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Coffee Time

Cremolato, il piacere della frutta in pezzi a Roma

17 settembre 2016

Leggenda vuole che il delizioso Cremolato, nato 50 anni fa nel quartiere Trieste-Salario a Roma, precisamente in Via di Priscilla, sia frutto di un fortunatissimo errore. Una coppa di fragole a pezzi dimenticata in frigo, infatti, diede ai fratelli De Angelis l’idea che rende ancora oggi il loro locale celeberrimo in tutta la capitale.

Nascoste sotto il bancone de La casa del Cremolato, le “carapine” (caratteristici contenitori da gelato) custodiscono i tesori ghiacciati pronti a venire serviti: i cremolati di stagione e, ovviamente, i gelati tradizionali. Abbiamo provato il cioccolato e siamo rimasti conquistati dalla sua consistenza cremosa e avvolgente, che lascia in bocca a lungo il sapore intenso del cacao.

Cremolatoesterno_Roma

Pensate si tratti semplicemente di una granita? Sbagliato. Il cremolato è frutta di stagione a pezzi che, dopo una lavorazione segretissima, assume una consistenza semi-ghiacciata senza perdere minimamente il suo sapore genuino. La polpa della frutta rimane intatta per essere gustata al meglio. Una vera delizia!

Cremolatovassoio_Roma

I gusti più gettonati di cremolato sono fichi, melone e mora, ma il gelso nero è una rarità di stagione appena introdotta che vale un assaggio! Visto che si tratta di frutta fresca, non sarà possibile trovare un cremolato fuori dal periodo di maturazione del suo frutto, quindi segnatevi sul calendario questi appuntamenti per provare una merenda golosissima. Tra gli altri gusti gli immancabili fragola, pesca, lampone, caffè, mandorla, marroni.

Per i più golosi è d’obbligo aggiungere un cucchiaio di panna artigianale, che crea un contrasto sensazionale con il sapore fresco del cremolato.

Cremolatoprofilo_Roma

La casa del Cremolato è un bar-gelateria a gestione familiare in cui è possibile sostare per un’abbondante colazione, una merenda o l’aperitivo. I tavolini fuori sono presi d’assalto durante le ore pomeridiane quando c’è bel tempo, ma la vicinanza con Villa Ada non vi impedisce di prendere il vostro cremolato e gustarlo durante una bella passeggiata.

Se invece avete il tempo di una sosta, assaggiate uno degli sfizi dolci o salati. Sono tutti fatti in giornata e la loro fragranza riempie il mattino di profumini golosi. Il cornetto integrale al miele e il fagottino al cioccolato sono leggendari almeno quanto i rustici che vengono presentati nei vassoi per l’aperitivo, sempre diversi.

Cremolatoaperitivo_Roma

Una volta riusciti ad accaparrarvi uno dei tavolini rotondi, non potrete fare a meno di notare il viavai continuo che avvicenda la clientela più disparata. Dai veterani del quartiere, a chi è in pausa dal lavoro, alle mamme con bambini, fino ai giovanissimi. Persino qualche personaggio noto non si è trattenuto dall’esprimere le sue preferenze sull’eterna diatriba su quale sia il cremolato migliore. Secondo Paolo Villaggio, ad esempio, sicuramente la mora.

Mario De Angelis, il capitano della ciurma, vi accoglierà con un gran sorriso in cassa. Impossibile non riconoscerlo: estroso e chiacchierone, è lui stesso a definirsi “egocentrico”. Oltra a guidare quotidianamente il suo equipaggio di addetti al cremolato, ha recentemente scritto un libro che ripercorre le tappe della storia del suo locale.

Cremolatointerno_Roma

La vivacità del gestore non si è limitata a trasmettere il suo tocco personale a La casa del Cremolato, ma lo ha portato a ideare un nuovo ambizioso progetto insieme a Mauro Del Grande, proprietario della pizzeria toscana La Mora, a due isolati di distanza: Mamà.

Mamà (dalle prime sillabe di Mario e Mauro) è un laboratorio, più che un locale. Due grandi vetrate ci mostrano un ampio tavolo e un’enorme cucina completamente a vista, dove quotidianamente vengono sfornati prodotti da forno. Ma non è solo una cucina, è un luogo magico, a disposizione di tutti coloro che amano il buon cibo.

Cremolatomamà_Roma

Con queste premesse, le possibilità sono infinite: si può affittare la cucina per una sera, partecipare ad un corso tra i moltissimi in programma, prenotare uno chef a disposizione per una cena, assaggiare il lavoro di artigiani che cooperano condividendo i fornelli, richiedere un servizio di catering…

Una cucina che sia aperta a tutti, quindi, diventa un’opportunità per il quartiere e una risorsa di sapere per tutelare quelle tradizioni – come il cremolato – nate e radicate nei locali storici.

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