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Vecchie insegne e dove trovarle in giro per il mondo

17 luglio 2017

Vecchie insegne, font vintage, lettere cancellate, nomi dipinti…
Il nostro giro del mondo inizia e finisce a Roma: buona scoperta!

Bar Paglia, Roma

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di Dafne Graziano
Piazza Anco Marzio 18, Lido di Ostia

Sapevate che a Ostia esiste un posto dove i krapfen volano? Succede nel bar Paglia, celeberrimo per la sue inimitabili bombe alla crema. Erede della pasticceria aperta dai fratelli Mazzi a Roma nel 1935, è attivo sul litorale dagli anni Cinquanta. La sua insegna, a caratteri eleganti e raffinati, incuriosisce per un particolare: il disegno di un missile. All’interno del locale, infatti, ancora oggi è possibile ammirare il piccolo missile di metallo che trasportava i krapfen caldi dal forno e li faceva planare direttamente sul bancone.

Decorage, Porto Sant’Elpidio

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di Ilaria Piampiani
Via Umberto I 583, Porto Sant’Elpidio (FM)

L’insegna di Decorage attirerà l’attenzione di qualsiasi seguace dell’artigianato e dell’oggettistica per la casa. Parliamo di maioliche dipinte magistralmente a mano da Rossella Navoni, che da ormai ben trent’anni si dedica con passione al suo rarissimo lavoro. Rossella, diplomata all’Istituto Internazionale d’arte Ceramica, può trasformare qualsiasi semplice oggetto, che sia una tazza, un portagioie, o un semplice piattino, in qualcosa di eccezionale e unico. L’insegna di Decorage, nella sua semplicità, racconta tutto questo: è la prima opera d’arte di Rossella che incontriamo e ci parla del tempo e della pazienza impiegati. E, ovviamente, è solo il “primo assaggio” di quel mondo incantevole che si apre all’interno del negozio.

Répare Service, Parigi

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di Alessia Giuliani
Avenue Parmantier 114, Parigi

Al 114 di avenue Parmentier l’insegna gialla e la vetrina ricca di teste, occhi e gambe di bambole invitano a fermarsi e leggere gli stralci di giornale appesi qua e là. “Ici on change les mauvais têtes”, “il medico delle bambole”, “le bambole gli dicono sì”… Ma dove siamo? Semplice, dal 1964 è il laboratorio di Monsieur Launay, riparatore e restauratore di bambole. Lui è una garanzia, lavora con passione e delicatezza per restituire dignità ad oggetti spesso maltrattati dal tempo e dall’uso. Alcune delle storie passate da questo negozio sono immense lezioni di vita. Come quella bambola regalata ad una bambina francese da un ufficiale tedesco durante l’occupazione…

Ex Teatro Italia, Venezia

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di Anna Sartor
Campiello De L’Anconeta 1944, Sestiere Cannaregio, Venezia

L’insegna del Teatro Italia, in stile Liberty, risale al 1916 quando l’intero palazzo viene costruito, riprendendo il neogotico veneziano, per dare sede ad un teatro appunto, il cui nome è omaggio alla patria. Alla fine degli anni Sessanta si trasforma in cinema ma l’insegna originaria non cambia. Nel 1979 il cinema chiude e il palazzo, dopo un periodo destinato ad ospitare aule per l’università Cà Foscari e un momento di abbandono e decadimento nel 2016 assume le sembianze di un supermercato. Tra proteste e assensi oggi è possibile godere dei suoi affreschi e stucchi andandoci a comprare il latte.

The Scotsman Hotel, Edimburgo

The Scotsman

di Elisa Massone
20 North Bridge, Edimburgo

Questo edificio custodì per un secolo la redazione e la tipografia dello Scotsman, uno dei più importanti quotidiani scozzesi. Fu costruito nel 1900, durante i lavori di ampliamento del ponte nord. La redazione si trasferì in questo edificio per un motivo pratico: l’ingresso della tipografia, nel seminterrato, si trovava di fronte alla stazione ferroviaria Waverley. Questo permetteva di imballare sui treni i giornali ancora caldi di stampa, per poi distribuirli in tutto il paese. Nel 2001 gli uffici dello Scotsman vennero trasferiti a Holyrood e l’edificio fu trasformato in un albergo di lusso.

Bar La Bodeguita del Medio, L’Avana

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di Elisa Verrazzo
Empedrado 207, Habana Vieja

Bar storico situato nel cuore della città vecchia di L’Avana la Bodeguita del Medio è un vero monumento nazionale cubano: in questo posto pare infatti sia stato inventato il celebre cocktail mojito conosciuto in tutto il mondo. Nel corso dei decenni il locale ha ospitato personaggi del calibro di Ernest Hemingway, Salvador Allende e Fidel Castro e ancora oggi accoglie migliaia di visitatori ogni anno. L’inconfondibile storica insegna gialla bordata di blu della Bodeguita del Medio è anch’essa divenuta un simbolo dell’Avana tanto da essere diventata uno dei classici souvenir cubani.

Pescheria Brunelli, Bologna

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di Giulia Gagliano
Via Drapperie 8, Bologna

Varcare via Drapperie, a Bologna, è come fare un viaggio nella macchina del tempo. Banchetti di frutta e verdura, drogherie, panifici e tanto altro ancora. Ma dal 1924, in questa via che ricorda tanto uno spaccato dei mercati cittadini del Sud Italia, c’è anche lei, la celebre Pescheria Brunelli e con lei la sua storica insegna. Semplice e nemmeno un po’ sbiadita dal passare degli anni, sovrasta ancora le cassette di pesce che ogni giorno passano sotto le sue lettere tridimensionali. E se alzerete lo sguardo un altro po’ noterete anche un piccolo acquario; lui invece, accusa i segni dell’età che passa.

Hotel Slavia, Brno

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di Giorgia Cavicchia
Solnicni 17, Brno

L’Hotel Slavia è uno degli alberghi storici di Brno. Aperto nel 1899 dal patriota ceco Karel Moravec, sorge in pieno centro, alle spalle della piazza principale. Le sue forme eleganti e la raffinata decorazione esterna ancora tradiscono il gusto Art Nouveau che ne ha ispirato lo stile. Il contrasto tra l’edificio che ospita l’hotel e la sua insegna non potrebbe essere più netto. Il primo è di colore beige, tenue ma caldo, la seconda è in acciaio lucido e utilizza un font essenziale e rigoroso. Non a caso, la linea continua che incornicia il nome dell’hotel sembra essersi spezzata proprio dove la facciata descrive una curva perfetta. Coincidenza?

L’Impertinente, Lille

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di Eleonora Masi
9 Boulevard Papin, Lille

Sarà proprio la vetrina colorata dalle luci soffuse e mille morbidi cuscini occupati dalle schiene di golosissimi clienti ad attirarvi dentro l’Impertinente, molto, molto più che una semplice sala da té. Un posto del cuore che ha una storia, raccontata ogni giorno su un attivissimo profilo Instagram dai proprietari Alex e Marine, coppia sul lavoro come nella vita. Almeno sei torte diverse sempre a portata di palato dalle 13 alle 18, fra cui principe assoluto regna lo shortbread, una torta di biscotto, caramello, cioccolato e arachidi di loro invenzione che quest’estate diventa un gelato, servito in esclusiva come dessert dalla migliore pizzeria italiana della città, Paparaffaele! Perfino il merchandising vi conquisterà: guai ad uscire dal locale senza aver acquistato la shopping bag “fifty shades of earl grey”.

Ex All’Insegna del Palombo, Bologna

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di Federica Sabelli
Via Clavature 14/B, Bologna

Certe strade di Bologna possono essere, talvolta, cimiteri segnaletici di lavori scomparsi, di modi antichi di fare le cose, di nomi vecchi che sanno di tutto lo sforzo che i proprietari ci hanno messo per pensarli. Ed è forse proprio per quelle giornate passate a trovare il nome adatto, l’immagine giusta, che queste insegne sopravvivono. Più che per la ruggine, i caratteri vintage, i bordi scoloriti. È che quando leggi certi cartelli, quando leggi, ad esempio, “Cartoleria e Legatoria di libri con fabbrica di registri – all’insegna del palombo”, ti viene proprio voglia di sapere chi siano questi che fanno una cartoleria e la chiamano così. Ti viene voglia di scoprire come ci sono arrivati a darle questo nome. E allora, se soltanto un’insegna ti fa venire voglia di fermarti in mezzo alla strada, davanti a un negozio che non esiste più, forse inizi a capire perché certe cose rimangono appese tra passato e presente su un muro di Via Clavature. Perché a volte il passato può essere tolto dal muro, l’alone umido dietro ritinteggiato e una nuova insegna sistemata al suo posto, e altre volte no.

Gay-Odin, Napoli

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di Marcella Boschi
Via Benedetto Croce 61, Napoli

Avete presente quel bellissimo e golosissimo film in cui Juliette Binoche si trasferisce in una città tutta nuova per gestire una cioccolateria che in poco tempo cattura le gole di tutti gli abitanti? Una storia decisamente simile è quella di Isidoro Odin, cioccolataio di fine ‘800 che decise di trasferirsi dal Piemonte a Napoli per sperimentare nuove combinazioni d’ingredienti e lasciarsi ispirare dal fervore del capoluogo campano. Napoli era all’epoca un fervido centro culturale in grado di attirare pensatori e artisti da tutta Europa, quale luogo migliore per testare nuove idee gastronomiche? Il successo di Isidoro fu subito chiaro a tutti, la città era affascinata dalle sue azzardate combinazioni di sapori e ingredienti e ancora oggi andare da Gay-Odin vuol dire ricercare qualcosa di raffinato ed eccellente. La prima bottega fu creata nel quartiere Chiaia (oggi annoverato tra i locali storici d’Italia) ma il passaparola aumentò la clientela e fu quindi presto chiaro il bisogno di aprire altri punti vendita tra cui la Fabbrica del Cioccolato Gay-Odin, aperta nel 1922 e che consacrò definitivamente la cioccolateria come uno dei simboli di Napoli e quello sulla trafficatissima Spaccanapoli.

U Marnarid, Bari

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di Silvia Panaro
Piazza dell’Odegitria 16, Bari

U Marnarid – “il marinaretto”, dal soprannome dato al figlio del fondatore – da più di 150 anni è la bottega di riferimento per l’acquisto di dolciumi e leccornie di ogni tipo a Bari Vecchia. La sua insegna, in legno con grafia ciclopica e tondeggiante, campeggia sulla suggestiva piazza dell’Odegitria. Nata nel 1865 come fabbrica di dolci e confetti, fu poi rilevata dal Signor Sifanno, che vi aveva lavorato sin dall’età di 7 anni come garzone. Ancora oggi vi si possono ammirare gli scaffali antichi in legno, le scatole di caffè-cioccolatto, antico rimedio per languori e spossatezze e file di pellegrini e habitué che vi approdano da tutta la città.

Latteria Pontepietra, Verona

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di Martina Dal Cengio
Via Ponte Pietra 21, Verona

Si dice che gli opposti si attraggono. Forse è questo che rende speciale la Latteria Pontepietra, punto di incontro tra il Nord e il Sud. Il locale ha aperto da qualche anno ma ha conservato l’insegna dell’attività precedente, quasi in un passaggio di testimone. Oggi è una panineria, un negozio di alimentari, un locale in cui degustare taglieri per un aperitivo. Ed è un angolo di Puglia. Entrando, si è sommersi dal profumo del pane di Altamura e della burrata. Si ha un po’ l’impressione che il tempo si sia fermato e sia ancora un negozio tuttofare di prodotti genuini. Il tutto condito con uno stile giovane, che non guasta.

Cinema Italia, Sant’Agata dei Goti

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di Vincenzo Cascone
Piazza Municipio 1, Sant’Agata dei Goti (BN)

A dire il vero, il cinema a Sant’Agata dei Goti manca da tempo. Ma a riprova della veridicità di alcune voci di paese, che vorrebbero un passato “mitico” in cui per andare al cinema non era necessario spingersi fino ai multisala di Caserta, interviene l’antica insegna che conduceva all’ (oggi ex) Cinema Italia – in una stradina adiacente al palazzo Comunale, in pieno centro storico. La sala, recentemente ristrutturata, oggi apre al pubblico in concomitanza di conferenze stampa, convegni, rappresentazioni teatrali e – talvolta sì, ancora – proiezioni cinematografiche. Per un Nuovo Cinema Paradiso nel verde del Sannio.

Biffi Arte, Piacenza

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di Silvia Bertonati
Via Chiapponi 39, Piacenza

Nel 2009 è stata inaugurata al piano d’ingresso e nelle scuderie sotterranee di Palazzo Marazzani Visconti la galleria Biffi Arte, uno spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea, alla fotografia e alla video arte. A contrassegnarla c’è un grande portale in bronzo, uno dei poetari dell’artista piacentino Giorgio Milani: si tratta di opere che uniscono scultura e poesia, realizzate con caratteri tipografici in disuso assemblati a comporre versi, una parola o quello che l’immaginazione suggerisce a chi guarda. Vi è insegna migliore di un’opera d’arte per una galleria?

A Pérola do Bolhão, Porto

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di Annalisa Cara
Rua Formosa 279, Porto

Esattamente un secolo di vita, ma lo stesso elegante portamento di un tempo. A Pérola do Bolhão è il negozio più antico di Porto e fu fondato nel 1917 per deliziare animi e palati – anche quelli più difficili – con salumi, formaggi, frutta secca, vini regionali pregiatissimi e tante altre leccornie a chilometro zero. Oggi fare una sosta qui rimane per la gente del posto un prezioso momento di socialità autentica, da difendere a spada tratta dalla mano avida della grande distribuzione. E a colpirvi sarà innanzitutto la coloratissima insegna: una bottega della nonna in stile Art Nouveau.

Cinema America, Roma

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di Chiara Leporati
Via Natale del Grande 6, Roma

Un cinema degli anni ’50. Una sala che per quarant’anni ha proiettato immagini e storie. Oggi, però, molto di più. Fuori è rimasto uguale: il vecchio neon dell’insegna e i mattoncini dal sapore vintage ci riportano indietro a quei primi anni ma, se solo potesse parlare, ne racconterebbe di peripezie! Per fortuna a dargli voce ci hanno pensato i trasteverini e “i ragazzi del Cinema America”. Grazie a una strenua opposizione sono riusciti, per il momento, a salvaguardarlo e a risvegliare la vita culturale di Roma dando vita al Piccolissimo Cinema America e agli Schermi Pirata: una bottega e i muri della città diventano i luoghi perfetti per proiettare.

Antica Macelleria, Firenze

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di Chiara Pedrazzoli
Via Ghibellina 63, Firenze

La libreria al numero civico 63 di via Ghibellina del capoluogo toscano ha conservato la suggestiva insegna dell’Antica Macelleria di tal Alfredo Nencioni – il quale con tutta probabilità l’aveva a sua volta rilevata da qualcun altro, come si può dedurre dalle lettere cancellate ma riaffiorate! L’insegna è incisa secondo lo stile tipico delle botteghe fiorentine di metà Ottocento: oggi qui non si vendono bistecche, ma convenienti libri di seconda mano.

Drogheria Toso, Trieste

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di Matthew Earle
Piazza San Giovanni 6, Trieste

Un colpo di spugna e via! A Trieste, in Piazza San Giovanni 6, c’è una drogheria che ha spugne e scope in vetrina. Dentro troverete spezie, saponi, caramelle e sali minerali, tutto venduto sfuso, e molto altro ancora. Qualcosa è dentro a barattoli in vetro e colora gli scaffali in legno chiaro, qualcos’altro è nascosto gelosamente nei cassettini sotto, come il talco. L’orologio sembra fermo al 1906, ma oggi vengono qui più giovani, attratti dal fascino del “non trattato”. Da oltre un secolo la Drogheria Toso si riempie di gente rimanendo uguale a sé stessa, proprio come una spugna con l’acqua.

Antica Focacceria San Francesco, Palermo

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di Claudia Chianetta
Via Alessandro Paternostro 58, Palermo

L’inconfondibile insegna che sovrasta l’ingresso dell’Antica Focacceria in Piazza San Francesco è quella che, in più di un secolo, ha visto entrare nello storico locale di Palermo personaggi come Garibaldi, Sciascia, Guttuso, Pirandello, Franco e Ciccio e i giudici Falcone e Borsellino, oltre che centinaia di migliaia di appassionati dello street food siciliano. Ideata da un altro celebre abitué del locale, l’architetto Ernesto Basile, fu realizzata alla fine dell’800 insieme al prospetto, ai tavolinetti esterni e alle sedie in ghisa, secondo lo stile Liberty, di cui Palermo fu uno dei principali centri in Italia. Secondo la tradizione, Basile disegnò di getto tutti i bozzetti direttamente sulla tovaglia del tavolo a cui sedeva con il magnate del Marsala Vincenzo Florio, mentre gustava una focaccia “maritata” (con meusa, caciocavallo e ricotta).

Il Manichino, Roma

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di Elisa Verrazzo
Via Tuscolana 448, Roma

Erede di una storica ditta romana a conduzione familiare, il laboratorio-negozio Il Manichino da più di mezzo secolo produce, vende e ripara manichini destinati ai negozi di abbigliamento. La sede di Via Tuscolana con la sua insegna color rosa un po’ d’antan ha sostituito dagli anni ’70 la sede originale di Via Merulana. Il negozio-laboratorio Il Manichino rimasto immutato nel corso del tempo conserva ancora oggi il fascino delle botteghe storiche, custode di attività artigianali ormai perdute: la creazione di busti e manichini sartoriali e la riparazione di bambole.

Caffè Gambrinus, Napoli

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di Marcella Boschi
Via Chiaia 1/2 (P.zza Trieste e Trento), Napoli

Diciamocela tutta, nonostante la varietà culinaria partenopea, chi arriva a Napoli vuole subito due cose: una pizza Margherita e un buon caffè. Ah, possibilmente senza una pausa troppo lunga fra una cosa e l’altra per sentirsi come un vero napoletano. Ebbene, per rispettare questa regola tempistica fate così: un salto da Brandi per una pizza Margherita e un bollente caffè al Gran Caffè Gambrinus, il bar più prestigioso di Napoli. Fama e ubicazione ne fanno uno dei punti d’incontro più frequentati da personaggi famosi, politici, artisti e turisti, oltre che per quella Napoli che non vuol rinunciare a un caffè da gustare all’interno di sale da tè con fasti in stile liberty da far invidia a una reggia e con ornamenti ad opera di grandi artisti tra cui anche D’Annunzio e Marinetti. Non tutti sanno che è qui che è nato il caffè più famoso al mondo e nel mondo spesso copiato: quello sospeso. Ancora oggi, all’ingresso del bar è posizionata una enorme caffettiera che invita gli avventori a lasciare un caffè pagato a chi possa averne bisogno.

Osteria Dalla Gigia, Treviso

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di Martina Crapanzano
Via Barberia 20, Treviso

Osteria tipica di Treviso e luogo imperdibile per chiunque visiti la città: l’Osteria Dalla Gigia conquista con il suo cibo tradizionale preparato con i migliori ingredienti. I gestori sono Ovidio Gobbo e Sandro Valiera: Ovidio lavora dietro al bancone, mentre Sandro sceglie personalmente gli ingredienti e prepara i “pezzi” presenti al bancone e serviti con prosecco o cedrata. L’insegna storica, in legno dipinto, mostra i due gestori durante le loro mansioni. Non è solo la posizione centralissima a rendere questo locale un luogo imperdibile, ma le sue deliziose mozzarelle in carrozza.

Caffè Rosso, Venezia

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di Anna Sartor
Campo Santa Margherita, Sestiere Dorsoduro, Venezia

Questo caffè è un locale storico di Venezia, infatti la sua apertura risale alla fine dell’Ottocento e la sua particolarità è che la sua insegna non riporta un nome ufficiale. In ogni caso, viene comunemente chiamato Caffè Rosso per via della porta, insegna, serranda e imposte di questo colore. Bar bohémien che per i suoi tramezzini e spritz è punto di riferimento di studenti e docenti universitari. Piuttosto stretto e con bagno angusto dispone però di tavoli all’aperto posti direttamente su Campo Santa Margherita. All’interno c’è anche un pianoforte ma l’oggetto più vecchio di questo locale è la macchina del caffè.

Libreria Karl-Marx, Berlino

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di Dafne Graziano
Karl-Marx-Allee 78, Berlino

Berlino, Friedrichsain. Lungo l’interminabile Karl-Marx-Allee, lettere giganti si stagliano sulle vetrate di un vecchio palazzo. Libreria fondata nel 1953 e punto di riferimento per i lettori della Germania Est (e non solo), oggi la Karl Marx Buchhandlung non vende più libri, ma continua a vivere come salone culturale, nonostante i numerosi rischi di chiusura definitiva. È proprio qui che va in scena l’emozionante finale de Le vite degli altri, sotto le lettere blu e gialle che compongono questa storica insegna, possenti come l’ombra di un passato impossibile da cancellare.

Drogheria Preti, Padova

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di Annalisa Andrigo
Prato della Valle 26, Padova

Tanta storia si nasconde dietro l’insegna Drogheria Preti. Le grandi lettere gialle hanno attirato l’attenzione di padovani, turisti, persino studiosi stranieri di calligrafia. L’insegna risale al 1963, a quando il garzone di bottega Luigi Zuin rilevò l’attività, oggi gestita dal padovano Daniele Bettella. All’interno si possono ammirare i preziosi arredi d’epoca e comprare prodotti ricercati e di qualità come spezie sfuse, sali in barattolo, saponette, profumi, aromi, frutta secca candita, estratti per liquori… entrate e lasciatevi rapire dai profumi e colori di questa drogheria magica.

Ristorante Stopkova, Brno

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di Giorgia Cavicchia
Via Česká 163/5, Brno

Di ristoranti tipici a Brno ce ne sono tanti, ma Stopkova è un’istituzione. Sarà che si mangiano ottimi piatti della tradizione ceca (e non solo) e si beve buona birra Pilsner. Sarà la posizione strategica in via Česká, nel cuore della città, proprio nell’edificio in cui sorgeva il pub Jonaková. Jaroslav Stopka ne rilevò gli spazi nel 1910 e aprì con successo un ristorante che portava il suo nome. Sarà che la sua “insegna-non-insegna” è bellissima e di sicuro non passa inosservata. Il nome del ristorante è infatti dipinto direttamente sul muro e inserito all’interno di una più ampia e ricca decorazione, opera del pittore boemo Lád’a Novák.

Cafè Italia, Bardolino

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di Lorenzo Ongaro
Piazza Principe Amedeo 2, Bardolino

Bardolino è stata la sede della Cavaliere Vivaldi, azienda produttrice di sciroppi, liquori e confetture diventate famose in tutto il nord Italia. Il suo prodotto di punta era la marronata di castagne, inventata proprio qui intorno al 1930: il suo ingrediente principale erano i marroni DOP di San Zeno di Montagna. A spingere l’azienda a chiudere nel 1970 fu soprattutto l’ascesa della Nutella, nata nel 1964. Al posto della bottega dove questa storia cominciò ora si trova il Cafè Italia, che rende omaggio alla Cavaliere Vivaldi esponendo le riproduzioni di alcune etichette.

Tabacaria Rossio, Lisbona

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di Claudia Chianetta
Rua do Ouro 295, Lisbona

Questo piccolo locale è uno dei punti di riferimento nei pressi di Praça do Comércio, tra la Baixa e il Rossio (da cui prende il nome), due dei quartieri più centrali di Lisbona. L’insegna, dai caratteri di impostazione geometrica, tipici dei primi decenni del 900, nelle ore serali si accende grazie a dei neon rossi posti su una superficie specchiata, e rispecchia fedelmente il progetto approvato nel 1939. Oggi la Tabacaria Rossio vende anche penne, coltelli e, sopratutto, centinaia di modelli di orologi Casio (dai più vintage ai più moderni) che, esposti nella piccola vetrina, richiamano l’attenzione di ogni passante.

Regia Farmacia, Torino

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di Vincenzo Cascone
Via XX Settembre 87, Torino

La Regia Farmacia Schiaparelli, di fronte alle Porte Palatine e a due passi dal Duomo e dal polo dei Musei Reali, si colloca in un crocevia di riferimenti esoterici, e forse non è un caso. Leggenda vuole che qui giunse, di ritorno dalla seconda crociata in Terra Santa, un gruppo di frati speziali, a recare la ricetta segreta dell’antico “Balsamo di Gerusalemme” – un amaro alle erbe con fama di panacea e in odore di santità. L’insegna odierna della Regia Farmacia non è così antica, ma nello stile richiama la riapertura ottocentesca – quando la famiglia Schiaparelli comprò la farmacia e iniziò la produzione industriale dell’elisir. La ricetta è ancora un segreto. Meno segreti i nomi dei grandi fan del Balsamo: Cavour, Rattazzi, Crispi. Insomma, fatta l’Italia, ci voleva un liquore potente per fare gli italiani.

Ristorante Gioia Mia, Roma

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di Elisa Verrazzo
Via degli Avignonesi 34, Roma

In attività dall’inizio del Novecento la storica trattoria Gioia Mia Pisciapiano situata vicino Piazza Barberini è la classica osteria dove ancora oggi si servono i piatti della cucina tradizionale romana. Quel nome un po’ irriverente – Pisciapiano che da generazioni fa sorridere i passanti di Via degli Avignonesi e gli avventori della trattoria altro non è che un vino del lago Trasimeno. Il gioco linguistico è talmente ironico e riuscito da essere diventato attrazione e parte integrante della storia della trattoria.

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