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Day Trip

Gita tra Piacenza e Parma al Labirinto di Fontanellato

19 aprile 2016

Un labirinto ha sempre un certo fascino, chi non ricorda la suggestione del mito greco del labirinto di Cnosso e del Minotauro? Ebbene vicino a Fontanellato, nella pianura tra Piacenza e Parma, potrete mettere alla prova la vostra abilità a trovare la via d’uscita tra molteplici possibili tracciati. Nel 2015 infatti è stato aperto al pubblico il Labirinto della Masone: un labirinto di bambù, a pianta a stella, ideato dall’editore e designer Franco Maria Ricci.

labirinto

Si tratta di una vera e propria piantagione con forma di dedalo, infatti è costituito da bambù di almeno venticinque specie diverse, da quelle nane a quelle giganti, a quelle a cespuglio, lungo il percorso sono posti diversi cartelli con indicazioni di carattere botanico. La scelta del bambù, invece del tradizionale bosso, è stata dettata dal fatto che è una pianta molto resistente, ma soprattutto molto più veloce a crescere. Il Labirinto della Masone, proprio in quanto labirinto – giardino fa parte del circuito dei Grandi Giardini Italiani.

labirinto_bambù

Addentriamoci nei sette ettari di questo non comune giardino.
Le pareti create dai bambù sono molto alte e fin da subito il percorso non è univoco ma si snoda in continui bivi. Se la sensazione all’inizio è quella di sapere esattamente verso dove si sta andando e non ci vuole molto ad arrivare al cartello che indica che si è a metà del percorso, la seconda metà è molto meno agevole ed è facile perdere il bivio decisivo e l’orientamento. Un piccolo aiuto c’è, lungo il percorso si trovano diversi numeri, peccato che non siano in ordine né crescente né decrescente!

bambù_labirinto

Tante poi sono le famiglie e i bambini che si incrociano, ma gli entusiasti nella sfida di cercare la strada non sono solo gli under10! Percorrere i corridoi di bambù a cielo aperto e anche perdersi è infatti un’esperienza davvero interessante, non per altro quello del labirinto è un tema molto ricorrente in letteratura.

labirintomasone

Alla fine si arriva all’unica uscita, ma il Labirinto della Masone non è finito. Infatti Franco Maria Ricci ha voluto creare un luogo che, secondo il suo progetto visionario, fosse al contempo un giardino, un museo, una biblioteca, una casa editrice, una sala delle feste, un borgo e naturalmente un labirinto botanico: il Labirinto della Masone è davvero tutto questo.

Labirinto_Masone

Si arriva infatti ad una corte con grandi portici, dove sono posti vari sedie e poltroncine in vimini per riposarsi dopo la fatica di ritrovare la via, attorno vi sono varie sale con vetrate rivolte verso i bambù dove possono essere organizzate feste o incontri, nonché gli eventi speciali costantemente organizzati. Sulla corte si affaccia anche una costruzione forma piramidale, dentro vi è una cappella a ricordare il legale che il labirinto aveva con la fede in epoca medievale, sul pavimento è rappresentato proprio il motivo di un labirinto, ça va sans dire.

labirintomasone_collezione

Tornando verso l’ingresso, che è anche l’unica uscita, si può accedere alla collezione d’arte e alla biblioteca. La collezione è molto eclettica e racchiude opere di artisti che coprono un periodo che va dal ‘600 al ‘900, mentre nella parte dedicata ai libri sono esposte opere di Bodoni, nonché edizioni dello stesso Franco Maria Ricci. In queste sale vi sono spesso anche mostre temporanee. Al piano terra sono invece esposti alcuni lavori di design di Ricci e disegni relativi al labirinto.

francomariaricci_collezione

Infine vi è un’altra corte con un ristorante che mette a base dei propri menù la cucina tipica del parmense, uno spaccio di gastronomia locale e una caffetteria, ottimi punti per gustare la cucina della zona o per un ristoro dopo aver girovagato per il labirinto o prima di addentrarvisi. Nulla di meglio dopo tanta fatica per ritrovare l’uscita che assaggiare i piatti tipici: torta fritta, culatello, strolghino, tortelli d’erbetta.

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Una gita al Labirinto della Masone è un buon modo non solo per approfondire la topologia e la botanica, ma anche per assaggiare la cucina di questa zona. Buona esplorazione!

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