
Ve lo aspettereste mai un monastero benedettino a Manhattan? Ebbene sì, anche questo è possibile nella Grande Mela. Ecco The Cloisters, i chiostri, un luogo a metà tra un’attrazione di Gardaland ed un monastero della vecchia Europa.

The Cloisters è la sezione del Metropolitan Museum of Art dedicata all’arte e all’architettura europea medievale. E’ il risultato dalla commistione di elementi architettonici sacri e profani, che affondano le radici nel periodo che va dal dodicesimo fino al quindicesimo secolo.
Siamo sempre qui – nella parte più a nord di Fort Tryon Park, con l’immancabile magnifica vista sull’Hudson River.

Il biglietto d’ingresso – si tratta di suggested prices, ovvero potete entrare anche con un dollaro, a vostra scelta – costa 20 dollari per gli adulti, 10 per gli studenti (non vi chiederanno il documento, tranquilli) – e vale anche per l’entrata al Metropolitan in giornata. Basterà presentare la vostra pins – cambia colore ogni giorno – ed il gioco è fatto.

Questa ricostruzione su due livelli – tra le tante cose – offre frammenti di monasteri spagnoli, austriaci e francesi, una sala capitolare del XII secolo, parte di cinque chiostri (ecco perché il nome The Cloisters) di monasteri medioevali, una cappella romana ed un abside dell’epoca spagnola trasportato per intero dalla nostra Europa.

Dopo il ritorno dalla prima guerra mondiale, George Grey Barnard – uno scultore americano di primo piano ed appassionato collezionista di arte medievale – iniziò a mettere le basi per quello che oggi chiamiamo The Cloisters.

Dopo anni di raccolta di fondi, Barnard aprì una galleria pubblica su Fort Washington Avenue – offrendo ai visitatori la possibilità di godere della sua collezione personale. Nacque così la prima mostra di arte medievale degli Stati Uniti!

Nel 1925, John D. Rockefeller aiutò il Metropolitan Museum of Art di acquisire il museo di Barnard. Nel corso dei due anni successivi, apparì chiaro a tutti che sarebbe necessario un edificio molto più capiente, per ospitare la crescente collezione.

Inolte, Rockefeller donò una parte molto grande del suo parco per agevolare la costruzione del monastero – ed alcune opere d’arte medievale di inestimabile valonre, della sua collezione personale – compreso il famoso set di sette arazzi fiamminghi del Sud raffigurante “La Caccia all’unicorno“.
Come avrete capito dal titolo di questo nostro Urban Safari, The Cloisters furono ultimati proprio nel 1938.

Manoscritti, statuette, vetrate, metalli, smalti, avori.. La collezione comprende circa cinquemila opere d’arte medievale europea, dal nono al quindicesimo secolo.

Ecco la ricostruzione di una cappella gotica.

All’interno della struttura potrete fare tutte le foto che vorrete, anzi – i guardiani del museo sono disponibilissimi a ritrarvi vicino alle statue ed ai sarcofagi, a tal punto che viene il sospetto che si tratti si semplici riproduzioni.

Una pietà (piuttosto bruttina).

Carte da gioco dell’epoca.

L’orto comune, con tanto di esempi reali di piante coltivate dai monaci..

.. compresa una certa Magic Plant (forse perchè è invisibile?).


Tornando agli arazzi sopra accennati, “La caccia all’unicorno” è un ciclo di opere realizzate tra il 1495 e il 1505. I sette pannelli che compongono l’insieme mostrano un gruppo di nobili che con i cani cacciano e catturano un unicorno.
Come molte opere del medioevo le sue origini si perdono nella leggenda, non porta una firma, marchio dell’arazzeria o nomi di artista e tessitori e non si conosce la destinazione né l’uso originale.

Gli arazzi appartennero per secoli alla famiglia francese La Rochefoucauld. Nel 1998 furono ripuliti e restaurati, con la rimozione della tela di lino che rivestiva la parte posteriore si scoprì che i colori del retro, non intaccati dalla luce, erano molto più brillanti di quelli del fronte – peraltro ancora abbastanza vividi.

Come in tutti i musei, ogni opera è spiegata dalle tavolette bianche a fianco. Ma se sarete fortunati, potreste capitare in mezzo ad una scolaresca – ed allora varrebbe la pena tendere l’orecchio ed ascoltare qualche storia raccontata dalla guida.
Ecco il muso di una fonte d’acqua.

Opera vanitosa.

Opera a cavallo di un asino.

Un povero Cristo (ancora più bruttino, con tutto il rispetto religioso possibile, della Pietà vista prima).

Insomma, le mie considerazioni principali sono due. Da una parte, l’Europa si è liberata degli scarti medievali più brutti che aveva e li ha rifilati con garbo all’America.
Dall’altra, capisco sempre di più la praticità degli Americani: si sono ricostruiti un piccolo spaccato di Medioevo a Manhattan, con tutto il necessario per evitare di perdere tempo con un tour dei monasteri europei.
Seppur superficiale e disordinata, si fanno un’idea.

Tirando le somme: The Cloisters è un posto da vedere a prescindere. Il risultato è effettivamente piuttosto confusionario ed azzardato ad un occhio attento – ma bisogna ammettere che la struttura nel suo insieme – dentro e fuori – è suggestiva, ricca di particolari e piena di atmosfera (canti gregoriani che aleggiano nell’aria compresi).

Ah, quasi dimenticavo. Ovviamente, a fine giro, vi ritroverete nello shop!
Alice Avallone
testi e foto, 26 aprile 2010


Pietà…per la Pietà, please!
Si poteva scrivere:
Scultura lignea del tardo gotico fiammingo, con influenze senza ombra di dubbio fancesi, composta da due elementi distinti, con la raffigurazione della Madonna addolorata dalla morte di Cristo, suo figlio.
La composizione lignea ha con se la forza drammatica dell’evento religioso, e il concetto del dolore, l’artista, rimasto anonimo, vuole trasmettere…
PS anche il Medio Evo ci ha lasciato opere dal valore artistico discutibile.
Per fortuna il gusto americano, non coglie le sofisticate essenze estetiche europee!
[...] ci sono parchi molto tranquilli e rilassanti, come McCarren Park. A Manhattan potete rifugiarci nel parco accanto a The Cloisters, per esempio. Provate a stare un po’ da soli con voi stessi, provate a capire che cosa state [...]
ciao ma è importante se prima si va qui e dopo al museo o alcontrario?con il citypass?