Oggi a Pittsburgh Claudia Buonocore

:: Ciao Claudia, benvenuta su Nuok! Parlaci brevemente di te!

Sono approdata a Pittsburgh da un mese ormai per lavoro. Ho concluso la magistrale in Ingegneria Informatica a Salerno quest’anno a fine febbraio, dopo aver svolto il mio progetto di tesi in Erasmus, a Groningen. Sono stata assunta a fine marzo dall’Ansaldo STS, dove mi hanno proposto di lavorare nella sede americana. Come prima esperienza di lavoro per una neolaureata di 23 anni era un’occasione ineguagliabile, soprattutto data la mia voglia irrefrenabile di vivere all’estero. E quindi adesso eccomi qui!

Claudia Buonocore

:: Qual è stata la tua prima impressione quando sei arrivata a Pittsburgh?

Era domenica notte, ero stanchissima e la mattina dopo sarei dovuta andare in azienda con il jet lag sulle spalle. Il viaggio verso l’albergo sembrava non terminare mai, costellato da conversazioni con l’autista che ero troppo distrutta per ascoltare. Ma la stanchezza non ha rovinato il mio incontro con Pittsburgh. Ricordo di essere stata quasi ipnotizzata dal tragitto nel tunnel: forse è anche per questo che quando dopo poco mi è apparsa la città in tutto il suo splendore di luci e di riflessi mi si è letteralmente mozzato il respiro. Che spettacolo!


sakeeb

:: Il primo posto visitato?

L’Heinz Field, in occasione del meraviglioso concerto degli U2. Non lo dimenticherò mai per tutta la vita. Lo stadio mi ha colpito per la sua organizzazione nonostante le dimensioni e per la sua struttura che garantisce una vista pazzesca. Gremito, trepidante, unito dalle fortissime emozioni del concerto, aveva poi un effetto davvero magico.

:: Pittsburgh in tre parole:

Cordialità, football, colline.


jstrak

:: Non possiamo andar via da Pittsburgh prima di aver visto…

Direi Kennywood, uno dei parchi divertimento più vecchio degli Stati Uniti. Fondato nel 1898, garantisce ora sia il piacere delle attrazioni più tradizionali (perfettamente mantenute e messe a nuovo), che il brivido delle montagne russe più innovative. Penso sia uno dei posti più adatti – dopo lo stadio – per osservare la cultura americana in ogni suo aspetto. Non dimenticate di fare un giro sul Jack Rabbit!



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