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Un’arte tutta in blu sul Lungarno Gambacorti di Pisa

25 marzo 2014

Passeggiando all’interno del centro storico di Pisa capita frequentemente di passare di fronte a edifici e case piuttosto antiche. Tra i tanti palazzi storici dell’ex città marinara, sul Lungarno Gambacorti, non potrete non notare Palazzo Blu. Dipinto del colore dal quale prende il nome, si trova in una posizione molto strategica poiché, affacciandosi sullo scuro fiume Arno, riceve l’attenzione di molti turisti e passanti, che rimangono colpiti da questo suo colore insolito.

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L’area occupata dall’edificio è stata, sin dal Medioevo, oggetto di modifiche architettoniche e abitata dalle famiglie più illustri e influenti della città di Pisa. Il palazzo mantenne fino al XVIII secolo una struttura tardo cinquecentesca e acquisì questo particolare colore blu proprio in quel periodo: il cambiamento, infatti, fu dovuto molto probabilmente al gusto di alcuni ospiti provenienti da San Pietroburgo che soggiornavano nelle stanze dell’edificio. Intorno al 1860 ci fu un ultimo intervento alla facciata del palazzo, nel 1864 venne acquistato dal nobile pisano Domenico Giuli e negli anni Duemila dalla Fondazione Pisa. Dal 2011 le attività culturali ed espositive all’interno dell’edificio vengono curate dalla Fondazione Palazzo Blu.

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La parte più corposa della collezione artistica è proprietà della Cassa di Risparmio di Pisa che, tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, acquistò una fetta abbastanza consistente di opere d’arte della zona; a quell’epoca però le opere non erano aperte al pubblico, quindi, quando la Fondazione divenne proprietaria del palazzo, decise di impossessarsene cosicché potessero essere ammirate da tutti. Ancora oggi la collezione si può visitare con ingresso gratuito.

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Dal 2009 il Palazzo Blu ha accolto opere d’arte di grande rilievo. Per esempio, l’esposizione presentata nella passata mostra Il cannocchiale e il pennello dedicata al fisico, filosofo, astronomo e matematico Galileo Galilei, si focalizzò soprattutto sugli anni della sua formazione tra Pisa e Padova, e sull’intricato rapporto tra arte e scienza. A cavallo tra il 2009 e il 2010, con la mostra Chagall e il Mediterraneo, Pisa ha poi ospitato per circa tre mesi ben 150 opere provenienti da notevoli fondazioni francesi come il Musée National Marc Chagall di Nizza e il Centre Pompidou di Parigi.

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L’anno seguente, sempre nello stesso periodo, il Palazzo Blu ha visto come protagonista il celebre artista spagnolo Joan Mirò con la sua mostra omonima Joan Mirò. I miti del Mediterraneo (in questa occasione, sono state esposte circa 110 opere tra dipinti, sculture, illustrazioni e disegni). Brillante e di successo è stata anche la mostra che dall’ottobre del 2011 al gennaio 2012 ha fatto conoscere il genio creativo dell’artista spagnolo Pablo Picasso; il nucleo della collezione furono le 59 linogravure (incisioni su placche di linoleum) provenienti dal museo Picasso di Barcellona.

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Tra le grandi mostre si colloca una piccola collezione di sei serigrafie dell’artista americano Keith Haring: l’esposizione Tuttomondo fu gratuita e allestita nella piccola sala d’ingresso del palazzo. Le ultime due mostre, infine, furono esposte entrambe dall’ottobre dello scorso anno a questo febbraio. Dedicate rispettivamente all’arte astratta di Wassily Kandinsky e alla pop art di Andy Warhol, hanno ospitato dai 250.000 ai 300.000 visitatori, suscitando un’affluenza e un successo mai ottenuto.

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All’interno del palazzo si trova l’auditorium, per convegni e conferenze, il bookshop, che offre libri e cataloghi di tutti i tipi di arte, il guardaroba e la caffetteria, raggiungibile dall’ingresso dell’edificio.

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Buona scoperta di Palazzo Blu!

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