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A caccia degli ex di Roma (e non parliamo di amore)

16 marzo 2017

Roma.
C’erano una volta mattatoi, salumifici e pastifici. Ma non solo.
C’erano una volta centrali elettriche, manicomi e saponifici.

Una volta erano vivi e, in quanto tali, facevano ciò per cui erano stati costruiti. Le luci della centrale elettrica erano accese, salumi e pasta erano pronti per essere venduti, la carne veniva macellata e distribuita per tutta la capitale, e l’ “hospitale de’ poveri forestieri et pazzi dell’Alma Città di Roma” risuonava di voci.

Ma, come spesso accade, arriva un punto in cui, a poco a poco, gli ingranaggi si fermano, i rumori diventano brusii e le voci si fanno sempre più lontane.
E sembra che la storia, così come è iniziata, finisca.
Ma è anche vero che il cambiamento comincia proprio con una rottura. E la rottura può dare l’avvio alla rinascita.

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Noi di Nuok vogliamo condurvi alla scoperta degli “ex di Roma”, quegli edifici dismessi che, però, grazie a impegno e forza di volontà, sono tornati a vivere. Ma non si limitano solo a questo. In questa nuova vita restituiscono allo spettatore varie e vivaci forme di cultura.

E a questo punto non ci resta che avventurarci alla scoperta di un passato mai stato così presente.

L’area di Ostiense è sicuramente una delle zone che offre una maggiore concentrazione di esempi di questo tipo. Non possono mancare, infatti, l’Ex Mattatoio e la Ex Centrale Termoelettrica Giovanni Montemartini.

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Il primo, noto museo di arte contemporanea, è divenuto il Macro Testaccio. Situato in un complesso ottocentesco, è oggi uno spazio di sperimentazione culturale multisfaccettata; l’originalità della sua architettura ne ha fatto uno dei migliori esempi di archeologia industriale della capitale. Un grande complesso espositivo a pochi passi dalla riva del Tevere e nel cuore di uno dei quartieri più vivaci e famosi, Testaccio. Una cosa è certa: qui potrete scoprire le espressioni artistiche sia della scena nazionale che internazionale.

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E se, invece, la vostra passione è l’arte classica, il complesso della Centrale Montemartini vi sorprenderà. Uno spazio museale in cui la scelta del contrasto risulta vincente: accanto ai vecchi macchinari ecco spuntare la scultura antica che si inserisce perfettamente nel contesto. Polo espositivo dei Musei Capitolini, inizialmente doveva essere solo una sistemazione temporanea delle opere che poi, però, venne fortunatamente confermata.

Ma non finisce qui, perché nel polo Ostiense/Marconi non manca davvero nulla. E se questi due spazi sono ormai noti e conosciuti ai più, una bella scoperta è invece quella dell’Ex Mira Lanza. A due passi tra il Gasometro e viale Marconi si staglia l’ex saponificio, dismesso nel 1957, semidistrutto da un incendio avvenuto nel 2014 a seguito di uno sgombero.

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Uno spazio immenso che doveva inizialmente far parte di un progetto di riqualificazione più ampio (in origine qui doveva collocarsi la Casa dello Studente). Ma di questo enorme edificio al momento è stato recuperata solo la cittadella in cui sorge il Teatro India. Sicuramente ciò che è più affascinante è tutto lo spazio circostante. Tra il decadente e l’irresistibile è il pertugio che si apre sul retro dei cassonetti di via Amedeo Avogadro. È da lì che l’altra storia del Mira Lanza ha inizio. Quando?
Quando Seth, lo street artist francese in residenza al Teatro India, esce dai confini dell’ “autorizzato” per addentrarsi nel “clandestino”. E lo colora.

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In poco tempo, dal luglio 2016, la notizia rimbalza un po’ ovunque sui social, accrescendo via via la curiosità della gente. Certo, non è semplicissimo avventurarvisi. Qui, nella casa dei Rom, è Tito a gestire e sorvegliare gli spazi. Tra vegetazione incolta, spazzatura e incuria si nasconde però un altro piccolo mondo, imbrattato di arte contemporanea, divenuto casa o museo a seconda di chi lo vive o lo guarda.

E tracciando questo itinerario non possiamo non catapultarci nuovamente a Roma Est. Qui, a Tor Sapienza, l’Ex Salumificio Fiorucci, oggi MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove, è un edificio dismesso divenuto casa per numerose famiglie e, ormai, considerato il terzo museo di arte contemporanea (dopo MACRO e MAXXI) di Roma.

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Ma come si sa i viaggi nell’altrove possono non finire mai ed è questo che succede anche a Roma Nord. Nell’Ex Ospedale Psichiatrico di Santa Maria della Pietà si dialoga con il pubblico per far comprendere che cosa sia l’alterità. Qui, attraverso un percorso spiazzante e a tratti destabilizzante, si entra nelle menti umane. Nel 2008, nove anni dopo la chiusura del manicomio, fu creato il  Museo Laboratorio della Mente. Un vero e proprio cammino immersivo alla scoperta delle voci, dei pensieri e delle storie delle persone che hanno abitato proprio in questo luogo. Il tutto affiancato dal racconto delle prassi e delle pratiche istituzionali e non.

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Per concludere non può mancare un Ex che mixi arte e cibo. Un luogo piacevole in cui sedersi e chiacchierare davanti a un cocktail o a un tortello di amatriciana alla gricia. Siamo a Roma Est, nel cuore del quartiere popolare di San Lorenzo.

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L’Ex Pastificio Cerere, nome per l’appunto dedicato alla dea delle messi, sorge nel 1905 tra la via Tiburtina Antica e via degli Ausoni. Dismessa nel 1960, questa fabbrica abbandonata divenne la casa del “Gruppo di San Lorenzo”, sei artisti che trasformarono gli spazi in ateliers. Una vera e propria rinascita che, col passare del tempo, si è espansa fino a oltrepassare i confini nazionali. Grazie alla Fondazione Pastificio Cerere oggi è possibile seguire numerosi corsi di arte, pittura, fotografia e visitare l’installazione permanente per avvicinarsi sempre più all’arte contemporanea, in special modo alla sua sfera romana.

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Servirebbero fiumi di inchiostro per parlare di tutti gli “ex della capitale”. Si tratta, infatti, di un’altra Roma, forse più discreta, più silenziosa, ma che necessita di essere compresa, valorizzata e svelata.

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