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Coffee Time

Il Cantuccio e il miglior panettone artigianale di Pistoia

18 dicembre 2013

Il panettone, si sa, è il dolce natalizio per eccellenza. La sua nascita, datata probabilmente XV° secolo, lo vuole 100% milanese, ma negli anni sono molti i pasticcieri del Bel Paese che si sono cimentati nella produzione – non semplice – di ottimi panettoni artigianali; se è vero che gli ingredienti freschi sono molto importanti, è altrettanto vero che la fase di lievitazione e la “mano” artigiana, incidono ancor di più sul risultato finale.

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Gli appassionati del tema o semplicemente chi ha seguito la precedente edizione di Masterchef, sapranno che uno dei migliori panettoni d’Italia non viene prodotto a Milano, bensì a Brescia; stiamo parlando del maestro Iginio Massari, proprietario della Pasticceria Veneto, riconosciuto come uno dei migliori pasticcieri italiani ed esperti in tema. Oltre a lui, altri grandi maestri pasticcieri italiani come Alfonso Pepe, che, lontano dal capoluogo lombardo, a Salerno, produce un altro eccellente panettone.

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Chi ha detto quindi che il miglior panettone si produce a Milano? La storia forse, ma con gli anni il panaton è diventato un simbolo del Natale all’italiana, entrando cosi nella maggior parte delle case della penisola. E in Toscana? Qualche anno fa, avevamo apprezzato un’ottima produzione artigianale del pratese Luca Mannori, Campione del Mondo di pasticceria nel 1997; già dallo scorso anno abbiamo invece preferito cercare una valida alternativa in città, giungendo cosi alla scoperta di una piccola produzione artigianale che ci ha decisamente convinto.

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Stiamo parlando del Cantuccio. Si tratta di una storica gastronomia situata in zona stadio che, con il ricambio generazionale ha visto l’ingresso dei due giovani figli nella bottega di famiglia. In particolare, la figlia Lucia è stata capace in pochi anni di realizzare dolci ancora sconosciuti ai più, ma di pregevole fattura. Come precedentemente detto, ingredienti freschi ed una lavorazione ad hoc rendono unico il panettone; sia che si tratti della versione classica, sia che si tratti della versione con le gocce di cioccolato qui viene prodotto un panettone eccezionale, a tal punto da far ricredere bambini e adulti che non si sono mai voluti far piacere uvetta e frutti canditi.

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La produzione prevede panettoni piccoli, grandi o molto grandi, anche ricoperti con il cioccolato. Oltre a ciò, non ci siamo dimenticati certamente del pandoro, il dolce natalizio nato a Verona nell’800, evoluzione del nadalin; il fratello del panettone, soffice e privo di canditi e uvette, viene prodotto artigianalmente risultando anch’esso uno dei migliori che si possono trovare a Pistoia.

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Ma il Natale, uno dei periodi più belli per atmosfera e proposte culinarie, purtroppo non dura tutto l’anno; le torte che qui si producono invece, vengono prodotte quotidianamente. Crostate, torta di mele, torta di riso, cheesecake e tante altre, vendute intere o a porzione, sono assolutamente da provare prima che diventino conosciute ai più.

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Un albero di Natale di cioccolato ed una crema al gianduja homemade, ci introducono a quello che è un altro fattore di casa, il cioccolato appunto. In questo articolo, vi avevamo già parlato della Tuscan Chocolate Valley e delle magnifiche produzioni che sia fanno da queste parti; abbiamo provato la “nutella” artigianale di Nicola, fratello di Lucia e specializzato nella produzione del cioccolato, e dobbiamo ammettere che è assolutamente di altissimo livello, proposta in vasetti di vetro, con nocciole intere in superficie ad impreziosire questa crema sublime.

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Sugli scaffali, tanti tipi di biscotti artigianali, tra i quali anche i biscottini di Prato. Meno conosciuti rispetto agli storici di Antonio Mattei, e sicuramente non ai livelli di alcune versioni made in Prato, ma degni di nota e sopra la media rispetto ad altri cantuccini provati a Pistoia.

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Per chi invece vuole rimanere in tema natalizio, ma non vuole uscire dalle tradizioni regionali, ecco il panforte. Di origine senese, il panpepato è un dolce nato nel Medioevo che ha subito alcune variazioni nei vari secoli; ad oggi esistono due versioni, quella “bianca” che fu creata in onore della Regina Margherita di Savoia che visitò Siena nel 1879 e la versione “scura”, più speziata grazie all’aggiunta di cacao amaro in polvere, melone candito e pepe. Non vi disperate, potete provarli entrambi.

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Torniamo a noi, siamo al momento della prova. Avendo già consumato negli anni chili di questo magnifico panaton non avevamo dubbi, ma abbiamo comunque deciso di provare nuovamente per voi le due versioni: il piccolo, classico con uvetta e canditi ed il grande, con gocce di cioccolato. L’impasto è soffice, leggermente “ingiallito” rispetto ai soliti panettoni da supermercato, mentre la frutta candita e l’uvetta sono talmente buone che farebbero convertire anche i capigruppo del partito del pandoro!

A noi il Cantuccio è piaciuto. Da sempre apprezziamo chi mette passione in quello che fa, chi prepara cose per far felici le persone e crediamo che questo panettone renda merito a Ludovico il Moro, che 500 anni fa si apprestava in questi giorni a ricevere il suo fresco panettone a Corte.

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