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Una visita alle piazze storiche del cuore di Roma

23 maggio 2017

Il percorso di oggi è un rettilineo, così da rendervi meno affaticati e più inclini a divergenze di concetto, suggerite dalla bellezza dei luoghi.

Immaginiamo Piazza Farnese e Piazza Navona sgomitare in questo articolo, rivali in bellezza fin dai tempi della loro creazione. La prima ospita Palazzo Farnese che prende il nome dalla famiglia di appartenenza che ne commissionò la costruzione; la seconda Palazzo Pamphilj, fatto erigere nel 1630 dall’omonima famiglia.

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Palazzo Farnese diede il nome alla piazza, inizialmente chiamata “piazza del duca”, ad indicare il suo essere al servizio della residenza della famiglia. Il palazzo rientra tra quelle che furono definite “le quattro meraviglie”, insieme a la Scala di Palazzo Ruspoli, il Cembalo Borghese e il Portone della Sciarra Colonna. La rigidità della struttura e delle sue forme le aggiudica il soprannome di “Dado”, che rende giustizia al suo essere massiccia e squadrata. Furono vari gli artisti e architetti che impiegarono le loro energie nella realizzazione dell’opera, primo fra tutti Antonio da Sangallo il Giovane e a seguire Michelangelo, a cui si deve la costruzione di gran parte del palazzo. Nel 1589 Giacomo Della Porta rifinì l’opera dei suoi predecessori.

Tanti gli artisti che ne consentirono la realizzazione, quanti coloro che vi alloggiarono. Il palazzo fu fatto costruire per Alessandro Farnese (poi papa Paolo III) e ospitò Cristina di Svezia e la sua corte e in seguito i Borbone di Napoli. È stata Ambasciata di Francia dal 1874 al 1911 ed è oggi sede dell’Ecole Française de Rome.

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Di fronte al palazzo, ecco due fontane provenienti dalle Terme di Caracalla, che collaborano nel conferire centralità al palazzo e bellezza alla struttura dell’intera piazza.

Percorrendo un vicolo tra negozi e localetti caratteristici romani, notturni e non, si arriva a Campo de’ Fiori. Qui inizia un altro pezzo di storia. La piazza riassume quell’ossimorica essenza romana: viva e decadente. Mercato di giorno, Campo de’ Fiori è sempre stato un luogo d’incontro. Coma ogni piazza che si rispetti fin dai tempi delle agorà greche, fu a lungo luogo di scambi commerciali e attività culturali.

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Sorprende che questa sia l’unica piazza storica romana priva di una chiesa e chi è a conoscenza della storia di Giordano Bruno e della presenza di una statua in suo onore al centro della piazza, può immaginare che quest’ultimo non se ne sarebbe dispiaciuto. Da sempre luogo di esecuzioni, Campo de’ Fiori vide ardere vivo il filosofo accusato di eresia. Fu solo nel 1876 che un gruppo di studenti universitari, tra cui alcuni dei più famosi scrittori e poeti di tutti i tempi, decise di rendergli giustizia facendo costruire una statua in sua memoria, inaugurata nel 1889.

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Pub, paninoteche, gelaterie, ristoranti… tutto intorno alla piazza oggi c’è una viva cerchia di locali che scaldano l’atmosfera notturna e rendono il luogo un punto di attrazione per i turisti e per la gioventù affezionata a questa Roma vera, antica e accogliente.

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Continuando a camminare dritto per dritto, per quelle strade che è Roma stessa a suggerirti come sentieri luminosi, si arriva alla terza piazza, la cui fama è nota quanto la sua bellezza: Piazza Navona.

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Qui un tempo avevano luogo gli “agones”, i giochi che danno il nome alla piazza. Quest’ultima infatti, dalla forma concava, suggeriva gli utilizzi più insoliti: in agosto la piazza veniva riempita d’acqua come un’enorme piscina, il che garantì festa e divertimento finché questa pratica non fu dismessa per questioni igieniche.

Corredata di panchine che, come sedie di un teatro, ti invitano ad accomodarti e a goderti lo spettacolo, Piazza Navona è piena di storia e vita: uno stimolo per gli occhi e per la mente.

In mezzo alla piazza si colloca la Fontana dei Quattro Fiumi, che rappresenta i fiumi che attraversano i quattro continenti, rispettivamente Nilo, Gange, Danubio e Rio de la Plata e al cui centro si erge un obelisco di circa 17 metri. Quest’ultimo, simbolo della luce solare irradiata dalla colomba papale posta al suo culmine, illumina simbolicamente i quattro continenti sottostanti.

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È interessante notare come l’architettura della piazza e il rapporto tra i suoi elementi furono interpretati in base ad alcuni famosi dissidi tra artisti.

La Fontana dei Quattro Fiumi, opera del Bernini e la Chiesa di Sant’Agnese in Agone, opera del Borromini, furono fatte interagire tra loro per il gusto di vedere concretizzata la rivalità tra i due grandi artisti.

Stando a quanto ricostruito dagli spettatori curiosi, il gesto della statua rappresentate il Rio de la Plata, antistante Sant’Agnese in Agone, che si copre gli occhi con una mano, sembrerebbe suggerire la necessità di proteggersi dall’imminente crollo della Chiesa.

Tuttavia la vicenda, seppur spassosa, sembra essere smentita da alcune incongruenze cronologiche che vedono la realizzazione della Fontana antecedente a quella della Chiesa.

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L’emozione trasmessa da questi luoghi può solo in parte essere descritta a parole o rappresentata in foto: ogni piazza ha una bellezza tutta sua, da toccare con mano, per perdersi tra gli intagli delle statue, il rumore dell’acqua che scorre, il vocio dei locali e la storia raccontata dai pavimenti di questa grande Roma!

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