
Diciamocelo: Parigi, con i suoi boulevard e i suoi palazzi haussmaniani, non può stancare. Se però avete voglia di cambiare aria e di accompagnarci alla scoperta di uno dei suoi quartieri più sottovalutati e ignorati, vi aspettiamo al binario della métro gialla (la numero 1 in tutti i sensi: è la più bella e nuova), direzione La Défense! La nostra fermata è il capolinea (La Défense, Grand Arche). Come? Vi state chiedendo se vi trovate ancora a Parigi?

Il quartiere, costruito a partire dal 1958 per diventare il polo commerciale ed economico dell’Île-de-France, si sviluppa su un grande spiazzo (chiamato esplanade) attorno al quale sono spuntati grattacieli di vetro e acciaio, condomini futuristici e fontane avveniristiche: il tutto intervallato da sculture moderne, figurative ed astratte che contribuiscono a rendere l’insieme ancora più alienante ed estraneo al contesto parigino al quale siamo abituati.

Ma iniziamo la nostra passeggiata a partire da quello che è il simbolo della Défense: il Grand Arche (anche conosciuto come Grand Arche de la Fraternité) che dal 1989 sovrasta l’intero quartiere come un candido soldato di guardia. La struttura è davvero enorme e vi consigliamo di sedervi sulla scalinata anteriore con il naso all’insù per coglierne l’imponenza.

Oggi l’arco è sede di alcuni uffici governativi e di un museo dell’informatica: purtroppo la terrazza panoramica sul tetto è stata chiusa al pubblico per ragioni di sicurezza (e non si sa quando riaprirà) e solo il resto dell’edificio è visitabile. Vi consigliamo, tuttavia, di lasciar perdere: eliminata la vista mozzafiato, oltre all’ascensore trasparente che vi porta in cima all’edificio, non c’è molto altro da vedere.

Continuiamo a scendere, superiamo la parte più larga dell’esplanade senza dimenticare di dare un’occhiata alla centrale scultura di Joan Mirò, osserviamo le straordinarie strutture architettoniche che la circondano (non solo i grattacieli, ma anche i vari centri commerciali) e fermiamoci per qualche minuto a riposare nella parte centrale dl quartiere, quasi interamente occupata da un curatissimo e particolare spazio verde.

Mascotte del parco è “La grenouille”, una fontana che rappresenta una grossa rana che sputa acqua attraverso una rana più piccola seduta all’interno della sua bocca spalancata. Di dubbio gusto? Avete ragione.

Una fontana decisamente più bella, la troverete poco più avanti: si tratta di un bacino rettangolare ricoperto di mosaici coloratissimi, opera di Yacoov Agam. Le righe parallele sembrano muoversi e vibrare grazie all’aiuto dell’acqua, creando un effetto a dir poco ipnotico.

A questo punto, siete pronti per la sorpresa che La Défense riserva a tutti coloro che decidono di visitarla nonostante la sua fama di quartiere freddo e commerciale. Camminate fino al limite del grande spiazzo, fermatevi prima del grande bacino idrico di Takis e osservate da questa prospettiva il Grand Arche.

Giratevi di 180° e guardate che cosa c’è esattamente di fronte a voi. Vi aspettavate di vedere l’Arco di Trionfo in una ideale linea retta con il suo fratello minore? E che cosa pensereste se vi dicessimo che all’altro capo di questa linea immaginaria si trova nientemeno che la piramide del Louvre? Favoloso no?

Se questo ancora non vi bastasse, girate la testa verso destra, superate con lo sguardo il grattacielo… ed ecco a voi la Tour Eiffel, in lontananza che sembra osservare compiaciuta la perfezione architettonica di questo quartiere a ovest di Parigi.

Qualche consiglio:
La Défense è un quartiere quasi esclusivamente commerciale che, di conseguenza, si svuota durante i weekend. Se quindi volete avere un assaggio della vita dei businessmen francesi, allora è meglio programmare la vostra visita durante un giorno della settimana. Se, invece, volete scoprire la Défense preferita di noi nuokers, allora la domenica pomeriggio (magari al tramonto) è il momento giusto: l’atmosfera irreale del quartiere quasi deserto e il silenzio che aleggia attorno ai gelidi grattacieli, vi darà l’impressione di essere i protagonisti di un videogioco ambientato nel futuro. Provare per credere!
Non ci sono ristoranti degni di nota: è possibile consumare uno spuntino solo all’interno dei centri commerciali. Non è il massimo (anche se noi abbiamo gustato degli ottimi noodles), ecco perché vi consigliamo di lasciar perdere e di tornare verso il centro per mangiare.
Alla Défense sembra che non ci sia nulla di particolare da vedere, in realtà tutto è così strano e differente dal resto di Parigi, che solo per questo motivo vale la pena di visitarla. Vi consigliamo tuttavia di non focalizzarvi su particolari luoghi o monumenti, ma di passeggiare semplicemente, guardandovi in giro, scoprendo nuove sculture e installazioni. Se siete fortunati come noi, riuscirete presto a dare un senso armonico a quell’insieme discordante di elementi (ferro, erba, acqua, cemento) e amerete alla follia questa zona remota della Ville Lumière!

PS: Itinerario consigliato a chi crede che il Centre Pompidou sia uno degli edifici più belli e sorprendenti sulla faccia della terra.


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