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Se son rose, sono già fiorite a Roma!

Se siete botanici, amanti della natura, o semplicemente vi piacciono i fiori, nella fattispecie le rose, allora avrete modo di sollazzare la vostra vista ed il vostro olfatto fino al 19 giugno, visitando il roseto comunale di Roma, che ogni anno apre gratuitamente al pubblico nel periodo in cui le rose sbocciano e fioriscono in tutto il loro splendore.

Il luogo è molto semplice da raggiungere: vi basterà scendere alla fermata della metro Circo Massimo, raggiungere la vicina piazza Ugo La Malfa, e sarete arrivati sul Colle Oppio che lo ospita.

Il roseto gode di una splendida visuale sui resti romani del Palatino, le rovine del palazzo di Settimio Severo prospicienti il circo Massimo.

Sorge su un’area da sempre legata ai fiori: nell’antichità ospitava un tempio dedicato alla dea Flora, durante il medioevo era coperto da orti e vigneti, nel 1600 divenne un cimitero ebraico, noto come “Ortaccio degli Ebrei”. Oggi, a testimonianza di questa antica destinazione d’uso, sono rimasti gli alti cipressi che lo costeggiano e la caratteristica forma dei vialetti a “manorah”, il candelabro ebraico a sette braccia.

Il roseto fu fortemente voluto, nel 1932, dalla Contessa Mary Gailey Senni, che l’anno successivo istituì il “Premio Roma”. Il concorso, dal richiamo internazionale, ospita rose provenienti da tutte le parti del mondo, ed ancora oggi premia la varietà migliore per bellezza, resistenza ai parassiti, capacità di rifiorire, “portamento” ed una serie di altri parametri.

Vari e curiosi i nomi delle rose: Love, Laetitia Casta, Monica Bellucci, Horatio Nelson (celebre ammiraglio inglese), Prometee (mito di Prometeo), Modern Art (arte moderna), Soft Cover (morbida coperta), Flora Danica (famoso atlante botanico danese), The Dark Lady, etc.

Di seguito vi presentiamo alcune delle nostre varietà preferite.

Questa splendida rosa, ad esempio, si chiama Caprice de Meilland (capriccio di Meilland), dal nome di un famoso produttore francese di rose.

Questa, invece, si chiama Ametista, per il colore violaceo che condivide con la stessa pietra.

O ancora abbiamo la bellissima Fragrance des jardins, il cui nome è dovuto al forte olezzo che emana.

Vi presentiamo anche l’incantevole e leggiadra Susan Daniel, il cui tenue color pesca, nel linguaggio dei fiori, significa “amore segreto”.

Nella nostra classifica, infine, non poteva mancare la voluttuosa Grande Amore, il cui colore rosso fuoco richiama le grandi e struggenti passioni amorose.

Davvero molte ed affascinanti sono le specie che vi sarà possibile ammirare e, da soli o in compagnia, potrete divertirvi a stilare una classifica personale della rosa più bella o particolare, abbinata al nome che più vi colpisce e, magari, inviarcela per un confronto.

Continuando a contemplare questi fantastici fiori, vi auguriamo, quindi, buon divertimento!



Commenti (1)

  1. Maurizio

    Vorrei una informazione da un esperto. Abito a Grottaferrata e 15 anni fa ho piantato nel mio giardino una pianta di Rosa sevilliana. Ad oggi ha raggiunto i tre metri di altezza e i 10 metri di larghezza, il tronco alla base è di 40 cm di larghezza e 30 cm di profondità.
    E’ una crescita normale per questo tipo di Rosa?
    Se avete una casella email vi posso inviare delle foto.

    Grazie/Maurizio

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