Nuok from the block: dalla 188 a Little Italy

Riprendiamo il nostro viaggio (qui la prima parte) attraverso una delle arterie principali del Bronx, la Fordham Road. Scendendo dalla metropolitana verde 4 – perchè si tratta di una sopraelevata, come vi racconterò a fondo articolo – vi ritroverete in una città sud americana in miniatura. Qui siamo all’altezza della 188esima strada.

Le fotografie – nei momenti in cui sono riuscita a tirar fuori la camera – non rendono. E’ impressionante quanto casino si senta: di macchine dai cruscotti incredibilmente addobbati, dei loro clacson continui, di musica latina.

Per inciso: nel Bronx NON ci sono i taxi gialli. Ci sono macchine scure con adesivi più o meno chiari, che hanno la stessa funzione. In compenso si vedono tantissime moto, cosa rara a Brooklyn per esempio.

Poca polizia, almeno nelle ore pomeridiane, ma anche qui il livello di sicurezza lascia abbastanza a desiderare. Ho assistito ad una scena davvero significativa. Un bambino sui dieci anni si è avvicinato ad un banchetto di frutta tagliata, si è comprato un pezzo di papaya, e dopo averla divorata – si è sistemato di nascosto il resto di banconote nelle scarpe, sotto la pianta del piede. Per dire.

Ci sono vari negozi, da drugstore a grandi magazzini di vestiti cheap. Hanno insegne gigantesche, e spesso belle ragazze latine in minigonna che adescano la clientela lungo il marciapiede. Tantissimi anche i venditori ambulanti, e le attività di chi fa piercing e tatuaggi.

Anche qui, si attraversa come viene, senza guardare. Dalla stazione, spalle a sud e testa a nord, addentrandosi nelle traverse West si vedono per lo più neri. Stesso discorso per le prime strade della parte East, prima della vera Little Italy.

In tutta Fordham Ave, fino all’incrocio con l’Univeristà, ho contato esattamente quattro europei. Tre di loro avevano la felpa degli Yankees, uno delle caramelle M&M’S Chocolate. Quasi a dire: “Amico, io sono uno dei vostri.”

Ecco un mercatino senza pretese su Park Ave.

Sconsigliatissimo, come accennato prima, avventurarsi nelle traverse. I murales sono superlativi, ma vi ritrovereste in zone ambigue, e potreste correre rischi inutili.

Superato il grande incrocio Webster Ave, ritroverete alla vostra sinistra la Fordham University. Fondata come ST. JOHN’S College da Bishop John Hughes, la Fordham aprì nel 1841 per servire la chiesa immigrante di New York.

Nel 1907, il college assunse lo stato di università ed il suo nome fu ufficialmente cambiato in Fordham University. Durante il ventesimo secolo, l’Università si ingrandì fino a comprendere undici scuole – con campus nel Bronx, Manhattan e Westchester County.

Proseguendo sullo stesso lato, ammirerete vere perle: prati ed alberi in fiore che avvolgono il Murray-Weigel Residence ed altri palazzi legati alla Fordham.

Un contrasto duro, considerando cosa c’è poche strade più sotto.

Ah! Nemmeno a farlo apposta, a differenza dei loro cugini di Central Park, anche gli scoiattoli qui sono di colore ; )

Camminate lungo la Fordham parte East, per almeno una decina di blocks. Ad un certo punto incontrerete sulla vostra destra questo cartello: Arthur Ave Next. Superate il distributore e girate a destra. Benvenuti a Little Italy!

Il centro di Little Italy è un rettangolo i cui lati sono Fordham Road in alto, la 187 in basso, Arthur Ave a sinistra e Belmont Ave a destra.

Qui ci sono solo europei, la maggior parte italo americani, e si sente parlare un italoinglese davvero simpatico, soprattutto dagli anziani.

Arthur Avenue – al di là delle persone diverse – ha il sapore di una qualsiasi strada del Greenwich di Manhattan, come Perry Street, per intenderci. E’ tranquilla, silenziosa, si incontrano vecchietti dalle facce italianissime, giovani sui tetti a leggere, famiglie con bambini. C’è addirittura chi tiene due giraffe in giardino!

Ovviamente Santi e Madonnine non mancano mai.

Se fate attenzione, in verità di immancabile ci sono anche le bandierine americane – riuscite a trovarle?

E’ subito chiaro che il paragone con la Little Italy – gestita da messicani e mangiata da Chinatown – a Manhattan non regge. E’ chiaramente questa la vera Piccola Italia, nel Bronx. Ci sono addirittura negozietti che vendono ancora l’Orzo Bimbo! Ancora dubbi? Troverete anche la Lemonsoda, le Fette Biscottate Mulino Bianco, la Nutella, la camomilla Sogni d’Oro – il tutto sotto un vigile ed immancabile Pulcinella.

E poi ristoranti, negozi di sigari, panetterie, pizzerie (un paio si vantano addirittura di aver ospitato alcune riprese de Il Padrino), pasticcerie, pescherie.. Un universo di italianità. Per il mercato, bisogna tornare di sabato.

E ancora altri riferimenti religiosi ed una sorta di ultimo saluto ad un tal Anton Nikci – a leggere qualche riferimento su Google, un famoso Albanian/Montenegran del posto.

Si scopre così che a volte gli italo americani in America sono nazionalisti più di noi italiani in Italia. I riferimenti ai colori della nostra bandiera italiana sono ovunque, anche sull’asfalto.

Ogni incrocio ospita addirittura un omaggio ad una regione italiana. Ecco le Marche, all’angolo con la 188esima.

Verso l’imbrunire sono tornata su Fordham, per riprendere la metropolitana.

Un ultimo pensiero: se da una parte è vero che ognuno sta nella propria zona badando bene a non sconfinare troppo, dall’altra parte è altrettanto vero che la contaminazione di usi e costumi è inevitabile. Basti pensare che tornando su Fordham Road, immersa nuovamente nel quartiere afro / latino, ho visto almeno tre banchetti improvvisati di furbetti del gioco delle tre carte.

E’ il modo migliore per tornare a casa questo, perché potrete godervi un’ultima intensa visione del Bronx in semi notturna dall’alto. Finite queste fermate, la linea 4 diventa Express e vi riporterà a Union Square (o più giù) in un attimo.

Alice Avallone
testi e foto, 2 aprile 2010



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