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Una camminata tra i palazzi storici di Piacenza

22 febbraio 2017

Siamo nel mezzo della Pianura Padana e anche qui, grazie alla crisi che ha messo ko il sistema industriale, si è sentito il bisogno di valorizzare il patrimonio culturale, unica ricchezza che ci è rimasta. Sono tante, infatti, le bellezze architettoniche presenti in città, molte volte sconosciute perfino ai suoi abitanti. Scopriamole insieme!

Il palazzo più famoso e simbolo della città è senza dubbio Palazzo Gotico, costruito nella piazza principale, Piazza Cavalli, nel 1281 per iniziativa di Alberto Scoto, potente ghibellino e signore della città.

piacenza-palazzo gotico

Con la cornice ornata di archetti, la merlatura ghibellina a coda di rondine, la torretta centrale che racchiude il campanone e le due torrette laterali, il Palazzo Gotico è un grande esempio di architettura civile medioevale e simbolo del potere laico cittadino. Di fronte al gotico, vi è il Palazzo del Governatore progettato  dall’architetto Lotario Tomba nel 1787. Il palazzo ospitò gli uffici e l’abitazione dei governatori del ducato di Parma e Piacenza.

piacenza palazzo del governatore

Palazzo Farnese è l’altro simbolo di Piacenza e si trova a pochi passi da Piazza Cavalli.  I lavori incominciarono nel 1558, ma si interruppero nel 1602 e fu costruita solo la metà del progetto originale. Fu residenza dei duchi Farnese fino alla loro estinzione nel 1731 causata dalla mancanza di eredi di Antonio Farnese e sua moglie Enrichetta d’ Este.Il complesso di Palazzo Farnese ospita ora i musei civici con la sezione Archeologica e il suo famoso fegato Etrusco, il Museo delle Carrozze, il Museo del Risorgimento e la pinacoteca dove si può visitare il famoso tondo di Botticelli. Se, dopo esservi fatti questa immersione nella cultura, vi venisse un languorino, proprio nei pressi del Palazzo, si trova una deliziosa taverna ricavata da una vecchia lavanderia, dove potrete assaggiare piatti della tradizione locale anche rivisitati.

piacenza palazzo farnese

Il motivo per il quale il centro storico sia così ricco di palazzi, è dovuto al fatto che vi fu in passato una forte presenza di famiglie nobiliari, e ciò è stato anche un fattore contrastante per lo sviluppo cittadino. Infatti, da una parte la città si è impreziosita nei secoli di bellissime residenze nobiliari,  ma dall’altra, la contrarietà di queste famiglie di partecipare a finanziare l’innovativo programma di Pierluigi Farnese, primo Duca di Parma e Piacenza, generò malcontento. Questo, unito all’odio che il governatore di Milano Ferrante Gonzaga provava verso l’ ambizioso neo governante, sfociò nell’assassinio di quest’ultimo. Il Gonzaga, dopo la morte di Pierluigi Farnese, occupò Piacenza e Ottavio Farnese, figlio di Pierluigi, scappò a Parma, determinando lo spostamento della capitale da Piacenza a Parma. In seguito Ottavio riuscì a riconquistare Piacenza, ma fino al 1859, anno dell’annessione al Regno d’Italia, fu Parma a essere al centro dell’attenzione.

Fra i palazzi più importanti e prestigiosi, Palazzo Mandelli, ubicato fra l’omonima via e via Borghetto, rappresenta per mole ed eleganza, una delle massime espressioni dell’architettura nobiliare piacentina.

piacenza palazzo mandelli

L’edificio, costruito nel XVIII secolo su commissione della famiglia dei Mandelli, si sviluppa attorno a due cortili, uno di servizio e l’altro nobile. L’imponente facciata, lunga 75 metri, è formata da  finestre decorate e raffinatissimi balconi. Palazzo Mandelli è uno degli edifici cittadini meglio conservati, grazie al mantenimento della Banca d’Italia, proprietaria dell’immobile dal 1913.

piacenza palazzo mandelli retro

In Piazza Sant’ Antonino, la terza piazza per importanza dopo Piazza Cavalli e Piazza Duomo,  si trova il Teatro Municipale. Piacenza fu la prima città dell’Emilia a dotarsi di un nuovo teatro nel 1803. Progettato sempre dall’inimitabile Lotario Tomba, l’edificio è uno splendido esempio di architettura neoclassica tardo settecentesca. La sala, che conta oltre 1000 posti, ha un impianto generale in stile neoclassico che ricorda lo sfarzo della Scala di Milano. Tuttavia, diversamente dal progetto per il teatro milanese, che predispose la platea a forma di ferro di cavallo, il Tomba progettò una pianta più ellittica, ritenendo che tale impianto avesse una migliore acustica e migliori effetti visivi. Visitare questo gioiello non è facile come dovrebbe essere. È possibile tentare di accedere attraverso l’entrata sulla destra del teatro e chiedere alla reception se è possibile visitare l’interno velocemente. Se non c è nessuno, provate a chiedere al personale amministrativo allocato dopo due rampe di scale. Un’altra opzione è quella di godersi uno spettacolo serale poiché Il Municipale è ancora oggi un teatro d’opera di concerti di prosa e danza. Ne vale davvero la pena. Se cercate un’offerta culturale più diversificata, potete dare un’occhiata agli altri teatri piacentini. Sono più piccolini, ma sempre accoglienti e ben tenuti.

piacenza teatro municipale

Accanto al teatro si trova Palazzo Anguissola, la cui facciata rivela un interessante stile rococò. Terminato nel 1765, il palazzo presenta raffinate decorazioni sulle cornici delle finestre cosi come eleganti sono i disegni dei ferri battuti dei balconcini al terzo piano. Purtroppo, essendo l’edificio di proprietà privata, non è possibile accedervi per visitare le sontuose sale interne.  E’ tuttavia possibile avvicinarsi, per osservare, attraverso un prezioso cancello di ferro battuto, il cortile interno e lo scenografico loggiato.

piacenza piazza sant antonino

Da qui, percorrendo via Chiapponi si arriva in Piazza Duomo, simbolo del potere religioso della città. La piazza è contornata su due lati dai portici mentre dalla parte opposta  vi è il Duomo, in stile romanico, costruito nel 1122, e l’adiacente Palazzo Vescovile.

piacenza palazzo vescovile

Il Palazzo Vescovile fu costruito nella prima metà del Cinquecento e fu  voluto da papa Paolo III Farnese, per rafforzare il potere religioso in città. Lo Stato della Chiesa infatti, ottenne i territori a sud del Po dal Ducato di Milano nel 1512, e il Papa decise di affidarli al figlio Pierluigi costituendo il Ducato di Parma e Piacenza nel 1545.
L’originaria facciata venne poi demolita nel XIX secolo e riedificata poco dopo. Ancora cinquecentesco è invece il cortiletto interno con portici con archi a tutto sesto.

I palazzi di Piasensia da raccontare sono ancora tantissimi, per ora ci prendiamo del tempo per ammirare questi più famosi. Alla prossima!

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