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Day Trip

Vicino a Piacenza: tour panoramico in Val Trebbia

27 luglio 2015

Piacenza è famosa soprattutto per le belle vallate che la circondano, e oggi andiamo a scoprirne una tra le più amate dai piacentini e non solo: la Val Trebbia. Questa valle, situata a sud della città, è stata formata dall’omonimo fiume che nasce in territorio genovese scorrendo per circa 118 chilometri, fino a sfociare nel fiume Po vicino a Piacenza. È una vallata significativa dal punto di vista storico: nella parte più pianeggiante si svolse la famosa battaglia della Trebbia, in cui l’esercito cartaginese guidato da Annibale sconfisse quello romano.

Non solo, più a monte, a Bobbio, si trova il famoso monastero fondato nel VII secolo dal monaco irlandese San Colombano. Si narra inoltre che Ernest Hemingway, passato per la vallata durante la Seconda Guerra Mondiale come corrispondente, la definì la valle più bella del mondo, tanto che vi sarebbe poi tornato negli anni Cinquanta. Leggenda o realtà che sia, questa vallata merita sicuramente di essere esplorata e la sua bellezza non può che affascinare.

val trebbia

Noi di Nuok, che da sempre amiamo i punti panoramici, vogliamo mostrarvela, per quanto sia possibile, dall’alto. Partiamo quindi da Piacenza, prendiamo la Strada Provinciale 28 e incontriamo la Trebbia all’altezza del Ponte di Tuna, da cui abbiamo una prima immagine delle sue acque chiare con sullo sfondo il Castello di Rivalta, con il suo svettante torresino. È il punto preciso in cui svolse la famosa battaglia tra romani e cartaginesi. Proseguendo sulla Strada Provinciale 40, all’altezza di Statto deviamo a destra sulla Strada Provinciale 76 e saliamo fino alla frazione Pigazzano, dove faremo la prima sosta panoramica.

pigazzano_chiesa_terrazza

Ci troviamo sulla terrazza della chiesa medievale anche chiamata “la panoramica” per la bella vista che c’è sulla pianura, sul fiume e sulla sponda opposta: da qui è possibile ammirare il passaggio dalla pianura alla collina e i boschi. Particolarmente suggestiva la vista di notte, tra le luci della città e dei paesi e lo scintillio del fiume alla luce della luna.

pigazzano_terrazza_panorama

Ma siamo ancora quasi alla fine della vallata per cui ripartiamo per la seconda tappa: la pietra Parcellara e la Perduca, alle quali si arriva proseguendo lungo il fiume fino al paese di Travo e da qui salendo lungo la strada curvilinea. Queste rocce che svettano nel paesaggio collinare sono affioramenti ofiolitici, ovvero sezioni di crosta oceanica e del sottostante mantello che sono state sollevate o sovrapposte alla crosta oceanica fino ad arrivare in superficie. Si sono formati circa 150 milioni di anni fa sul fondo dell’antico oceano ligure, quando l’Appennino non esisteva ancora. La loro origine magmatica e la loro età le rende ancora più affascinanti.

piacenza_travo_valtrebbia

La Pietra Parcellara è poco più a monte, l’altezza (836 metri) e il colore nero (essendo composta di serpentina nera) la fanno emergere rispetto al resto del paesaggio. Lasciata la macchina all’agriturismo alla fine della strada, si prosegue a piedi per un breve sentiero tra i campi fino ad arrivare alla sua base. Da qui seguendo i segnavia CAI rossi e bianchi ci si inerpica in passaggi appena visibili tra le rocce frastagliate ma, nonostante possa apparire ripida e accidentata, la salita è facile.

piacenza_travo_parcellara

Arrivati sulla vetta, dove è posta una croce, si gode di una vista incredibile sulla vallata, in particolare sulla Pietra Perduca, la Torre di Bobbiano e ovviamente sulla Trebbia. La cima è piana ed è il luogo ideale per un picnic con vista, e potrete condividere lo spuntino con una capretta che abita da quelle parti!

pietraparcellara_panorama

La Pietra Perduca invece si trova appena più a valle, ed è collegata alla Parcellara da un facile sentiero. È più tondeggiante e salirvi è più semplice perché vi sono dei gradoni intagliati nella roccia, ma il paesaggio non è meno affascinante.

perduca_oratoriosant'anna

Sulla sommità inoltre vi sono due vasche squadrate scavate nella roccia e risalenti probabilmente all’età del bronzo: qui vive, nell’acqua piovana raccolta nelle vasche, una numerosa popolazione di tritoni, di almeno tre diverse specie. Alla base della pietra, incastonato nella roccia, si trova l’oratorio quattrocentesco di Sant’Anna, ed è qui che ogni estate, alla fine di luglio, viene organizzata l’omonima sagra, un evento davvero suggestivo.

pietraperduca_panorama_valtrebbia

Ma è ora di proseguire e risalire la Trebbia fino a Bobbio, bellissimo borgo di origine romana. La storia di Bobbio è legata in particolare a San Colombano, monaco irlandese giunto qui nel 614, che vi costruì l’Abbazia che durante il Medioevo divenne un importante centro monastico. Si possono ancora ammirare la Basilica, i chiostri e i giardini interni e il porticato con il giardino che da su Piazza Santa Fara.
Bobbio inoltre ha un forte legame con il cinema: qui il regista Marco Bellocchio ha girato il film Pugni in tasca e Sorelle mai, inoltre è qui che ogni estate si svolge Bobbio Film Festival con tanti laboratori e corsi di critica cinematografica.

bobbio

Qui, proprio sul fiume, troviamo il famoso Ponte Gobbo anch’esso di epoca romana. Lungo 273 metri e composto da 11 diversi archi posti ad altezze differenti, deve il nome proprio al suo profilo irregolare, ma da qualcuno viene chiamato anche Ponte del diavolo perché secondo la leggenda sarebbe stato costruito dal demonio in persona.

bobbio_pontegobbo

Da qui si sale per l’ultima tappa del nostro tour panoramico nella valle più bella del mondo: Brugnello. Questo piccolissimo borgo, abitato prevalentemente da artisti, con le case in pietra inserite quasi tra le rocce, le persiane di legno intagliato e i sassi con i quali sono state composte sedie e motivi decorativi è molto suggestivo.

brugnello

Deve la sua notorietà però alla vista che da qui si gode: dietro alla chiesa, che è posta su uno sperone di roccia, si apre inaspettatamente una terrazza dalla quale è possibile ammirare le anse del fiume. La vista della Trebbia e del percorso sinuoso che compie nella vallata è davvero impagabile e scorgere dall’alto le sue acque turchesi fa venir voglia di fare un bagno.

brugnello_valtrebbia_anse

Non ci resta che consigliarvi di scendere a valle e lasciare la macchina lungo la strada per un tuffo rinfrescante nelle acque del fiume che ha dato vita alla valle più bella del mondo.

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