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Urban Safari

Le mete culturali di Roma: dalla GNAM a Piazzale Flaminio

05 marzo 2017

“Time is out of joint”. Il tempo è fuori dai cardini. Così ci accoglie la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Valle Giulia, con una frase dell’Amleto di Shakespeare che ci invita a riflettere sul senso del tempo.

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Fino al 15 aprile 2018 la Galleria ospita una mostra di artisti di tutti i tempi per scardinare l’idea di arte disposta su un asse cronologicamente inteso: le opere interagiscono tra loro in uno spazio condiviso e in un tempo “disordinato”, in cui ci si sente vicini tanto alle opere di Klimt quanto a quelle di Duchamp. Il tempo è relativo, ma di una cosa siamo certi: non bisogna sprecarlo! Immaginate di essere appena usciti dalla Galleria, in una giornata di sole e di aver voglia di continuare il vostro viaggio tra le bellezze plasmate dal tempo nello spazio.

Se è vero che ciò che più ci interessa in un viaggio è arrivare alla fine, è anche vero che in alcuni viaggi il tragitto può essere pieno di spunti, piccole mete, per le quali quasi ci sembra di perdere di vista la meta finale. Questa è Roma, un viaggio ricco di mete che nemmeno sappiamo di voler raggiungere.

Dopo aver disarticolato il tempo, proviamo a disarticolare anche lo spazio e a sconvolgere l’idea comune di viaggio: una volta usciti dalla Galleria, cominciate un percorso alla scoperta di Roma, che parte da qui e finisce dove meglio credete!

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Dritto per dritto, appena usciti dalla Galleria, ci troviamo immersi nel verde di una piccola parte di Villa Borghese. Un diletto per gli occhi, in cui l’odore dell’aria e il calore degli alberi creano un ambiente tanto vivo quanto distensivo.

Roma è quel luogo in cui natura e cultura si uniscono, per offrire un panorama ancora più vario: come in un gioco di vuoti e pieni, le due parti si completano e danno vita ad un tutto armonico, in cui appena finisce lo spazio di riflessione lasciato dalla natura all’uomo, inizia lo spazio per la condivisione.

Ecco quindi una nuova Galleria di opere che dialogano tra loro e che coinvolgono direttamente chi le osserva, trasportandolo in luoghi e tempi remoti.

Questa parte di Villa Borghese, collegamento rapido e diretto con Piazzale Flaminio, è un vero e proprio tuffo nella storia!

Una serie di busti scultorei e iscrizioni si inseriscono nel parco e ci raccontano qualcosa.

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Qui ci troviamo a tu per tu con Aleksandr Puškin: fondatore della lingua letteraria russa contemporanea. Ci parla dell’Italia descrivendola come “terra dove il cielo risplende di ineffabile azzurro” e “terra incantata, di elevate ispirazioni”. Una terra calda, indubbiamente, piena di spunti e passione, terreno fertile per il genio di uno scrittore.

Continuando questo viaggio tra le memorie del passato, incontriamo molti altri personaggi che hanno segnato la storia, da Henryk Sienkiewicz, a Ferdovsi, Petar II Petrovic Njegos, García de la Vega e tante opere che ci aiutano a ricostruire il passato di Roma.

Una tra queste, l’Arco di Settimio Severo, costruito da Luigi Canina nel 1830. Quest’ultimo si ispirò all’arco di Tito, posto nel Foro Romano, e in una delle scene incise nel marmo riporta la vittoria dell’imperatore sui Parti. Sulla sommità dell’arco, una statua ritrae Settimio Severo stesso che sembra indicarci l’ingresso al Giardino del Lago.

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Accanto a questo sacro mondo antico, si inserisce un elemento tipicamente romano: il “carretto” delle bibite! Camioncini a quattro ruote sparsi qua e là nel parco, che si può dire facciano ormai parte dell’animo di Roma: un misto di sacro e profano che conferisce alla città quel velo di disimpegnata bellezza, in cui il passato si accosta a un gelato, una spremuta, un momento di terrena quotidianità.

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Inaspettata si staglia tra gli alberi e le siepi, continuando lungo il sentiero verso Piazzale Flaminio, l’Accademia d’Egitto. Fu il Ministro della Cultura Egiziano ad impegnarsi nella sua realizzazione, ispirato dall’ambiente romano e convinto che la cultura potesse unire le due sponde del Mediterraneo. Un’idea del 1929, realizzata nel 1965, anno della conclusione dei lavori. Oggi, fino al 30 giugno 2017, l’Accademia ospita una mostra su Tutankhamon, permettendoci così di entrare in contatto con questo mondo remoto e pieno di fascino.

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Continuate quindi a camminare, conservando la memoria del misterioso e dorato mondo egiziano. Questo verde percorso tra staccionate e sentieri terrosi vi avvicina sempre di più alla nostra ideale meta finale: Piazzale Flaminio.

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Un crocevia di macchine, persone e storia. A sinistra l’ingresso monumentale, progettato da Luigi Canina nel 1827, ispirato all’architettura greca; a destra il Lungotevere e al centro, Porta del Popolo, definita dal contrasto con la calda luce del sole. Ispirata anch’essa all’Arco di Tito, viene realizzata nel 1475 da Papa Sisto IV e ristrutturata successivamente sotto la supervisione di Michelangelo.

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È qui che con i vostri passi continuate una storia, poggiando i piedi su antichi cortei e sulle orme di papi, architetti, scultori, pittori… antenati! Attraversate la porta ed entrate in una delle “stanze romane” dipinte dall’ingegno dell’arte nel tempo e scegliete come continuare questo meraviglioso viaggio senza fine.

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