Urban Safari

Se queste statue potessero parlare!

Roma, si sa, è la città dalla storia millenaria, scolpita sui muri dei palazzi, preservata negli innumerevoli musei, cristallizzata nei resti archeologici che punteggiano i percorsi cittadini.

Roma, però, parla di sé anche attraverso i tanti monumenti disseminati nelle sue piazze, a testimonianza e ricordo del passaggio di uomini illustri che ne hanno scandito la storia. Eccone alcuni.

Monumento dedicato a Giordano Bruno


Cosa direbbe oggi la statua di Giordano Bruno, collocata a Campo dei Fiori, vedendosi circondata dai tanti rifiuti, quando verso le sei di sera, viene smantellato il mercatino giornaliero?

La statua, dello scultore Massimo Ettore Ferrari, si erge con somma ieraticità in mezzo alla famosa piazza e sembra guardare i passanti dall’alto con aria grave e solenne, vigile su tutto ciò che si muove al di sotto di lei. Non è un caso che sia stata collocata in questa piazza, poiché fu qui, infatti, che il pensatore e filosofo, il 17 febbraio del 1600, venne bruciato vivo come eretico dal tribunale dell’inquisizione di papa Clemente VIII, dopo otto anni di processo.

Le sue idee rivoluzionarie, infatti, minavano alla base l’ideologia cristiana, proponendo una concezione infinita del mondo, contrapposta a quella cristiana che vedeva la terra come prodotto finito di un’entità superiore.

Solo verso la fine dell’800 un comitato internazionale fece richiesta affinché venisse eretto un monumento alla sua memoria, concesso direttamente dal capo di governo Francesco Crispi, nonostante la fortissima opposizione dell’allora papa Leone XIII.

Monumento dedicato a Metastasio


Di fronte alla Chiesa Nuova, su via Vittorio Emanuele II, si trova la statua che Roma ha dedicato a Pietro Trapassi, in arte Metastasio, il drammaturgo e poeta più famoso del 1700, nato proprio nella capitale.

Ragazzo prodigio, in grado di competere fin da piccolo con i più grandi nell’arte dell’improvvisazione poetica, scrisse melodrammi musicali, con cui si impose presso un pubblico colto e aristocratico, per la raffinatezza dei suoi versi e le sue trame intense.

Nel basamento su cui è riposta la statua, la sintesi della sua opera: la maschera teatrale e la lira, simbolo dei melodrammi per musica da lui scritti.

Monumento dedicato a Trilussa


Infine, non poteva mancare il monumento dedicato al poeta romano Trilussa, vissuto tra il 1871 ed 1950. Collocato di fronte a Piazza Trilussa, ritrovo e punto di riferimento dei giovani a Trastevere, il poeta sembra guardare l’umanità, che gli si volge innanzi, con gli occhi disincantati e ironici che caratterizzano le sue poesie.

Proteso in avanti, appoggiato su un muretto, con sguardo sornione e gestualità accattivante, sembra parlare ai passanti.

Basterà leggere la scritta per avere l’impressione di ascoltare l’eloquio proveniente da quel busto tanto espressivo, cui non manca, in questo caso, neanche la parola. E’ così che Trilussa riesce, con un ultimo verso, a irridere e sbeffeggiare pure la morte…

“Mentre me leggo er solito giornale, spaparacchiato all’ombra d’un pajaro, vedo un porco e je dico – addio majale!- vedo un ciuccio e je dico – addio somaro!- forse ste bestie nun me capiranno ma provo armeno la soddisfazione de poté dì le cose come stanno senza paura de finì in priggione. Trilussa”



Lascia un commento