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Arcanami: un nido d’arte nel cuore di Pistoia

05 settembre 2012

Mercoledì o sabato mattina, giorni di mercato. Dopo aver curiosato tra le bancarelle del centro storico sentite che la passeggiata non è completa se non attraversate Piazza della Sala e il suo mercato delle verdure, magari fermandovi al Forno Ballati per un “aperitivo” pre-pranzo. State proprio addentando un pezzo di schiacciata sulla soglia della bottega quando una vetrina vi attrae, e il vostro sguardo diventa un piccolo punto interrogativo: “E questo da dove salta fuori?”. In qualunque modo lo conosciate, l’effetto che suscita Arcanami è sempre una sopresa.

Avvicinatevi alle vetrine e vi sentirete un po’ come Hansel e Gretel davanti alla casetta di marzapane, mentre sbirciano i particolari e allungano il collo per cogliere le meraviglie dell’interno. Una persona seduta alla scrivania la scorgerete di sicuro, ed è molto probabile che le sue mani siano impegnate in qualcosa di misterioso… Noi di Nuok non ci abbiamo messo molto a cedere alla curiosità: il motto è “entrate e toccate”.

Consuelo Capecchi, in arte ELO, è la “mamma” di Arkanami, e se le chiedete di parlare del suo lavoro inizierà definendo la propria sede artistica una “laboratozieria”, laboratorio-negozio-minigalleria nel centro storico di Pistoia: un posto in cui le sue creazioni si incontrano con la fantasia e la creatività di artisti dalle mille sfumature.

Nel negozio, racconta ELO, si sente il rumore del mare dell’Isola d’Elba: lì infatti c’è un altro posto magico, l’Hotel Crenia, con le sue camere poetiche, che ha stuzzicato l’idea di fondare un “collaboratorio” in cui unire le opere di eterogenei artisti italiani in un colorato miscuglio. Arcanami, infatti, è un luogo che sfugge ad ogni definizione, un’arca piena di soggetti curiosi che si fanno compagnia sulle pareti e sugli scaffali.

Varcare la soglia con le idee poco chiare può aiutare a cogliere lo spirito che aleggia nel laboratorio. Avete mai provato a commissionare a qualcuno un vostro desiderio? Qui si realizzano decorazioni personalizzate, scatole-regalo da conservare come un tesoro, e arredi “su misura” nati da un sogno, o da un pensiero impalpabile.

In un negozio come questo sembra che ogni idea abbia la possibilità di diventare realtà, anche quelle più piccole, strambe, o addirittura scartate dalle matite.

I quadri di ELO sono disegni da guardare in silenzio, cercandovi simboli e immagini ricorrenti. I numeri della cabala s’incontrano con colori pastello e sottili tratti di matita, e ogni tela ha una storia che chiede di essere raccontata. Non abbiate fretta, sedetevi, e ascoltate.

Arcanami è anche una galleria espositiva, dove un grande albero di corda, dal cuore di pezza, ha messo curiose radici e ogni mese si rinnova, ospitando tra i suoi rami un artista che per trenta giorni lo “abiterà” con le proprie creazioni.

Simona Dimitri ha esposto i suoi disegni appendendoli con minuscole mollettine di legno: alberi usciti da filastrocche, gatti e folletti morbidi da abbracciare con gli occhi, paesaggi nati da una fantasia bambina espressa su carta con tratti di acquerello e matita.

In una grande cesta decine di biglietti sembrano aspettare noi. Sono disegni realizzati da ELO, quasi dei curiosi “biscotti della fortuna”, e i loro messaggi ti invitano a scegliere quello che più sembra leggere dentro di te.

Nello “zoo” di Arcanami i gufi sembrano fare da padroni. Quelli di Riccardo Biavati nascono nella sua Bottega delle Stelle e vengono dai racconti ascoltati nelle sere d’inverno, quando un caminetto acceso e le storie del nonno accompagnavano viaggi immaginari e personaggi segreti.

Gli occhioni delle creature di Lampadani brillano nella penombra. Dal ferro battuto e dalla carta sottilissima nascono lampade che abitano lo spazio e lo impreziosiscono con la propria luce: fiori, animali, decorazioni pendenti e suggerimenti della fantasia; creazioni uniche realizzate a mano dalla maestria di un fabbro-poeta.

I gatti di Giovanni Maffucci, sornioni e dispettosi, ammiccano dalle mensole nascondendo sotto lo smalto bianco un cuore di Ceramica Preistorica, impasto sapiente di passione e tradizione.

Anche i fischietti, o “cuchi”, di Mariano Fuga provengono da un’arte popolare rinnovata nei materiali, nelle forme e nei colori. I suoi personaggi “volanti” – talvolta buffi e bizzarri – condensano la vivacità del gioco e il mistero dell’oggetto scaramentico, e sembrano proporsi come simboli di momenti di festa e di buon augurio.

I disegni di Cristiana Cerretti, illustratrice, hanno trovato posto in una borsa di vimini dalla quale spuntano come fiori in un vaso. I suoi personaggi hanno animato decine di storie per bambini ma molti sono nati camminando per Roma, la sua città, un “libro aperto” in cui trovare soggetti e di idee.

Se avete curiosato e “tocchicciato” ogni cosa esposta, non illudetevi di conoscere già questa “arca” di artigianato: la mente della sua fondatrice è un mantice inesauribile e il negozio ospita continuamente nuove esposizioni. Chissà cosa riserverà ancora questa stravagente fucina di idee…

Magari la prossima volta che entrate troverete veramente le pareti di zucchero e marzapane, o draghi di legno con lingue di stoffa e pareti coperte di foglie: farete parte anche voi dell’ultimo “desiderio su misura”, che ELO non ha tardato a realizzare.

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