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Forme d’Italia: viaggio dal Piemonte alla Sicilia

28 settembre 2016

Dopo un articolo sull’antica Persia e un altro sul cuore vibrante del Suriname, noi di Nuok vi proponiamo qualcosa di più vicino, ma altrettanto impegnativo: un viaggio dal Piemonte alla Sicilia, per il quale ci siamo divertiti a scovare in giro delle forme che fossero accattivanti. Quindi, andiamo!

Da Torino a Siena:
un cerchio, un rettangolo e una conchiglia

Di buon mattino, siamo partiti dal capoluogo piemontese in direzione della Toscana. Prima tappa del nostro viaggio: Siena. La scelta della strada non è scontata: invece dell’entroterra, abbiamo deciso di approfittare delle belle giornate e di procedere verso la Liguria. Così facendo, imbocchiamo la A26 e non restiamo delusi: soprattutto nelle vicinanze del Turchino, i colori predominanti sono l’azzurro del mare che si intravede in qualche scorcio e il verde degli Appennini.

Tempo qualche ora e vediamo il cartello che ci avvisa della nostra entrata in Toscana. E pensiamo: perché non fare anche un salto a Pisa? Abbiamo i minuti contati, ma qualche ora nella città di Fibonacci non ce le toglie nessuno.

duomo_pisa_battistero_camposanto_piazza_miracoli

Eccoci quindi in piazza dei Miracoli, patrimonio Unesco dal 1987, in compagnia della famosa torre e dei turisti impegnati a scattare foto in prospettiva (chi di noi non lo farebbe?). A malincuore, dobbiamo rinunciare alla salita sulla torre (serve la prenotazione), ma possiamo sempre visitare il duomo, il battistero e il camposanto: il primo è aperto al pubblico e, per visitare gli altri due monumenti, esiste un biglietto cumulativo.

Ed ecco le prime forme: il battistero e il camposanto. Il primo ha una forma circolare, il cui diametro supera i cento metri (ancora oggi imbattuto). L’interno è spoglio e molto semplice: le uniche decorazioni sono quelle del pulpito e del fonte battesimale. Com’è tipico di questa regione, il marmo è il protagonista principale e regna policromatico: il pavimento e le mura sono un susseguirsi di bianco e nero che ritroveremo anche negli archi interni del duomo.

interno_battistero_pisa

Il camposanto, d’altra parte, colpisce per il rigore degli angoli. Decorato da arcate cieche, il muro esterno fa da contraltare alla ricchezza dell’interno dove cristianesimo e paganesimo convivono. Gli affreschi del XIV secolo presentano scene della Bibbia, della morte e dell’aldilà e sovrastano i sarcofagi romani finemente decorati. In più, la credenza vuole che la terra su cui si erge il camposanto arrivi direttamente dal Golgota.

camposanto_pisa_affreschi

Concludiamo l’avventura pisana con una passeggiata sul lungarno, una puntata (purtroppo) veloce al Palazzo Blu e siamo pronti a ripartire alla volta di Siena.

Siena è famosissima per il palio, una spettacolare competizione dalla risonanza nazionale e con un forte fascino per i turisti. La città è suddivisa in diciassette contrade e ognuna ha i propri confini segnati da delle targhe poste sui muri degli edifici (di solito sugli angoli). Maanche se non avete familiarità con la città, è facile capire in che contrada ci si trovi: basta alzare gli occhi e osservare le decorazioni.

Anche solo passeggiando, è facile intuire quanto il palio non sia solo una semplice competizione, ma uno stato d’animo che permea l’intera città e la impegna per due volte l’anno. Il posto non cambia: è sempre in Piazza del Campo. Per cominciare la visita, noi vi consigliamo di iniziare dal cuore vivo e pulsante della città e, per farlo, di passare dall’accesso del vicolo di San Pietro o di San Paolo per un arrivo quasi magico: la piazza a forma di conchiglia si spiegherà di fronte a voi, le fasce bianche della pavimentazione guideranno il vostro sguardo verso sud dove potrete ammirare il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia.

palazzo_pubblico_torre_mangia_siena

Entrambi gli edifici sono stati dichiarati neutrali e, in quanto tali, non appartengono a nessuna contrada.

piazza_del_campo_siena

Ciò non toglie che spesso la piazza sia il punto d’arrivo di una celebrazione: la domenica che cade più vicino alla festa del patrono, è possibile imbattersi in una processione di tamburi e sbandieratori di una particolare contrada. Noi abbiamo incontrato tre processioni: quelli della Quercia, della Pantera e dell’Istrice e ne siamo rimasti affascinati.

sbandieratore_istrice_contrada_siena

La piazza non è certo la sola cosa da visitare e Siena è così piccina che potete visitarla a piedi: concedetevi del tempo per il museo civico, all’interno del Palazzo Pubblico, e la Torre del Mangia, su cui è possibile salire.

panorama_siena_torre_mangia

Dietro Piazza del Campo, trovate la piazza del mercato e, a pochi minuti di cammino, il Duomo; la casa-santuario di Santa Caterina, patrona della città, e la basilica di San Domenico (per alcuni di questi monumenti, c’è da pagare un biglietto). In più, per i più devoti o gli amanti del macabro, una delle cappelle della basilica di San Domenico è dedicata alla testa della Santa, conservata come reliquia.

Se ne avete la possibilità, noi nuoker vi consigliamo vivamente due gite fuori porta: una a Monteriggioni e l’altra a San Galgano. Il primo è una cittadina medievale sulla Via Francigena e la passeggiata sulle mura offre un panorama sulla Montagnola Senese e sul Chianti.

monteriggioni_panorama_siena

La seconda vi porterà a un’abbazia ormai sconsacrata a cielo aperto e all’eremo di Montesiepi, con una chiesa circolare e una spada nella roccia nelle vicinanze.

san_galgano_siena_eremo

Dalla Toscana alla Puglia:
l’ottagono e l’omega

Riprendiamo il nostro viaggio e rotoliamo verso sud, come nella canzone dei Negrita. Destinazione: Castel del Monte, nella provincia di Barletta-Andria-Trani. Mentre percorriamo la A1 verso Roma, intravediamo una curiosa costruzione bianca. Si tratta della Vela di Calatrava, un progetto iniziato per i campionati mondiali di nuoto del 2009 ma poi, ahinoi, sospeso per i costi eccessivi. Circa un’ora dopo, appare il Vesuvio e noi svoltiamo per la A16, in direzione Bari. Pochi minuti dopo l’uscita ad Andria, si entra nel parco nazionale Alta Murgia, casa della nostra destinazione.

Costruito per volere di Federico II di Svevia, Castel del Monte risale al XIII secolo e dal 1996 fa parte del patrimonio Unesco. Ciò che intriga di questo edificio è in primis il suo utilizzo: si pensa che facesse parte della rete castellare, atta sia alla difesa del territorio posto sia alle comunicazioni da un territorio all’altro, ma la mancanza di un fossato o di un ponte levatoio (o di altri strumenti atti alla protezione) supporta poco la teoria. Inoltre la forma suscita molte domande: la pianta del castello è ottagonale, con otto torri (anch’esse ottagonali) a ciascun angolo e l’ingresso principale, che si trova ad est, è allineato al sorgere del sole per gli equinozi.

castel_del_monte_esterno

Questi elementi hanno incoraggiato letture in chiave esoterica ha avuto vita facile ma, in ogni caso, la struttura è affascinante anche per altri motivi, come la mescolanza degli stili. Questo castello riassume in sé dei tratti specifici della cultura occidentale e di quella orientale ed è l’esempio più antico di installazione idraulica, diffusa all’epoca solo nel mondo arabo: contava cinque cisterne per la raccolta dell’acqua piovana posizionate in alcune torri; in altre, sono ancora visibili dei bagni. La struttura in sé è molto spoglia: ad oggi, gli affreschi e le decorazioni rimate sono molto ridotte, ma l’architettura cattura comunque l’occhio per la disposizione degli ambienti nonostante siano scarni di decorazioni, per i colori dei materiali usati, che passano dal bianco del marmo al rosso della breccia corallina.

castel_del_monte_interno

Ma è tempo di mettere da parte i misteri del Medioevo per andare ancora più indietro nei secoli, all’epoca delle abitazioni preistoriche. E non c’è luogo che si presti al nostro scopo meglio di Matera e i suoi Sassi. Per onorare la loro unicità, abbiamo optato per una forma altrettanto particolare: infatti, se osservate una delle antiche mappe della città, noterete che ha la forma di un’omega, con il fulcro a Piazza del Sedile, a metà fra i due quartieri.

Contrariamente a quanto si creda, i Sassi non sono le caratteristiche abitazioni, bensì le due parti del nucleo più antico della città, come qui spiega la nostra nuoker Chiara. Ecco perché vi diamo un solo consiglio: perdetevi. Passeggiate fra i Sassi e dimenticatevi dell’orologio; fermatevi a fotografare un panorama unico e immergetevi negli affreschi delle chiese rupestri e nella storia dei rioni.

sassi_matera

Includete nel vostro itinerario anche il MUSMA (il Museo della Scultura moderna di Matera) e il Parco della Murgia Materana.

matera_sassi_panorama_chiesa_rupestre

E se dopo questa passeggiata siete alla ricerca di emozioni forti, c’è un posto che fa per voi, a un’ora circa da Matera in provincia di Potenza: Pietrapertosa. Pietrapertosa è un paese di montagna sulle Dolomiti lucane, e si trova nel punto più alto della Basilicata. Ottimo ritrovo per gli amanti del trekking e per gli indomiti, la sua grande attrazione turistica è il cosiddetto volo dell’angelo: attaccati a un cavo d’acciaio, sorvolerete la valle fino a raggiungere il paese di Castelmezzano. Entrambi sono abbarbicati sulle montagne e si trovano all’interno del Parco di Gallipoli Cognato. Quindi, se non ve la sentite di sfrecciare a 120 km/h nell’aria, potete restare con i piedi per terra e passeggiare nella natura o scoprire le origini arabe e le fortezze che queste cittadine ancora conservano.

castelmezzano_basilicata_volo_angelo

Diretti in Sicilia:
il quadrato

La tappa finale del nostro viaggio è al di là del mare. Non ci sono testimonianze fotografiche, ma fidatevi: la Basilicata e la Calabria nella luce settembrina hanno un panorama senza equali, con la terra fresca di raccolto.

Arriviamo a Catania in serata e ci dirigiamo all’ultima forma: piazza del Duomo. Ma prendiamo la strada panoramica invece di quella più veloce. Si cammina per via Etnea, una strada lunga circa tre chilometri che attraversa la città da nord a sud: da una parte, vedrete l’Etna; dall’altra la nostra destinazione. Noi approfittiamo della passeggiata per seguire qualche consiglio della nuoker Veronica, come una puntata all’Orto Botanico o una sbirciata ai giardini di Villa Bernini o una sosta da Scardaci, dove diversi catanesi assicurano di trovare i migliori cannoli della città. Superata l’università, si arriva alla famosa piazza (riconoscibile anche per Liotru, l’elefante) che, per la sua forma perfettamente quadrata, si è guadagnata un posto in questo viaggio.

catania_duomo

Per concludere in bellezza, vi consigliamo ancora qualche gita fuori da fare in giornata: una a Randazzo, città traboccante di storia: già all’epoca romana, aveva una fondamentale importanza poiché era l’ultima città raggiungibile via nave sull’Alcantara. Come ogni città fluviale, è stata tappa di svariate colonizzazioni, risentendo di conseguenza dell’influenza artistica e architettonica. Per essere sinceri, meriterebbe più di un giorno per visitarla adeguatamente. Da non perdere il Museo dei Pupi.

randazzo_sicilia

Un’altra gita è nel parco naturale dei Nebrodi, sede di un parco eolico e di un sito archeologico, ricco di tholos, costruzioni circolari di probabile origine megalitica, molto simile ai trulli pugliesi. Le ubicazioni sono indicate con dei cartelli ai crocevia, quindi prestate attenzione alle segnalazioni.

tholos_sicilia_nebrodi

Infine, se vi trovate in zona a inizio settembre, accarezzate l’idea di fare un salto a Santa Domenica Vittoria. Soprattutto se provenite da una grande città, troverete il paese piuttosto piccolo; in compenso, scoprirete una grande tradizione quando si festeggia Sant’Antonio. La celebrazione del santo inizia già durante la settimana e raggiunge il culmine la prima domenica del mese: la statua del santo, posizionata su una vara, viene portata in giro per il paese dai “biancovestiti” affinché benedica ogni abitazione. Detto così, sembra molto veloce, ma tutto il rito (che coinvolge l’intero paese) richiede almeno dodici ore, durante le quali il santo non poggia mai per terra, il corteo torna sempre in chiesa al termine della benedizione di un quartiere e alla fine ci si ritrova tutti per festeggiare con uno spettacolo di fuochi d’artificio e un concerto.

santa_domenica_vittoria_festa_biancovestiti

Dopo dodici giorni di viaggio, è tempo di rimettersi in marcia sulla strada di ritorno. E magari di pensare a un altro viaggio per scoprire anche la costa adriatica.

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