Avete mai suonato un campanello di un garage per entrare in un bar?
Siete mai entrati in una cabina telefonica che ha una porta segreta che porta dritto all’interno di un oscuro e misterioso locale notturno?
A New York da qualche anno oramai e’ in atto e vero e proprio revival dei bar Speakeasy, i celeberrimi bar clandestini nati al tempo del proibizionismo.
In quel periodo infatti, tra il 1919 e il 1933, fu vietata la fabbricazione, vendita e il consumo di alcol e così nacquero questi luoghi rigorosamente illegali; l’ingresso avveniva tramite parola d’ordine e una volta all’interno si poteva bere a volontà!
Oggi non c’è bisogno di nascondersi per bere un bicchiere di vino anche se negli Stati Uniti le leggi sul consumo di alcol sono molto precise e severe. Basta camminare per una qualsiasi strada di New York per notare che c’è un bar o un pub ad ogni angolo, nonostante ciò la nascita degli Speakeasy è in costante aumento.
Non ci sono insegne luminose ne’ grosse vetrate, la facciata potrebbe essere quella di una qualsiasi casa o palazzo, non si vedono, sono nascosti, sono segreti, con accessi improbabili e percorsi tortuosi, insomma i bar Speakeasy si devono conoscere e ovviamente sono difficili da trovare!
Ormai questo tipo di locale è talmente diffuso che solitamente non c’è bisogno di conoscere persone ‘importanti” per entrare, molti Speakeasy hanno il loro siti internet dove trovare i relativi contatti, ma alcuni sono ancora molto misteriosi e di difficilissimo accesso.

Potreste ritrovarvi nell’East Village ed entrare in un ristorantino di hot dog, poi vedere un telefono, alzare la cornetta, identificarvi e sentire il rumore di una porta segreta che si apre, una volta varcata quella porta sarete nello Speakeasy PDT (Please don’t Tell), una stanza scura con pareti e muri di legno, tavolini, animali imbalsamati e bravissimi barman che preparano ottimi cocktails.
Nell’East Village c’è anche il delizioso Angel’s Share all’interno di un ristorante giapponese.
A NoLiTa per entrare a La Esquina bisogna attraversare le cucine di un ristorante messicano e addentrarsi in un profondo tunnel.
All’Hideout di Fort Greene a Brooklyn bisogna suonare il campanello accanto ad un garage nero.
E poi c’è il Milk and Honey, il più esclusivo, quello che funziona solo per prenotazione, è consigliabile procurarsi il numero di telefono, che dicono cambi ogni due settimane. Al Milk and Honey non c’è menù, si ordina a secondo del “mood” del cliente, e posso assicurarvi che qualsiasi sia il vostro umore non resterete delusi dalla creatività del barman. (A proposito, qualcuno ha il nuovo numero?)

Cose da sapere prima di buttarsi nell’avventura Speakeasy:
- ovviamente bisogna avere più di 21 anni e poterlo dimostare.
- cercate i contatti sui siti internet, telefonate o mandate una e-mail per prenotare, potreste anche improvvisare ma consiglio di pianificare.
- le consumazioni sono più care della norma.
- vestirsi bene, non elegantissimi, ma neanche in tuta, un casual chic diciamo.
- ordinare uno dei cocktails nella lista, non importa quale, di solito sono tutti buonissimi.
- lasciare la mancia, a differenza del bar comune dove di solito si lascia uno o due dollari a bevuta, qui funziona come nei ristoranti, la regola del 15- 20%.

Curiosità
- E’ inziata la serie televisiva della HBO Bradwalk Empire, ambientata proprio negli anni 20, epoca del proibizionismo e degli Speakeasy, presenti nel telefilm. Anche il film gli Intoccabili da un’ottima fotografia di quel periodo.
- In quegli anni ( ’20 e ’30) molti Speakeasy erano gestiti dalla criminalità organizzata. Al Capone e Lucky Luciano fecero una fortuna rifornendo questi bar con alcolici illegali.
- Sempre ai tempi del proibizionismo, parallelamente agli Speakeasy frequentati da clienti mediamente benestanti, nacquero i Blind Pigs (o Blind Tiger) che erano frequentati dalle classi sociali più basse.
- L’origine del nome Speakeasy non è accertata, due le teorie principali::: La prima narra di una una barista di Pittsburgh che alla fine dell’800 per calmare i clienti ubriachi urlava sempre “Speak easy Boys”, l’esclamazione sarebbe diventata famosa e si sarebbe diffusa in tutto il paese.
:: La seconda ipotesi riguarda i gestori di questo tipo di bar che raccomandavano ai clienti di mantenere il massimo riserbo con la frase “speak easy”, una sorta di “acqua in bocca”.
- La legge sul proibizionismo, anche nota come The Volstead Act o The Noble Experiement, fu il risultato della pressione delle cosidette società di temperanza, ovvero gruppi religiosi e politici caratterizzati da principi ultramoralisti e fondamentalisti.
- Il Cocktail Rita Hayworth è buonissimo.


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