturali, Playa Uvita non è da meno vista la sua appartenenza al Parque Nacional Marino Ballena – motivo per il quale è infatti probabile che dobbiate lasciare un piccolo contributo in colones/dollari americani per accedervi.
La spesa vale decisamente la pena vista la tranquillità di questi 13 km di spiaggia ancora al riparo da orde di turisti.

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Le spiagge del Parque sono una lunghissima distesa di sabbia, rocce e promontori ancora abbastanza selvaggi. Questo non vuol dire però che non avrete compagnia durante le vostre sessioni di abbronzatura al sole cocente o durante un riposino all’ombra delle gigantesche palme a ridosso della spiaggia… Alzando lo sguardo, potreste accorgervi di essere osservati da molteplici specie di uccelli e da altri esemplari di fauna tropicale perfettamente mimetizzati.

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Trattandosi di un’area protetta, ogni tipo di sport che possa danneggiare l’ecosistema, la fauna e la flora marina è assolutamente proibito. Via libera allo snorkeling, all’osservazione di balene e delfini e al surf però.
Il dettaglio di Playa Uvita che stupisce  di più è il ritirarsi dell’oceano nelle ore pomeridiane, triplicando le dimensioni della spiaggia e creando un bagnasciuga infinito che permette di raggiungere il mare solo dopo 40 secondi netti (che abbiamo cronometrato per davvero, cliccare qui per credere!).
Il piccolo villaggio di Uvita non offre molte alternative pomeridiane o serali, in quanto è costituito da stradine buie e abbastanza isolate, per cui è la meta ideale per chi intende rintanarsi in un lussuoso hotel sulle colline o in una piccola casa vacanze da scovare su internet, con come unico obiettivo il relax e come unico suono il canto dei grilli durante la notte.
Per chi viaggia da solo ma non vuole rinunciare alla compagnia c’è il Flutterby House, ostello pittoresco e super internazionale immerso nella natura e tutto fuorché noioso.

La Costa caraibica, tra pura vida e Salsa Brava

“Me ne andrei ai Caraibi!” è una di quelle frasi che capita a tutti di pensare e che sono seguite da un sospiro di piccola delusione quando ci rendiamo conto della distanza che spesso ci separa da quei luoghi incantati. Logico fare quindi – anche in Costa Rica – una puntatina sulla costa caraibica del paese: visto che già siete da quelle parti.

Mare con diverse gradazioni di blu, noci di cocco piene di delizioso latte che cadono da palme giganti, musica reggaeton, relax, sonnellini sulla spiaggia e aperitivi al fresco: benvenuti a Puerto Viejo de Talamanca.

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Puerto Viejo era un tempo un villaggetto di pescatori molto difficile da raggiungere, ma le orde di surfisti a caccia di onde hanno stimolato il fiorire delle strutture ricettive della zona.

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Oggi è uno dei luoghi turistici più effervescenti, per cui via libera a ristoranti fusion che sfidano le sodas locali (tipiche trattorie a conduzione familiare) col loro gallo pinto (riso e fagioli, piatto nazionale), bancarelle con ninnoli rasta, boutique di gioielli artigianali e negozietti di vestiti e souvenir concentrati sulle due-forse-tre strade principali.

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Il villaggio è meta di chi è in cerca di un buon mix tra relax al mare e vita notturna.

I pochi ma bellissimi locali infatti garantiscono musica dal vivo, piste da ballo e cocktail tipici tutte le sere.
Qui si respira a pieni polmoni la famosa “pura vida”: scritta, detta ed augurata questa è l’espressione serafica di augurio ed esortazione a vivere con calma, gentilezza e senza stress che ogni tico vi dirà ad ogni occasione. Una specie di “goditi la vita, non ci pensare” che qui a Puerto Viejo si traduce nei seguenti tre comandamenti: “eat, surf and dance”.

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Grazie a questo mood contemporaneamente rilassato e festaiolo, spesso chi approda a Puerto Viejo vorrebbe potersi fermare un po’ più a lungo. Una soluzione economica per farlo, visto che la vita in Costa Rica è relativamente costosa, è proporsi come lavoratori volontari in uno dei molteplici ostelli che si trovano tra il centro del villaggio e la strada che porta verso Playa Cocles.
Noi Nuoker ci siamo fermati al Lion Fish Hostel lavorando lì per un periodo, in cambio di vitto e alloggio in un clima di pura vida in cui ci siamo trovati a stringere amicizie con backpacker provenienti da tutto il mondo (date un’occhiata al sito di scambio culturale workaway.info per scovare l’attività di volontariato che fa per voi!).

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Nei pressi del Lion Fish non vi sfuggirà una distesa di sabbia nera che non a caso si chiama Playa Negra.
La spiaggia è tra le meno frequentate, e sfoggia orgogliosa un  vessillo che ne certifica l’elevato standard ecologico.
Ideale per una bella nuotata, è caratterizzata dalla presenza di un misterioso relitto in ferro somigliante ad una barca e sulla quale sono fioriti alberi e piante tropicali…Una vista mare decisamente particolare.

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Playa Negra è anche un luogo magnifico per osservare il tramonto: restate a rilassarvi in spiaggia almeno fino all’ora dell’aperitivo e godetevi un momento caraibico davvero spettacolare…

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La serie delle spiagge di Puerto Viejo non può che concludersi con Playa Cocles, distante circa 2km dal centro del villaggio e facilmente raggiungibile in bici o a piedi.

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Se siete alla ricerca di un’esperienza adrenalinica, affittate una tavola da surf e un maestro e testate il vostro fegato: è qui che incontrerete la Salsa Brava.
Occhio però che questa salsa non si mangia: è vero che i ticos la chiamano con affetto “mare spumeggiante” ma in realtà si riferiscono ad una delle onde più temibili da cavalcare.
Pensate a un moto ondoso che oltre ad essere incredibilmente forte, vi travolge anche sia da destra che da sinistra esercitando una corrente pazzesca.
Evitatela se siete dei principianti (noi abbiamo visto professionisti faticare e farsi male con onde nemmeno alla potenza massima), e aspettate che il mare diventi meno minaccioso. Quando le onde sono più tranquille infatti, Cocles è un buon posto per iniziare a familiarizzare con il surf. Non a caso, è qui che si organizzano svariate competizioni come l’ALAS Tour Contest.

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Puerto Viejo è un punto decisamente strategico anche per fare un po’ di giri nelle aree circostanti. Gironzolando sulle nostre biciclette affittate in ostello, abbiamo scovato dei veri e propri paradisi. Se siete disposti a pedalare e macinare qualche chilometro, arriverete a scoprire angoli selvaggi dove la natura regna sovrana.

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Un esempio meraviglioso sono le Voilo waterfalls, cataratas per i ticos di Puerto Viejo. Qui avrete la possibilità concedetevi un paio di ore a mollo in una piscina naturale e gelida di acqua dolce che sgorga da un sistema di cascate su due livelli circondati dalla foresta pluviale e a costo davvero ridicolmente basso. Praticamente una spa naturale gratuita.

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Divertitevi a passare da un livello all’altro della cascata tramite un sentierino stretto stretto.

Dopo un po’ di equilibrismi tra scogli e pietre, concedetevi un po’ di meditazione: secondo noi è proprio questo l’angolo di mondo più incredibile che abbiamo scoperto grazie al nostro tour della Costa Rica.
Se volete essere sicuri di non perdervelo, salite per il primo bus in direzione Sixaola e contrattate con l’autista la possibilità di lasciarvi direttamente all’entrata.

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Sempre da Puerto Viejo, potete poi prendere il bus in direzione Manzanillo e scendere a Cahuita, oppure percorrete la distanza con la bicicletta. Di sicuro, pedalare è molto più interessante, ma è ovviamente fondamentale tenere gli occhi aperti sulla strada.

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Arrivati a destinazione, recatevi direttamente al Parque Nacional Cahuita, una riserva dove, tramite un piccolo contributo volontario, potrete fare quattro passi nella foresta prima di raggiungere la spiaggia dorata.

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La regola dice che non si dovrebbe mai camminare guardando all’insù, ma a Cahuita fate un’eccezione e vedrete ben di più che una semplice spiaggia.

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Il momento esatto in cui realizzerete di essere ai Caraibi è entrando in una delle spiagge di Punta Uva. Non importa quale, sono tutte mozzafiato.
Il mare è una palette di diverse sfumature di blu e azzurro e la spiaggia è abbastanza grande da far sì che le altre persone presenti se ne stiano a una siderale distanza da voi, permettendovi di godere appieno dell’unica attività permessa: il relax.

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…Questo a meno che non abbiate un estro fotografico, e decidiate di andarvene in giro in cerca dello scatto caraibico perfetto da instagrammare!

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In questo tour abbiamo fatto di tutto: pedalato, surfato, camminato, nuotato, danzato sulle note del reggaeton e lavorato come volontari in un ostello. Per chiudere in bellezza, ci siamo dunque regalati un momento di quiete assoluta: un aperitivo al tramonto da gustare con i piedi a bagno nel mare cristallino di Puerto Viejo.

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Siamo giunti a metà del nostro tour del nostro percorso di esplorazione alla scoperta del Centro-America.  Al prossimo giro vi porteremo in un luogo speciale e indietro nel tempo, dove tutto sembra essersi fermato agli anni ’50 e dove si balla salsa ad ogni angolo e a ogni ora… Dai che avete proprio capito!

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