Coffee Time

Sweet and sour: passeggiate agrodolci nel Lower East Side

New York è una ribollente Babilonia dai mille sapori contrastanti. La varietà è il sale della città ed ogni suo angolo è un laboratorio di perfetta integrazione cultural-culinaria. Passeggiando per le strade di Manhattan, affollate di Deli, ristoranti etnici, caffetterie e bistrot a perdita d’occhio, l’acquolina in bocca è una costante. Resisterle è difficilissimo.

Se avete voglia di lasciarvi tentare, concedetevi una passeggiata nel Lower East Side, vibrante quartiere caratterizzato dagli innumerevoli negozietti cinesi, dai caffè letterari gestiti da hipster femministe (come Bluestockings, al 179 di Allen Street) e dai club dove si balla la techno nel basement e la disco sul terrazzo (The Delancey – 168 Delancey Street).

Cominciate da Grand Street. Al civico 379, tra un negozio di macchine fotografiche vintage e il cavalcavia che conduce all’imbocco del Williamsburg Bridge, c’è “The Doughnut Plant”, un minuscolo laboratorio di pasticceria che resta aperto fino ad esaurimento ciambelle. La fila è chilometrica, ma l’attesa è ben ripagata: tra le specialità della casa scegliete l’incredibile Pistachio Glazed Doughnut, cosparso di granella di pistacchio e di una cremosa glassa di zucchero bianco, e il Créme Brulée Doughnut, un bignè pieno di crema alla vaniglia protetto da un goloso guscio di zucchero caramellato.

Consigliato anche il Chai Tea, filtrato al momento perché le spezie infuse sono in ammollo finché non lo si versa, per un impatto aromatico senza precedenti.

Girato l’angolo, al 49 di Essex Street, è impossibile resistere al richiamo dei “Pickle Guys”, gli ultimi venditori di pickles rimasti attivi nella via, storicamente votata al commercio dei sottaceti.

I Pickle Guys li tengono in enormi botti che riempiono l’intero negozio, che è un incrocio tra un garage ed una pescheria, con un odore di salamoia che invade le narici ad ogni respiro.

Cosa si vende? Olive, Giardiniera, Cetrioli di tutte le gradazioni di “sourness” – Alan Kaufmann segue scrupolosamente le ricette tradizionali est-europee e opera secondo i dettami rabbinici del Rabbi Shmuel Fisheli, come recita il cartello esposto all’ingresso del negozio. I sottaceti dopo i doughnuts? Voi provate, poi fateci sapere!



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