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Urban Safari

Safari Book: Nella New York di Jonathan Safran Foer

29 ottobre 2011

La ferita inferta all’America dall’attentato dell’11 Settembre 2001 non si è mai rimarginata. Questa è la sintesi del libro Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer, autore del pluripremiato Ogni cosa è illuminata, e presto oggetto di una trasposizione cinematografica con gli attori Tom Hanks e Sandra Bullock (qui potete vedere il trailer).

Oskar Schell è un newyorkese di nove anni che ha perso il padre nell’attentato delle Twin Towers e che un giorno ritrova in un vaso dentro casa una chiave con su scritto “Black”. Oskar immagina che questo signor Black fosse qualcuno vicino a suo papà, e comincia a visitare tutti i signor Black dell’elenco telefonico della città nella speranza di trovare la serratura della chiave. E, magari, un nuovo ricordo a cui aggrapparsi.

Oskar compie uno dei pellegrinaggi più toccanti della letteratura americana degli ultimi anni. Ripercorrere alcuni dei luoghi presenti nel libro (anche se la città viene citata tutta, ogni quartiere, anche solo per un accenno) e immaginare i personaggi creati da Safran Foer può essere un modo diverso per passare una domenica da soli nella Grande Mela.

E allora eccoci partire da Park Slope, nel cuore di Brooklyn. Su questo parco affaccia l’ufficio di Jonathan Safran Foer. L’indirizzo preciso non è noto, ma vi suggeriamo di farvi un giro in questo vibrante quartiere per farvi un’idea della New York che vede e vive ogni giorno l’autore.

Rientriamo quindi a Manhattan e dirigiamoci verso Bedford Street, nel West Village, al numero 75 per la precisione, dove: “Vicino alla porta c’era una targhetta con su scritto che un tempo Edna Saint Vincent Millay aveva vissuto in quella casa, e che era la casa più stretta di New York”.

La foto non ritrae la casa che veramente si trova al 75 di Bedford Street, ma numerose persone si recano in visita a questo palazzo nella speranza di vedere Abby Black, la donna quarantottenne fotografata di spalle nel romanzo.

Il Columbian Cafè in cui si incontrano il nonno e la nonna di Oskar purtroppo non corrisponde a un luogo esistente, e la generica indicazione “sulla Broadway” non ci consente di dare delle coordinate neanche approssimative al locale.

Possiamo però recarci all’Empire State Building, sulla cui torre di osservazione Oskar incontra Ruth Black, una ex guida turistica che gli dice una cosa a dir poco incredibile: “L’Empire State Bulilding è un parafulmine naturale […]. Durante i temporali […] l’accumulo di elettricità statica in cima all’edificio è enorme, al punto che […] gli innamorati che si baciano potrebbero trovarsi con le labbra crepitanti di scintille elettriche.”

Ruth Black, la donna che ha deciso di vivere dentro l’Empire State Building perché dopo aver visto New York dall’alto “non aveva più senso tornare a casa”.

Un personaggio legato a doppio filo con la città di New York, come il senzatetto Larry che vive davanti al Museo di Storia Naturale di Central Park (dove anche Holden Caulfield va a vedere la galleria degli indiani) e dice sempre “Ti giuro che è per mangiare!” quando Oskar gli allunga qualche moneta.

La New York narrata da Safran Foer è una New York interiore, che fa da sfondo agli stati d’animo dei protagonisti. E’ una città bellissima per Ruth Black e imprigionante per Abby Black; sconfinata e confusa per Oskar, e silenziosa e familiare per la nonna di Oskar.

Non è la New York notturna e chiassosa del Giovane Holden, ma una selva di palazzi che si estende tutt’intorno come un futuro che non dà certezze e un passato che non rende spiegazioni. Una città che ferisce e imprigiona, ma in cui al tempo stesso si può sempre cominciare la ricerca di qualcosa.

Come fa il piccolo Oskar, fermo a metà del ponte della 59th Street:Manhattan era esattamente un millimetro dietro di me, e il Queens era un millimetro davanti a me. […] Chissà come si chiamano le parti di New York – a metà del Midtown Tunnel, a metà del ponte di Brooklyn, a metà del traghetto di Staten Island quando è a metà fra Manhattan e Staten Island – che non sono in nessun distretto?”.

Provate a terminare la vostra gita a metà del ponte sulla 59th Street.

Non ve ne pentirete.

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