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Let's Eat

Pesceria di Palermo: scegli & magia il pescato del giorno

22 novembre 2014

Nonostante i tentativi di proporsi come una delle città più cool d’Italia, Palermo è ancora lontanissima anni luce dall’essere fagocitata dalle mode che impazzano in posti come RRoma e Milan: la domenica si pranza dai parenti snobbando il brunch, al finger food si preferisce lo street food e – soprattutto – quando si dice “pesce” si pensa ancora al mare, e non al sushi.

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Vi avevamo già parlato di un paio di ristorantisia in città che fuori porta – in cui gustare varianti più o meno ricercate del pescato del giorno, ma se avete voglia di un piatto veloce senza rinunciare alla soddisfazione delle vostre papille gustative (oltre che del vostro portafoglio), vi consigliamo La Pesceria, localino minimal all’angolo tra via Isidoro la Lumia e Via Quintino Sella, a meno di cinque minuti dal Politeama.

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Nato nel febbraio di quest’anno dalla passione per il mare e la pesca della famiglia Cracolici, la Pesceria può già contare su una clientela affezionata che – nella miglior tradizione palermitana e a scapito di qualsiasi altro investimento pubblicitario – ha fatto del passaparola uno strumento utilissimo per posizionare in pochi mesi questo piccolo locale tra i posti più in voga, sia per il pranzo che per l’aperitivo (o la cena). La sua fama, però, non è legata ad una location mozzafiato, né alla presenza di piatti dai nomi evocativi nel menù: a dire il vero il menù proprio non esiste (c’è solo una lista con i piatti tipici e i prezzi del pesce all’etto affissa all’interno della saletta), poiché i piatti variano a seconda del pescato del giorno. Grazie ad una lunga tradizione familiare di nozioni sulle qualità del pesce e sui modi in cui valorizzarlo in cucina, i proprietari vi inviteranno a scegliere direttamente tra le varie prelibatezze stese sul ghiaccio del banco che occupa quasi totalmente l’unica sala del locale.

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I tavolinetti (una decina in tutto) sono infatti disposti solo all’esterno, sul marciapiede, il che rende questo posto non particolarmente adatto per le grandi tavolate; tuttavia, grazie alla collaborazione con il locale antistante – il Berlin, uno dei più longevi e frequentati pub di Palermo, che fornisce alla Pesceria anche vini e alcoolici di ogni tipo – sarà possibile accomodarsi all’interno e gustare le pietanze con maggior tranquillità. La strada su cui si affaccia il locale, tuttavia, pur essendo centrale non è trafficatissima, quindi mangiare all’aperto non sarà un problema neanche all’ora di punta.

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Potrete provarlo personalmente come noi, in un giorno feriale qualsiasi di novembre, approfittando del clima primaverile a cui Palermo ci ha abituati anche in autunno inoltrato. Appollaiati sugli sgabelli, vi consigliamo di ordinare un bianco locale prima di entrare a vedere con i vostri occhi lo spettacolo del pescato del giorno, disposto come un presepe sul letto di ghiaccio.

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La saggezza popolare dice che, per sapere se il pesce è fresco, “l’occhiu vivu c’ha taliari” (ossia devi guardare se ha ancora quel “guizzo”, come se fosse ancora vivo); qui tra calamari, saraghi, orate, una bellissima aragosta, ostriche e vongole, un grosso San Pietro e due caponi, non solo abbiamo avuto la certezza della freschezza del pesce, ma anche l’imbarazzo della scelta, quindi abbiamo preferito affidarci ciecamente a Lollo, uno dei gestori del locale.

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La fiducia è stata ampiamente confermata già all’arrivo degli antipasti: oltre al classico carpaccio di tonno e spada (accompagnato da pane tostato), a sorpresa sono arrivati dei ricciarelli di pesce spatola fritto. Se siete fortunati (ed arrivate in tempo, prima che vadano a ruba) potrete assaggiare anche le ottime arancine al dentice, nonché crocchette di pesce al latte e “coppi” di fritturine miste. Per i più tradizionalisti sono sempre disponibili i sauté di cozze e vongole o le squisite polpettine di pesce (di solito spada o sarde) al sugo o in agrodolce.

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Se preferite mantenervi leggeri saltando la pasta, sappiate comunque che potrete acquistare ottimi condimenti (tra cui gli immancabili ricci di mare) e sughi di pesce da consumare a casa (magari per cena!). Sarebbe un peccato, infatti, non approfittare del pesce fresco cucinato sul momento, come abbiamo fatto noi con una squisita orata in guazzetto. Se volete assaggiare qualcosa di più tipico, vi consigliamo gli involtini di pesce spada all’arancia… un tocco di Sicilia in bocca!

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E’ possibile anche scegliere il pesce, farlo pulire e grigliare in loco e portarselo a casa (un servizio che è la gioia di tutte le donne), in modo da evitare odori spiacevoli e pulizie fastidiose prima e dopo aver mangiato! I più pigri potranno addirittura usufruire del servizio a domicilio, – attivo tutti i giorni – e vedersi recapitato un menù da ristorante direttamente a casa!

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Ultima piacevole sorpresa: il prezzo! Tra antipasti, secondo e una buona bottiglia di vino abbiamo speso una ventina di euro a testa (prezzi da menù turistico, ma con la qualità di un menù à la carte). Per digerire potrete concedervi una passeggiata tra le vetrine della vicinissima via Libertà fino a Piazza Ruggero Settimo di fronte al Teatro Politeama (e – perché no? – continuare su Via Amari fino al porto), non prima di aver bevuto un ottimo caffè al Bar Aluia, altra istituzione palermitana.

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