Quando siete in crisi, quando vi sembra che i sacrifici che fate per portare avanti le vostre passioni non siano sufficienti e vorreste mollare tutto: non prendete nessuna decisione avventata, ma andate a prendere un gelato da “Neve di Latte”. Ovviamente potete farlo anche se tutto va bene e magari siete andati a visitare il museo Maxxi, anzi, è un ottimo modo per concludere la visita.

Tornando all’ipotesi che tutto vada male, vi consigliamo la visita per due ottimi motivi: innanzitutto, il cioccolato è un “serotonico” naturale e da “Neve di Latte” c’è un gelato extraconcentrato, e poi conoscere Ermanno di Pomponio è un’esperienza surreale, ma molto stimolante.
Vi spiegheremo presto il perchè. Intanto partiamo dall’“involucro esterno”, perché “Neve di Latte” è proprio un posto delizioso. La vetrata con le lettere in stile liberty, l’interno nei toni del grigio e la saletta con il tavolone conviviale fanno quasi credere di essere arrivati in un’altra epoca: è facile immaginare di veder passeggiare fuori dalle vetrate uomini con la tuba accompagnati da madame con cappello ed ombrellino. Ci strappa da questo sogno ad occhi aperti la presenza di un bancone a muro, corredato di sgabelli di fattura moderna e la scritta, in fondo alla sala “Neve di latte che lento versa goccia a goccia in versi sciolti la sua lunga storia”, che offre un breve spaccato dell’esperienza ancestrale a cui andiamo, inconsapevolmente, incontro.

Ovviamente, visto che non siamo pivelli e sappiamo che una gelateria va testata sui gusti classici, chiediamo la coppetta più grande che ci sia – siamo professionisti, noi! Le cose o si fanno bene o non si fanno affatto! – e la facciamo letteralmente stipare di gelato al pistacchio, al cioccolato, alla crema e variegato, il tutto, ovviamente, accompagnato da panna biodinamica. Lo abbiamo fatto non perché siamo schifosamente golosi, ma perché dovevamo assaggiare tutto.

Corrompiamo anche la banchista, simpaticissima, per avere più gelato. E poi iniziamo a degustare ed assaggiamo un gelato sopraffino: materie prime di altissima qualità, gli ingredienti enumerati minuziosamente nei cartellini, il cioccolato fatto con le tavolette Amedei e non con il cacao, che è un idillio.
In questo scenario paradisiaco, in questo momento topico, veniamo interrotti dall’ingresso di una signora che chiede una coppetta piccola e si lamenta per il prezzo (2,5 euro) ed ecco qui che compare il nostro eroe: Ermanno. Con una calma serafica, ma non algida, non priva della passione che c’è dietro il suo gelato, spiega alla signora che lo sa che i prezzi non sono popolari, ma che il suo gelato è diverso; che, nel caffè, c’è solo caffè – varietà Plantation, che rimane nel palato- e panna, che non ci sono uova, latte in polvere, né nient’altro e ci spiega quanto sia difficile ottenere un gelato così e ce lo fa anche assaggiare.

Ovviamente, noi, avendo già sperimentato, cerchiamo di introdurre, da avventori, un discorso sulla qualità del prodotto, sul preferire una minore quantità piuttosto che un gelato a palate fatto con chissà quali coloranti, ma lui, appena uscita la signora, ci dice: “le persone devono rendersi conto da sole di quello che mangiano.“
Ci racconta così di quando stava a Civitavecchia e di quando stava alla Balduina, e del fatto che non pensa più a quanto vendano gelaterie che offrono prodotti scadenti. Lui continua per la sua strada, anche se è faticosa, ma è l’unica che può percorrere: la strada della qualità e dell’amore per ciò che crea. E la cosa che ci stupisce di più è l’attenzione che mette nel realizzare ogni gusto, perché “basta poco per sbagliare” e, detto da una persona che ormai lavora nel settore, con risultati notevoli, da anni, ci fa riflettere.

Tirando le somme di questa esperienza: è bello trovare chi, anche avendo raggiunto successi rilevanti, mantiene la modestia ed ancor più stimolante è vedere portata avanti una passione che va contro anche la bieca convenienza economica. Se poi a tutto ciò aggiungete un gelato da leccarsi le dita… cosa manca?
Ah! Manca una cosa e non è un amaro: la frase che abbiamo trovato sul vecchio biglietto da visita.
“Impressioni fuggevoli ed emozioni intense / si rivelano in pochi istanti / nel loro meraviglioso complesso / di concentrata poesia e rara purezza espressiva. / Un assaggio… è tutto quello che ci vuole!”


[...] Se per giudicare una gelateria dovete assaggiare crema e cioccolato, anche per giudicare un ristorante cinese dovete buttarvi sui grandi classici, come il riso alla cantonese. Qui da Hai Ou è speciale: porzioni abbondanti, soffritto senza esubero di olio, con frittatina, piselli e prosciutto freschissimi. [...]
[...] o alla libreria. Non abbiamo provato la cucina solo perchè non tanto lontano avremmo ritrovato Neve di Latte (e quando si tratta di ottimo gelato… non ci tiriamo mai [...]