nuok

Urban Safari

Red Hook, la New York che fu e sicuramente sarà

22 maggio 2017

La sensazione che si ha camminando per le strade di New York è che sia una metropoli in continua evoluzione. I fiumi di persone che popolano le strade giorno e notte, le luci delle insegne, il rumore delle auto e delle serene sanciscono il ritmo di un battito tachicardico che spiazza e confonde, ma che al tempo stesso risveglia i sensi e rilascia una potente carica di energia.

grattacieli

Se è vero che Manhattan incarna questo ideale di città che non dorme mai, dove tutto accade e dove tutto muta incessantemente, è altrettanto vero che esiste una parte della grande mela dove questo movimento è tanto sottile quanto radicale. Se ci seguite da un po’ di tempo, avrete sicuramente già sentito parlare di Red Hook, quel punto rosso a sud di Brooklyn con vista Lady Liberty.

Riverside

Non sono passati poi molti anni dalla nostra ultima visita, ma è incredibile constatare oggi come questo quartiere di porto stia subendo una vera e propria rivoluzione. Una riqualificazione non solo a livello urbano, ma anche e soprattutto culturale. Oggi Red Hook è “the place to be”, non è un caso infatti che artisti emergenti, ma anche brand come MINI, per fare un esempio, stiano puntando su questo quartiere in rapida espansione per proporre una nuova immagine: decisamente underground e hipster al punto giusto.

Brick_walls

Qualche anno fa vi avevamo descritto Red Hook come una realtà distante dal frastuono di Mid Town, vi abbiamo raccontato di una zona costellata di capannoni abbandonati e macchine d’epoca abbandonate. Oggi gran parte di questo fascino nostalgico è ancora presente; si respira infatti un’atmosfera di quiete apparente. Le fabbriche di mattoncini rossi sono ancora li, i murales e le vetrine polverose anche, ma qua e la ci sono delle chicche che ci raccontano tutta un’altra storia, una storia che guarda verso una nuova epoca, o più semplicemente verso un’ondata di investimenti di ogni sorta pronti a stravolgere il quartiere.

Waterfron_Wagon

In una fredda e soleggiata domenica ci siamo quindi avventurati per le strade di Red Hook armati di una buona dose di appetito e altrettanta voglia di scoprire quali storie avesse da raccontare questa affascinante e remota area della città.

Brooklyn_Crab_Terrace

Passeggiando lungo le rive del fiume, ci siamo subito imbattuti in una palafitta che aveva tutto l’aspetto del Krusty Crab, il locale dove Sponge Bob griglia i suoi hamburgers. Il Brooklyn Crab è un locale interamente in legno, addobbato da un’infinità di oggetti, insegne e chincaglieria di dubbio gusto. Come resistere?

Brooklyn_Crabjpg

Specialità della casa: cucina del Maine. Quindi un tripudio di aragoste, gamberi, granchi e chi più ne ha più ne metta. Una volta fatto i conti con il mucchietto di dollari in tasca, abbiamo subito capito che l’aragosta non avrebbe (ahinoi) fatto al caso nostro, quindi abbiamo ripiegato senza troppo sforzo su una fritturina di calamari e due ottimi panini con granchio. Vista l’ora, abbiamo evitato di sbronzarci e abbiamo bevuto una limonata con un classico, e apprezzato, free refill.

Crab_Sandwich_Fries

Soddisfatti del nostro pranzo, anche se non del tutto a buon mercato (70$ circa in due), abbiamo continuato ad esplorare la zona, curiosando tra le strade semi deserte. Qua e la qualche negozietto vintage, residenze di artisti, un paio di ristoranti e caffè, e la piacevolissima sensazione – passo dopo passo diventata certezza – di non imbatterci nelle tipiche catene di abbigliamento o cibo che affollano il resto di New York.

Steve's_Key_Lime_Pie

Su un muro, come un segnale divino, un’insegna dipinta in colori pastello che recita Steve’s Authentic Key Lime Pie ed una grossa freccia ad indicarci la direzione, ed eccoci in cammino verso la seconda tappa. Tra enormi edifici in mattoncini, si apre una piazza dove delle panche di legno ci indicano che siamo arrivati nel posto giusto. Sull’uscio, due fenicotteri rosa ci danno il benvenuto e ci aprono la via all’interno di un minuscolo locale che serve (quasi) esclusivamente le key lime pies: torte di pasta frolla con una crema al succo di lime.

Steve's

Da consumare a casa o sulle panche all’esterno, le pies sono confezionate in varie dimensioni a seconda della fame e della spesa che si vuole affrontare. Dopo averne divorata una monoporzione passeggiando sulla riva e godendoci una rara e ravvicinata vista della Statua delle Libertà, ne abbiamo presa anche una grande da portare a casa.

Steve's_Van

Poco più in là, in una traversa di Van Brunt Street – quella che potremmo definire la strada principale di Red Hook – una meravigliosa bottega che offre tutto ciò che davvero conta nella vita. Da una piccola porta si accede infatti in un incantevole laboratorio che produce distillati e cioccolato in maniera artigianale.

Cacao_Prieto_List

Sopra il portone di ingresso di Cacao Prieto si legge: “Beans-to-Bar chocolate made freshly daily from the finest Organic, Single Origin Dominican Cacao”; a garanzia del manifesto, all’interno sono esposti gli strumenti e i macchinari che – forse un tempo, o forse tuttora – vengono utilizzati per la produzione. Per di più, durante il fine settimana, è possibile prenotare un tour guidato per conoscere a fondo le fasi del processo di lavorazione. Non avendone il tempo, abbiamo evitato il tour, ma siamo riusciti ad affacciarci alla finestra che da sul cortile interno scoprendo che proprio li, a quanto pare, vive un coloratissimo pavone.

Cacao_Prieto

Dietro al bancone a sinistra, un ragazzo gentile e preparato ci invita a degustate alcuni dei distillati proposti; alle sue spalle una sfilza di bottiglie numerate in esposizione. Le etichette, firmate Widow Jane, recitano tra gli altri nomi, whiskey, bourbon e rum. Con la scusa di fare un regalo ad un buon amico, abbiamo approfittato dell’occasione e ci siamo fatti guidare in un percorso di degustazione assaggiando varie qualità di whiskey. Dopo aver sorseggiato un po’ di tutto, seppur profani, abbiamo acquistato una bottiglia del loro migliore bourbon che ci ha conquistati con il suo sentore di tabacco.

Widow_Jane

Naturalmente, non potevamo andarcene senza portare a casa anche l’altra specialità della casa. Con noi una tavoletta di cioccolato fondente con mandorle e sale grosso, confezionata in maniera originale e impeccabile. Sul retro della scatola, Daniel Prieto, produttore di quarta generazione, racconta la storia di come è nato Cacao Prieto. Ci racconta di quando il suo antenato Esteban Santos Prieto Casa, dopo aver abbandonato la Spagna nel 1899 per salpare alla volta dell’America, si innamora di Carmen Buenavenuta Pena con la quale si trasferisce nella Repubblica Domenicana. Dalla loro storia d’amore sono nati ben otto figli, ma soprattutto la tradizione per la coltivazione della canna da zucchero e del cacao, e della distillazione del rum. Quattro generazioni dopo, le medesime coltivazioni producono le preziosissime fave di cacao che vengono spedite e lavorate a Brooklyn.

Chocolate_Bar

A differenza della maggior parte delle zone di New York, a Red Hook non è possibile arrivare con la metropolitana. Per raggiungere il quartiere è possibile usufruire dei mezzi di Ikea, sia da Brooklyn – con un bus (Ikea Shuttle) che parte da Borough Hall – che da Manhattan – con un traghetto (Ikea Water Taxi) che salpa dal Pier 11 di Seaport. Le alternative sono ovviamente i taxi privati, e gli ormai comunissimi servizi di car sharing come Uber, Via o Lyft.

Insomma, anche se fuori dagli itinerari standard che caratterizzano un soggiorno a New York, questa area della città merita decisamente una visita. Si dice anche che a Red Hook, più precisamente al Pioneer Works, si tengano delle serate pazzesche, onestamente non vediamo l’ora di tornare!

, , , , , ,