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Let's Eat

I migliori sapori d’Abruzzo a Roma: L’Arrosticinaro

17 luglio 2017

Quando la fame chiama, Roma risponde. Anzi, molto spesso non c’è neanche bisogno che chiami, perché la Capitale la batte sul tempo, anticipando voglie, languorini e golosità di tutti i palati, con la sua vastissima offerta di locali che spaziano dalla cucina italiana a quella internazionale, dallo street food alla cucina fusion. Per questo Let’s Eat, però, noi di Nuok abbiamo deciso di non andare troppo lontano, in quanto sappiamo bene che molto spesso le sorprese sono dietro l’angolo. Ed è così che passeggiando in quel di San Lorenzo, quartiere che già vi abbiamo presentato qui, ci siamo ritrovati davanti a un locale, e abbiamo intrapreso un breve ma intenso viaggio gastronomico in una regione a noi molto vicina: l’Abruzzo.

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L’Arrosticinaro è un ristorante che, come dice il nome stesso, ha fatto dell’arrosticino il suo cavallo di battaglia. Per chi non lo avesse mai provato, si tratta di uno spiedino composto da piccoli cubetti di carne di pecora, cotto sulla fornacella a carbone, ed è sicuramente uno dei piatti abruzzesi tipici più amati (nonché tra i più sfiziosi). A Roma attualmente L’Arrosticinaro ha anche una sede su Via Nomentana, alla periferia estrema della città. Quella in cui ci siamo avventurati noi invece è in Via della Lega Lombarda, a pochi minuti dalla stazione della Metro B Bologna.

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Appena entrati, subito alla nostra sinistra, troviamo un messaggio decisamente eloquante, che ci strappa un sorriso e ci da un primo assaggio di cosa dovremo aspettarci dal locale: “Sei un vero abruzzese se quando conti le pecore non ti viene sonno ma appetito…”. L’arredamento è estremanente semplice, con le pareti chiare e spoglie, ad eccezione delle suggestive fotografie in bianco e nero in cui vengono ritratti volti di pastori e paesaggi del territorio abruzzese, quadri pittoreschi ed evocativi nella loro naturalezza.

roma-l'arrosticinaro-interno-corridoio

Il menu, oltre ai già nominati arrosticini, offre taglieri di bruschette, salumi di vario tipo, formaggi (tra qui lu casc fritt, il cacio fritto), piatti rustici e dal sapore intenso, che mirano a rievocare la tradizione pastorizia abruzzese rappresentata nelle grandi foto appese ai muri.

roma-l'arrosticinaro-interno-sala

Volendo immergerci completamente in questa dimensione bucolica, per iniziare decidiamo di provare l’antipasto del pastore. Ben presto, in un insolito vassoio – una cassetta della frutta, proprio come quelle che si trovano al mercato – ci vengono serviti salumi (capocollo abruzzese, prosciutto di pecora, culatello abruzzese, salsiccette, salame aquilano) e formaggi (pecorino abruzzese e caciotta al tartufo) accompagnati da miele e dal tradizionale pipindun e ove, piatto a base di uova e peperoni. Stando al menu l’antipasto è consigliato per due persone, ma se avete il fegato (e lo stomaco) per mangiarlo tutto da soli, non saremo certo noi a giudicarvi!

roma-l'arrosticinaro-antipasto del pastore

A seguire, finalmente, la portata tanto attesa: con gli inconfondibili bastoncini di legno che spuntano dal vaso di ceramica tipico, la conca, i nostri arrosticini fumanti fanno il loro ingresso trionfale in sala, emanando un profumo irresistibile. Il locale ne propone di quattro tipi diversi, che noi ovviamente non ci esimiamo dal provare: oltre agli arrosticini classici, infilzati sia con apposite macchine che a mano, ci conquistano anche quelli al tartufo e di fegato.

roma-l'arrosticinaro-arrosticini

Per mangiarli come veri abruzzesi dovete addentare lo spiedino per il lato lungo, e tirare lo stecchino verso l’esterno mentre tenete la carne ben stretta tra i denti. Un avvertimento: gli arrosticini sono un po’ come le ciliegie, perché uno tira l’altro, e infatti non passa molto tempo prima di accorgerci che, ahinoi, li abbiamo finiti tutti!

roma-l'arrosticinaro-arrosticino

Infine, l’occhio ci cade inevitabilmente sui dolci: bocconotti, ferratelle, tiramisù, ciambelline al vino con gocce di cioccolato… Optiamo per queste ultime, che ci vengono servite in un panierino intrecciato. Concludiamo infine assaggiando la genziana, uno dei tanti liquori tipici abruzzesi presenti sul menu, che potete consultare qui. Ah, quasi dimenticavamo: il rapporto qualità prezzo è ottimo. Una cena come quella appena descritta si aggira intorno ai 20 euro a testa, bevande incluse.

roma-l'arrosticinaro-ciambelline

Ci alziamo da tavola sazi e appagati e, mentre percorriamo il corridoio e lanciamo un ultimo sguardo alle foto in bianco e nero, realizziamo di aver fatto un viaggio alla scoperta di tradizioni e sapori che non dimenticheremo facilmente, e che sicuramente ci spingeranno a ritornare. E, soprattutto, che contare le pecore per cercare di addormentarci non sarà più un metodo molto efficace.

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