palemmo

Urban Safari

Street art a Palermo: un tour nel centro storico

19 maggio 2015

Anni fa vi abbiamo parlato dei bellissimi murales che iniziavano a decorare le stradine degradate del quartiere della Vucciria, antico mercato della carne – reso celebre dall’omonimo dipinto di Guttuso – oggi centro della movida radical-trash-chic palermitana. Gli autori di quelle opere di street art restano ancora sconosciuti, e il tempo e il degrado del quartiere hanno contribuito al deterioramento di stencil e murales: oggi restano visibili solo i lavori provocatori di Uwe Jaentsch, ormai stanziale a piazza Garraffello (in cui, dopo aver riposizionato la sua installazione sul tetto del palazzo che campeggia sulla piazza e dopo aver imbrattato la fontana del ‘600, ha scelto di portare l’attenzione sul degrado della zona con metodi meno invasivi, dipingendo ciò che resta del palazzo crollato quest’inverno).

street_art_palermo3

Oggi, la riqualificazione di zone degradate del centro storico – che fa da traino ad un’operazione graduale e spontanea di rinascita culturale di Palermo – pare seguire proprio la strada della street art, con il risultato di richiamare in quartieri come Borgo Vecchio o lo ZEN artisti che possiamo ammirare in zone come Brick Lane a Londra o a Kreuzberg a Berlino. Basta percorrere una delle stradine che partono da Piazza Garraffello per imbattersi in una delle figure colorate che decorano i muri scrostati o le vecchie saracinesche della Vucciria: sotto il palazzo della “Banca Nazion” (che ci ricorda che Uwe ama questo posto e forse un po’ anche noi) è nascosta un’altra originale interpretazione del Genio di Palermo, di cui vi abbiamo già parlato qui. Il vecchio saggio ha il volto del genio per antonomasia, Albert Einstein, ed è stato realizzato dal Collettivo FX, formatosi nel 2010, con l’intento di “inquinare il cemento” con personaggi e pensieri, in un’originale e un po’ polemica modalità di lettura dell’articolo 9 della nostra Costituzione, che cita “la promozione della cultura e la tutela del patrimonio storico-artistico” come uno dei compiti dello Stato. Come spesso capita nell’ecosistema degli street artist, il Collettivo ha collaborato in passato con altri artisti che hanno lasciato il loro segno in Vucciria: Astro Naut è uno di questi.

street_art_palermo2

Direttamente da Madrid, è arrivato in Vucciria per caso dopo un breve passaggio a Borgo Vecchio. Ci ha raccontato della diffidenza iniziale con cui i residenti l’hanno accolto e di come questo atteggiamento sia cambiato nel giro di dieci minuti, con le signore e i commercianti che gli chiedevano di dipingere le facciate delle case e gli esterni delle “putìe. I suoi buffi astronauti dai grandi occhi e dai caschi colorati sono spesso in buona compagnia, accostati agli “alieni umani” a tre occhi di Bibbito’, avvistati tra piazza Garraffello e Piazza Caracciolo.

street_art_palermo61

Sotto i portici di questa piazza, tra scritte, tags e stencil di autori sconosciuti spiccano i poster di HOPPN, nome in codice in cirillico del marchigiano Yuri Romagnoli, che ha fatto del bianco, del rosso e della propaganda anti auto e pro-bike il suo tratto distintivo. Durante il suo soggiorno a Palermo ha seminato le sue opere in varie zone della città (una, ad esempio, era proprio a ridosso della Cattedrale), ma molte sono state letteralmente strappate via dai muri, essendo appunto, poster di carta incollati come se fossero dei manifesti pubblicitari. Molti altri artisti hanno lasciato il segno in Vucciria: nei pressi della Taverna Azzurra spiccano le forme contorte di KnarK, misterioso artista austriaco, e nella stradina alle spalle possiamo imbatterci nel Pierrot ultrapop di NAF-MK, dietro cui si cela il beneventano Domenico Tirino.

street_art_palermo11

Andando verso la Cala – porticciolo turistico di cui vi abbiamo già parlato qui – stiamo attenti a non svegliare la fatina dai capelli verdi e le corna di tronco di Julieta XLF (che avevamo già scoperto nel nostro urban safari di Valencia), mentre – nascosti dietro cassette della posta e su portoni scrostati – troviamo gli splendidi stencil di C215, al secolo Christian Guemy, artista francese che ha ripercorso le tappe salienti della vita di Caravaggio (Napoli, Roma, Malta e anche Palermo, dove un’opera del pittore è andata rubata e non è mai stata trovata) riproducendone fedelmente i principali capolavori.

street_art_palermo4

Addentrandoci per via Alloro – in una scorciatoia verso Piazza Magione, cuore del quartiere della Kalsa – troviamo il grande murales di Ema Jons, uno dei protagonisti del boom della street art palermitana, grazie soprattutto al progetto che ha portato avanti a Borgo Vecchio, di cui vi parleremo tra poco. Comasco, ma ormai residente a Palermo da anni, Ema ha utilizzato l’intero muro di una costruzione diroccata per dipingere un inquietante ciclo della vita dell’uomo, che sorge dall’acqua e via via diventa sempre più grottesco, mescolandosi in strane scene con i simboli del lavoro, del capitalismo e del traffico, che lo tormentano fino alla sua fine, quando rientra nelle acque da cui era nato. Un simpatico scheletrino chiude questa carrellata e dà il benvenuto nello slargo della Magione, in cui le mura del Settecentesco convento di Santa Maria della Sapienza, ormai chiuso al pubblico, sono diventate uno dei luoghi preferiti su cui i “graffitari”, hanno lasciato le loro opere. Già in occasione della manifestazione Wallpaper09 all’interno della Palermo Design Week del 2009, diversi artisti avevano dipinto grandi murales ancora visibili, seppur rovinati dalle intemperie: spicca la divinità del toscano Ozmo, rimasta incompleta, e l’omaggio al “Sogno di Papa Sergio” del fiammingo van der Weyden, realizzato da Sten&Lex.

street_art_palermo0

Ma il cuore della street art palermitana, da un paio di anni è batte senza dubbio a Borgo Vecchio, quartiere “difficile” e di confine tra il porto e la Palermo dei negozi di lusso. Qui la startup civica PUSH e l’associazione Per Esempio, hanno coinvolto i bambini del quartiere in un laboratorio di pittura grazie ad Ema Jons, nel tentativo di convogliare la loro fantasia e il loro tempo libero in un’attività creativa: i disegni dei bambini, infatti, sono stati poi realizzati sui prospetti decadenti delle case del quartiere, grazie anche ad una campagna di crowdfunding che permetterà a breve di replicare il progetto. Capita così di imbattersi in una casetta colorata, proprio vicino all’ “Ascesa degli angeli ribelli”, che ritrae i bambini del borgo, o in una grande balena, o nel caneporco, o in altri animali buffi e grotteschi allo stesso tempo, colorati dai bambini con l’aiuto di Ema.

street_art_palermo1

Questa iniziativa ha richiamato a Borgo Vecchio artisti da tutto il mondo, che hanno deciso di fronteggiare il degrado di vie e palazzi con le loro opere: Aris, con le sue “macchie umane” dai forti contrasti cromatici, Alleg, sul muro di contenimento del Borgo, con le due figure che spingono a fatica una la testa di una statua greca (probabilmente rappresenta la mentalità mafiosa che da sempre è accomunata alla Sicilia).

street_art_palermo10a

E ancora Alleg nei pressi del campetto di calcio recentemente recuperato dal degrado, che – con la forma di un grande pallone – riproduce la topografia di Borgo Vecchio: i tetti diventano le parti nere e viuzze e piazzette (compreso lo stesso campo di calcio) sono rappresentate nelle sezioni bianche. Non mancano le opere di street artist donne, come la londinese Pang, che con i bambini del Borgo ha realizzato dei laboratori sulla conoscenza dell’Odissea e dipinge in bianco e nero i personaggi del poema, e la palermitana Bloom, classe 1990.

street_art_palermo8

L’ultimo murales, in ordine di tempo, è stato realizzato da NemO’s a metà aprile, e rappresenta una faccia raggrinzita e urlante (che ricorda l’urlo di Munch) con tentacoli da piovra che avvolgono parte di un edificio fatiscente. Il tema della piovra ricorre tra i murales del quartiere, assieme ad altri simboli della mafia e dell’antimafia: i più riconoscibili sono all’interno del parcheggio aperto alle spalle di un famoso hotel in prossimità di Via Crispi. Qui, grazie all’impegno di un imprenditore catanese, sette street artist provenienti da tutto il mondo hanno decorato ottocento metri quadrati con la loro personale visione del fenomeno mafioso: Mr Fijodor e Corn 79 hanno deciso di ricordare Giuseppe Fava, giornalista ucciso dalla mafia, a 30 anni dalla sua morte, citando una delle sue frasi più celebri “A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare?”; il brasiliano Davi De Melo Santos (DMS) ha usato toni accesi per dedicare il suo grande murales alla lotta contro i soprusi sulle donne; Zed1 e Mr Thoms hanno scelto un titolo provocatorio “La mafia non esiste e la Piovra è un telefilm” per il loro polpo-matrioska gigante; Renato Hunto, brindisino ma attivissimo in UK, ci ricorda il caos cubista di una Guernica a colori; il nisseno Maurizio Giulio “Rosk” Gebbia, invece, è iperrealista e concretizza sul muro la sua idea di libertà riprendendo una citazione di Oriana Fallaci.

street_art_palermo7

La varietà e l’originalità di tutte questi lavori ci convince che siano vere e proprie opere d’arte, che stanno trasformando le zone più degradate di Palermo in un vero e proprio museo a cielo aperto. Non resta che farsi guidare in una delle passeggiate organizzate dalle bravissime ragazze di Alternative Tours o seguire questa mappa dei murales per immergersi in questo percorso, e – perchè no? – segnalare le new entry, se ne scorgete qualcuna!

, , , , , , , , , , , , ,