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Go Green

Un primo sguardo alla città di Honolulu

20 novembre 2016

Honolulu è bella già dal nome. Una parola esotica, quasi uno scioglilingua. I nomi delle città e delle strade sono una delle poche cose che gli americani hanno lasciato intatte in queste isole.

veduta_honolulu

Honolulu è una vera e propria metropoli statunitense, ma è nata dalla giungla e nonostante i grattacieli, i McDonalds, le enormi strade, è una città che lotta per conservare il suo spirito polinesiano. Lo si vede ovunque: nei banyan trees che sembrano cresciuti tra i palazzi, nel profumo di fiori nell’aria, nel suono degli uccelli, che copre quello del traffico, dalle statue Re e Regine del vecchio regno, come King Kamehameha (il più amato) e dai numerosi festival con danze e musiche locali che ogni mese invadono le strade.

bimbe_hawaiiane_honolulu

Per essere una capitale è piccola e si sviluppa più che altro in verticale, ma la sua fama non finisce nel minuscolo Downtown, anzi, Honolulu inizia dove i grattacieli finiscono. Il suo mito ha contagiato i sobborghi e i villaggi vicini tanto che “Honolulu” per tutto il resto del mondo, non è nemmeno una città, ma identifica tutta l’isola dove sorge (Oahu, ovvero la terza più grande tra le 8 maggiori isole hawaiiane, ma che quasi nessuno conosce con il suo vero nome).

È quindi uscendo da Downtown che l’anima di Honolulu esplode davvero. Verso ovest, una serie di basi militari ci portano a Pearl Harbor, sede di uno dei più ricordati episodi della seconda guerra mondiale. L’Arizona Memorial è uno dei luoghi di interesse storico più importanti degli Stati Uniti, nella corazzata della nave affondata riposano ancora i resti di migliaia di militari scomparsi quel 7 dicembre 1941.

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Ma è spostandoci a est della città che inizia il divertimento: Waikiki, il quartiere più frequentato dello stato. La statua di Duke Kahanamoku, famosissimo atleta/eroe di queste parti che, ricoperto di collane di fiori Lei, ci accoglie nella strafamosa Waikiki Beach.

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Sempre soleggiata, ma soprattutto sempre affollata, Waikiki Beach non è certo la spiaggia migliore dell’isola, ma nonostante il turismo di massa, l’acqua è cristallina e calda. Nella parte Sud dell’isola il tempo è sempre bello, la foresta tropicale che circonda la città attira a sé tutta la pioggia e anche quando qualche goccia cade in città, il risultato sono dei meravigliosi arcobaleni.Questa parte della città è un’esplosione di consumismo: Kalakaua Avenue è la Rodeo Drive di Honolulu, e non ha nulla da invidiare alla sua controparte californiana.

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I marciapiedi sono gremiti di giapponesi (la popolazione e il turismo asiatico qui hanno una percentuale altissima) e di americani di ceto medio-alto. Ma Waikiki è anche un carnevale hawaiiano. Forse un po’ finto, ma sicuramente divertente. È groviglio di collane di fiori, negozi di vestiti colorati e tavole da surf ovunque (e per ovunque intendo davvero ovunque)

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Nessuno gira senza una tavola da surf a Honolulu, c’è chi la trasporta sulla testa, come le donne africane fanno con i secchi d’acqua, chi la tira sopra un carretto, chi se la lega alla bicicletta. Questa è la Madre Patria del Surf e per i fan di questo sport ogni giorno passato ad Honolulu è un vera e propria festa. Impossibile rimanere delusi. Dall’alba al tramonto centinaia di principianti provano il brivido delle onde al largo, altri corrono sul lungo mare, altri provano lo Stand Up Paddle, altro sport locale esportato in tutto il mondo. Honolulu è una città di sportivi. E tra una lezione di surf e una passeggiata tra i grandi parchi della zona orientale (dove c’è anche un grande zoo) Honolulu si disperde e si apre alle zone più selvagge dell’isola. Verso est, lo sguardo non può che non cadere sull’ imponente cratere Diamond Head, dalla cui sommità, raggiungibile in un’oretta a piedi, si può godere della migliore vista della città.

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Ma arriva un momento, ogni giorno a Honolulu in cui diventa tutto un po’ più magico. Tanti tramonti vogliono accaparrarsi il titolo di “migliore al mondo” ma quello di Honolulu, è un tramonto leggendario. La luce che precede la scomparsa del sole, qui su quest’isola, non si trova da nessun’altra parte. E mentre la luce avvolge i grattacieli, le strade e i turisti sulla sabbia, scende una strana calma, sul trambusto che caratterizza ogni giornata in questo piccolo angolo dell’isola. Honolulu appena prima del tramonto è una città silenziosa, in attesa di qualcosa di così bello che solo la natura di questi luoghi tanto sperduti è in grado di regalarci. E non aspettano solo le centinaia di turisti sulla spiaggia, tutti con uno (o anche due) telefonini in mano, pronti ad immortalare ogni secondo dell’avvicinarsi del sole all’orizzonte. Honolulu al tramonto è una città che aspetta…

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È uno di quei momenti così magici che zittisce qualunque venditore di Lei, qualunque sposina giapponese e qualunque istruttore di Surf. Ben presto inizieranno le luci della sera, tra locali, bicchieroni di Mai Tai e fuochi d’artificio ma questo è l’unico momento in cui, guardando la linea così perfettamente orizzontale e lontana dell’oceano, chiunque in città riesce per un momento ad uscire dalla sua routine o dal trambusto che l’ha circondato fino a ora e può davvero rendersi conto di dove si trova: Su un minuscolo granello di sabbia appoggiato nell’ infinità dell’oceano.

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