rroma

Coolture

La Roma delle borgate: Quadraro ner core

13 maggio 2017

Scendiamo alla fermata della metro Porta Furba. È un sabato pomeriggio di maggio e fa caldo. Sono i primi tepori estivi che ci consentono finalmente di uscire a maniche corte. Siamo sulla Tuscolana. L’asfalto ributta il calore e l’aria si fa lievemente afosa. Le macchine sfrecciano veloci e i numerosissimi negozi della via sono affollati. A un primo sguardo sembra un luogo come tanti. Una delle classiche arterie principali brulicanti di traffico e persone.
Ma l’apparenza spesso inganna e la prima impressione non è quella conta. Ed ecco che l’onnipresente e piacevole Ponentino ci regala il primo segnale di romanità: sventolano le bandiere della Roma, raggruppate a modi trofeo all’angolo di via dei Levii, al grido di “Roma facce sognà”.

roma_quadraro_bandiere

E così, sospinti dalla leggera brezza, noi di Nuok ci incamminiamo abbastanza ignari ma estremamente curiosi di ciò che ci si spalancherà davanti e… delle enormi fauci ci si schiudono dinnanzi. Volete seguirci alla scoperta del Quadraro? E allora non resta che farci inghiottire!

roma_quadraro_tunnel

Oltrepassato il RisucchiAttore di Mr. Thoms la sensazione è quella di non trovarsi più a Roma. Dove siamo? Pochi metri bui e ci ritroviamo in un piccolo paese. Silenzioso, tranquillo e lento.

roma_quadraro_comprensorio

Casette basse una di fianco all’altra. Rosse, ocra, gialle e variopinte. Non si sentono macchine ma solo lo squittio degli uccelli. La bella stagione ha portato con sé la fioritura e, un po’ dappertutto, i gelsomini in fiore sprigionano un fortissimo profumo. È deliziosamente strano e surreale.

roma_quadraro_case

Quadraro ner core. Una scritta che dice molto, che racchiude in sé il senso di appartenenza di chi ci abita. E perdendosi nelle vie dai nomi delle antiche genti – dei Corneli, dei Quintili, dei Pisoni – si respira proprio la consapevolezza di trovarsi in una borgata dalla spiccata identità in cui storia, resistenza e contemporaneità convivono pacificamente.

roma_quadraro ner core

Siamo in via dei Corneli, storica strada del Quadraro vecchio, e siamo soli. Incontriamo una coppia arrossata di ritorno dal mare e un anziano che porta a spasso, con estrema lentezza, il cane. Ci sono alberi, di quel bel verde che solo l’inizio estate sa dare, e poi, così d’un tratto, una serranda completamente blu con dei lampioni vagamente stile “industrial”. Sembrerebbe non c’entrare nulla con quella via così schiva, eppure ci sta bene. È il Grandma: un bistrot, una sala da the, uno spazio espositivo. Un punto di incontro per i giovani della zona. Era una serigrafia che quattro ragazzi hanno deciso di far rivivere. Perché, nonostante le difficoltà di questo quartiere, il Quadraro non solo è vivo ma mantiene dentro di sé quello spirito ribelle e combattivo che sempre l’ha contraddistinto.

roma_quadraro_grandma

Noto ai più per il “rastrellamento del Quadraro” del 1944 – in cui numerosi abitanti vennero deportati in Germania e pochi fecero ritorno – lascia trasparire, ancora oggi, quella dignità di chi non si è piegato. Non si è piegato al fascismo – e, infatti, si diceva per che sfuggire ai nazisti ci dovesse rifugiare o in Vaticano o al Quadraro – e non si piega alla gentrificazione. Pochi palazzoni, anzi quasi nulla, ma tanta apertura degli abitanti e voglia di vivere.

roma_quadraro_case_1

I muri di case, palazzi, spazi commerciali sono diventati le tele perfette per le bombolette degli street artist più conosciuti che hanno deciso di parlare al presente del passato. Il “nido di vespe” di Lucamaleonte ne è, forse, la prova più eclatante: questo l’appellativo dispregiativo che i Tedeschi affibbiarono alla borgata perché abitata da popolazione non abbiente o da sfollati del fronte.

roma_quadraro_nido_vespe

Così come il retro del bistrot Grandma: il murales chiamato, per l’appunto, “Street Artraffigura la modella di Modigliani, Elvira, con il corpo ricoperto di strade. Storia vuole che il pittore avesse intrattenuto con la donna una relazione alquanto tumultuosa e che poi sarebbe finita fucilata in Germania.

roma_quadraro_street art

Tutte le strade, insomma, portano a Roma, anche quelle dipinte. Anche via dei Pisoni, dove è raffigurata l’ultima opera, che in questo pomeriggio sembra un afoso paese di mare durante la siesta, è a due passi dalla Roma più famosa. E, nonostante appaia così lontana, così ai margini del cuore pulsante della capitale, non lo è. Bastano davvero pochi minuti per ritrovarsi vis à vis con l’imponenza. Via dell’Acquedotto Felice è poco distante e termina proprio all’ingresso del Parco degli Acquedotti.

roma_quadraro_acquedotto

Il sole cala, il tramonto romano regala immagini da incorniciare. Per noi di Nuok è giunta l’ora di riprendere la metro e tornare a casa, ma con una nuova consapevolezza. Il Quadraro è proprio come questo calar del sole: da cartolina e un po’ malinconico, ma rassicurante perché, il giorno dopo, ad attenderlo c’è l’aurora.

Si conclude così come si è cominciato: Quadraro ner core.

, , , ,