Se volete dare un tocco esotico ai tradizionali menù delle feste, venite con noi a fare la spesa nel quartiere Esquilino.

Scendendo alla fermata Vittorio Emanuele della metro A, eccoci subito in piazza Vittorio, il cuore pulsante della Roma multietnica del XXI secolo. Fino a una decina di anni fa, qui c’era il popolare mercato all’aperto, descritto da Gadda in “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”.

Nel 2001, dopo 100 anni, il mercato alimentare è stato spostato nell’ex caserma Pepe e la piazza è stata riqualificata. Oggi vi si ammira di nuovo il bel giardino di fine Ottocento, dove si trovano dei ruderi romani, conosciuti come “Trofei di Mario”…

… e la seicentesca “Porta Magica” di Villa Palombara, su cui sono incisi simboli alchemici. A far da cornice a questa enorme piazza, i portici, che ci danno l’impressione di essere a Torino, più che a Roma.

Mescolati a persone provenienti da ogni dove ci dirigiamo verso il last est della piazza, prediamo via La Marmora e arriviamo subito in via Principe Amedeo. Al numero 188 troviamo una delle entrate del “Nuovo mercato Esquilino”. Da fuori il luogo appare anonimo, ma varcata la soglia veniamo travolti da un tripudio di suoni, colori e odori senza eguali a Roma.

Ci colpisce subito il sovrapporsi delle lingue, e ancora di più il fatto che siano alternate al dialetto romanesco, parlato non solo dai pochi venditori italiani, ma anche da cinesi, indiani, maghrebini, romeni e altri ancora.

Tra i banchi dei “pesciaroli” si fanno largo le Asian Fish House, mentre tra i “pollaroli” e i venditori di porchetta spuntano i banchi di chi vende solo carne per gli islamici.

Le melanzane, le zucchine, i pomodori e la lattuga romana convivono con l’okra (pianta africana dai frutti commestibili e dal sapore simile a quello degli asparagi), la cassava (conosciuta anche come manioca, tapioca o yucca), gli yam (patate dolci), gli eddoes (tuberi simili alla patata) e lo zenzero.

Dopo aver preso il pane da Roscioli, ci perdiamo tra le infinite varietà di riso, legumi e spezie dai mille colori.

Nonostante l’aumento del costo della vita, qui è ancora possibile trovare prezzi vantaggiosi, e alcuni venditori – se non ci sono troppo clienti – si mostrano disponibili a dare consigli su come cucinare questi sapori ancora così misteriosi per noi.

La prima volta che verrete in questo mercato, non dimenticate due cose: fare attenzione al portafoglio, come in ogni luogo affollato, e portare la macchinetta fotografica (ma prima di usarla è meglio chiedere il permesso, non tutti gradiscono). Uscirete di qui con la sensazione di aver fatto il giro del mondo in poche ore. Siete pronti per questo viaggio?


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Wow, che un eccellente articolo che combina storia, il cibo, in un approccio di guida turistica. La prossima volta che visitate Roma, ho in programma di visitare questi negozi
Grazie Mille..!!
[...] biologici a Km Zero 31 January 2012 /* *//* */Dopo aver visitato l’etnico e multiculturale Mercato Esquilino, tappa essenziale per chi ama i cibi di origine asiatica, facciamo un salto nel farmer’s market [...]