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Day Trip

Un angolo di Appennino dimenticato vicino Piacenza

15 gennaio 2017

Chissà quante persone si sono chieste cosa ci sarà in quel sottile lembo di terra dell’Emilia Romagna che confina con il Piemonte, Liguria e Lombardia. Bene, ci pensiamo noi di Nuok a dirvelo: è la val Boreca.

Si tratta di una piccola valle appenninica, sita nell’estremità occidentale della regione e della provincia di Piacenza, scavata dal torrente Boreca, tributario del fiume Trebbia, dunque del Po. La valle è amministrata in parte dal comune di Ottone, e in piccola parte da quello di Zerba, che conta ben 77 anime.

Questa valle ha la particolarità, nonostante le bellezze paesaggistiche e storiche presenti, di essere sconosciuta, nella provincia emiliana meno battuta dai turisti.

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Noi di Nuok ve la facciamo esplorare percorrendo il sentiero del postino, un anello di 17 km, che il solerte postino soleva percorrere tutti i giorni, prima dell’avvento della modernità.  Il sentiero unisce le cinque borgate poste nella parte superiore della valle: Artana, Bogli, Suzzi, Pizzonero e Belnome. Non c’è una strada che le unisce: le carrozzabili dei cinque paesi arrivano da tre zone diverse. Oggi le borgate hanno pochissimi residenti stabili. Vivere qui non è facile, perché si è lontani da qualunque servizio e centro di aggregazione. Tuttavia i paesi sono curati nella loro povertà, perché diversa gente vi trascorre il tempo libero. Molti sono emigrati o loro discendenti rimasti legati alla loro terra, ma ci sono anche persone dalla pianura in fuga domenicale dalla città.

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Arrivare a Zerba non è cosi semplice. Dista 76 km da Piacenza e serve un’ora e mezzo di macchina. La via più semplice è percorrere la statale SS 45 che unisce Piacenza e Genova e nei pressi di Ottone imboccare la SP 18 per Zerba. La strada provinciale 18 della val Boreca offre nella sua interezza paesaggi mozzafiato ed è impossibile non notare la sua natura selvaggia e incontaminata, nonché l’impervietà dei monti che fanno da contorno alla valle.  Se volete fare i fenomeni, potete arrivarci da Brallo di Pregola(PV), dunque dal bel borghetto di Corbesassi, dunque piani del Lesima e facendo attenzione alle mucche che pascolano liberamente sul già precario manto stradale, si arriva finalmente a Zerba (906 m s.l.m.).  Duole rammentare, tuttavia, che non si è ancora giunti a destinazione per iniziare il giro del postino. Da Zerba city, bisogna percorrere ancora  5 km sulla SP 18 direzione Capannette di Pej, agglomerato di case posto sul famigerato confine emiliano-piemontese, e poi 3 km sulla recentemente asfaltata strada per Belnome, dove potete parcheggiare il vostro mezzo.

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Bene, dopo aver fatto rifornimento d’acqua pura e aver visitato il piccolo e carino villaggio in sasso di Belnome (890 m s.l.m.), si seguono le indicazioni per Pizzonero (segnavia CAI 121), e si arriva al piccolo cimitero di Belnome dove  riposano i fratelli  Rebollini, gli ultimi postini a percorrere quotidianamente l’anello. Lasciato il cimitero, l’asfalto finisce per lasciare il posto a un bel sentiero immerso nella faggeta e con vari sali e scendi si giunge a Pizzonero (1030 mt s.l.m. – 2,30 km dalla partenza). Pizzonero è il più piccolo dei cinque paesini, e conta neanche una decina di case, tutte rigorosamente in pietra. Si narra ,fra l’altro, che un tempo vi era un osteria e addirittura una scuola.

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Procedendo per il terzo villaggio, denominato Suzzi,  si scorge quasi subito il piccolo, ma caratteristico Oratorio di San Bernardo, che si erge in un prato appena fuori Pizzonero. Da qui, un ripido sentiero conduce velocemente a Suzzi (960 mt s.l.m. – 5.2 km dalla partenza). Suzzi, essendo il paese più vicino alla sorgente del Boreca, si trova nel punto più interno della valle e si ha davvero l’impressione di essere lontani dal mondo moderno. In estate è facile trovare delle mucche al pascolo nei prati adiacenti al paesino.

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La prossima destinazione è situata sull’altro versante della valle. Questo implica scendere l’impervio versante su cui giace assolata Suzzi, e salire sull’altro impervio versante dove giace, sempre assolata, Bogli. Nel farlo, durante il percorso ci s’imbatte nel semi distrutto mulino di Suzzi sul torrente Boreca, il quale forma un simpaticissimo laghetto più cascata. A questo punto rimane solo la ripida salita verso Bogli. In questo lungo tratto si possono notare diversi ruderi di carbonaie e metri e metri di muro a secco . In breve si arriva alle prime case di Bogli (1067 mt s.l.m. – 7,40 km dalla partenza).

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Bogli è il più grande dei 5 borghi, ed è quello più attivo. I villeggianti della frazione sono uniti in un Consorzio che si occupa di varie attività utili alla comunità. Parallelamente al Consorzio è stata altresì fondata un’Associazione Sportiva Dilettantistica (Amici di Bogli) che durante tutto il periodo estivo si occupa di organizzare eventi di svago per la Comunità. Sempre in questa bellissima frazione devono esser ricercate le radici più antiche della famiglia dell’illustre Direttore d’orchestra Arturo Toscanini.

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Dalla chiesa si prosegue e si arriva ad Artana, (1140 mt s.l.m. – 12,4 km dalla partenza) l’ ultimo villaggio dell’anello e anche il più alto. Ciò implica solo una cosa: riscendere nel fondo valle e risalire per Belnome dove si è lasciato la macchina sei ore fa.

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Se si percorre quest’anello d’estate, si ha l’opportunità di trovare i villaggi abitati da chi è stato costretto a lasciare questa valle. Provate quindi, a scambiare quattro chiacchere con loro, per sentire le loro interessanti storie e per percepire  la passione con la quale cercano di mantenere vive le tradizioni e i costumi locali, cosa non facile in questo remoto angolo fra Emilia, Lombardia, Liguria e Piemonte.

P.s. Dopo questa esperienza sarà anche più immediato individuare la Val Boreca sulla carta geografica!

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