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Dove ascoltare (e vedere) la musica a Roma

04 luglio 2017

Quando parliamo di Roma e quando parliamo di musica, non parliamo di due cose poi tanto diverse tra loro. Capacità di astrarre, trasportare, distrarre, far stare bene e male, rendere malinconici o carichi di energie, rendere speranzosi e positivi o oziosi e inclini a giornate di riflessione. Tutto questo è la musica. Tutto questo è anche Roma. E Roma in quanto città della poesia e del sogno, ha non pochi luoghi in cui i suggerimenti della città stessa possono felicemente unirsi alla giusta colonna sonora.

Roma è musica quando ti svegli la mattina e senti i rumori delle tue abitudini, il fruscio degli alberi, la finestra cigolante spalancata alle prime luci dell’alba: la natura in concerto con i suoni della città. Una macchina che passa e un motorino che con la sua marmitta rumorosa crea quell’effetto straniante che creerebbe un trombettista nel Notturno di Chopin.

Scendi le scale (clap, clap, clap), si chiude il portone (ciak), arriva un autobus e si arresta con uno sbuffo da macchina a vapore mentre il conducente della macchina subito dietro sbuffa già dalle prime ore del mattino, impaziente: deve andare a lavorare e ha paura di fare tardi. Un clacson, le urla e il respiro affannato di chi è andato a correre quando il sole ancora illumina la città in obliquo.

La musica è in ogni attimo quando s’impara ad ascoltare le armonie create dalla casualità dei suoni. Tuttavia ci sono luoghi in cui queste armonie vengono suggerite, rese evidenti e comprensibili dall’utilizzo di strumenti e dall’ingegno dell’uomo che li mette insieme, in concerto. Dalla macro alla micro struttura, ecco alcuni luoghi in cui ascoltare musica e ammirare gli strumenti che la producono.

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Primo tra tutti, l’Auditorium Parco della Musica. Situato in Via della Conciliazione, il complesso architettonico ospita tra le più importanti realizzazioni di musica a Roma, dalla musica classica a quella contemporanea. Tutto ciò avviene sia nelle sale interne (Santa Cecilia, Sinopoli e Petrassi), che nello spazio esterno, in una cavea dove la classica struttura da anfiteatro offre un’acustica incredibile.

Nel 1995 Renzo Piano vince il concorso per la progettazione dell’Auditorium. Fu in quell’anno infatti che ci si rese conto di voler sistemare la disarmonia che la zona in cui ora sorge la struttura creava con le zone circostanti. L’armonia musicale riprodotta all’interno delle tre placche riflette l’armonia che il nuovo complesso ha regalato all’assetto urbano. Situato tra i quartieri Parioli e Flaminio, l’Auditorium doveva rispondere ai bisogni architettonici della città e finì per diventare uno dei principali luoghi di attrazione, turistica e non.

Caratteristiche del complesso non sono solo le sale adibite alla musica, ma anche molti spazi destinati ad altri tipi di iniziative. Un ampio corridoio interno ci accompagna con alcune scritte luminose che spezzano di tanto in tanto la lunga percorrenza e ci ricordano della musica e del suo ruolo nella vita.

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All’esterno una ricca libreria affaccia sul Villaggio Olimpico insieme ad alcuni locali di ristoro e all’interno, ecco alcune sale di grande interesse culturale. Lungo il corridoio incontriamo il Museo Archeologico e il Museo Aristaios, entrambi in affaccio su alcune zone verdi comprese tra i plessi della struttura e visibili da ampie vetrate.

Continuando a procedere dritto per dritto, verso la fine del percorso troviamo una delle sale di maggiore fascino: il Museo degli Strumenti Musicali. Come le altre sale, anche questa è stata progettata per creare delle connessioni con il passato: se prima abbiamo osservato alcuni reperti archeologici, ora ci troviamo di fronte ai più antichi e splendidi strumenti musicali. Per chi è appassionato di musica e antichità, questo è senz’altro il posto giusto. Spinta la porta a vetri che tradisce le meraviglie nascoste all’interno, si entra in un mondo magico, di contemplazione e ricordi di musiche lontane.

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La musica è arte e con lo stesso criterio con cui scegliamo di appendere un quadro su una parete piuttosto che un’altra, perché “lì sta meglio”, così i luoghi di produzione della musica sono fondamentali affinché risulti suggestiva. Come uno stato d’animo suggerisce un genere piuttosto che un altro, così un posto unito alla musica giusta riesce a raccontarci qualcosa.

E se parliamo di musica e di luoghi suggestivi, è difficile prescindere dalla seconda tappa di questo itinerario: il Convento dei Frati Cappuccini a Via Veneto.

All’interno della Chiesa si possono visitare alcune stanze di grande interesse storico e artistico. Appena entrati sulla destra, dopo aver salito una scalinata esterna, ci troviamo a visitare il Museo dei Cappuccini, dove sono esposti alcuni dipinti e molte reliquie dei frati: un vecchio manoscritto, degli orologi, vasi, ciabatte e occhiali da lettura. Una serie di oggetti intimi che ci ricollegano alla vita privata dei Cappuccini e ci suggeriscono quella che doveva essere la loro quotidianità.

Scendendo delle scale, arriviamo dove religione, antichità e musica si uniscono in un unico e inquietante complesso. Eccoci giunti alla Cripta dei Cappuccini: un lungo corridoio sotterraneo corredato da stanze nelle quali sono state create delle composizioni artistiche con le ossa dei frati defunti. È qui che si tengono concerti di musica sacra, in un ambiente spettrale, dove l’Ordine dei Cappuccini al completo sembra aver voluto eternare così le proprie anime. Il ricordo di quelle vite passa attraverso i nostri occhi: religione, devozione e (perché no) un pizzico di esaltazione, danno vita ad un ambiente spaventoso, dove la musica gioca un ruolo fondamentale.

La musica però non è solo ricordo statico del passato e restituzione degli echi di ciò che è stato e non è più: la musica fluisce nel presente, come una realtà in movimento.

Se una sera d’estate doveste decidere di muovervi nella musica e godervi il paesaggio urbano di questa bella Roma, potete salire alla fermata di tram a voi più vicina e farvi trasportare dal “Tram – Jazz” che di tanto in tanto organizza concerti in movimento, con cena a bordo.

Gustatevi così il vostro viaggio in questa Roma piena di armonia, musica, magia e idee libere.

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