È un’insaziabile ed eclettica curiosità a spingere Pierpont Morgan, collezionista e intraprendente banchiere americano dell’Ottocento, ad accumulare nel corso della sua vita una serie impressionante di manoscritti, stampe antiche, preziosi volumi, sigilli orientali e oggetti d’arte. Cercando loro una dimora, Morgan sceglie per la sua collezione un edificio su Madison Avenue, che rimette a nuovo sulla falsariga dei palazzi rinascimentali visti in Italia.

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Nel 1924, suo figlio J. P. Morgan jr decide di regalare ai newyorchesi il tesoro del padre. Apre così i battenti la Morgan Library. Ridisegnata nel 2006 da Renzo Piano, nel 2010, dopo circa un secolo, l’edificio completa il processo di ristrutturazione, che distribuisce su ogni livello, dai luminosi atri del piano terra ai tesori dei piani inferiori, dalla libreria barocca rimasta intatta fino alla ricca collezione di arte orientale, le meraviglie di una delle più affascinanti collezioni d’arte di New York.

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Di solito, si consiglia di iniziare il tour dall’auditorium al piano inferiore, con un video sulla storia di Pierpont Morgan. Ma se l’attesa tra una proiezione e l’altra si prolunga più del dovuto, non aspettate. Spesso in regia ci si addormenta. Meglio proseguire al piano di sopra. E lasciarsi rapire dai soffitti della biblioteca, una vertigine di colori accesi, figure mitologiche, medaglioni dorati e iscrizioni, rosoni di vetro e cornici intrecciate, da cui è impossibile staccare lo sguardo.

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A riportarvi a terra, solitamente ci pensa un guardiano. Se invece è impegnato a parlare con qualcuno, aspettate il vostro turno. Ne vale la pena. Vi porterà a sbirciare tra uno scaffale e l’altro della libreria, all’angolo interno a sinistra, per illustrarvi la complessità e l’intelligenza della costruzione.

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Ma il vero tesoro della Morgan Library sono i suoi manoscritti autografi, dove scrittori e musicisti hanno riversato estro e melodie, cimeli che fanno di questo museo una tappa imperdibile per bibliofili e musicofili di ogni età. Dalle teche di vetro, le minime disordinate di Beethoven, le biscrome sottilissime e precise di Chopin, le semiminime spesse e ondulate di Bach, le grafie dei compositori di una volta sembrano pronte a tornare a suonare.

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Altamente consigliato, anche agli amanti delle visite non guidate (come la sottoscritta), prendere un paio di cuffie e lasciarsi accompagnare dalle note, provando a immaginare la genesi delle melodie più belle dei secoli scorsi, seguendo allo stesso tempo il ritmo della musica e dell’inchiostro. A proposito di scoperte musicali, fate attenzione alle vecchie stampe: tra gli antenati del padrone di casa c’è anche l’inventore di una delle melodie più diffuse e ascoltate al mondo!

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Nella Morgan Library ci si imbatte nel dietro le quinte delle opere più famose, immaginando il tentennamento di un autore, l’esitazione prima della scelta di un aggettivo o di una sfumatura. Come se qui si fermassero le bozze e gli schizzi a fare le prove, prima del debutto. La scrittura disordinata di Balzac e Lord Byron, quella elegante, quasi corsiva di Jane Austen, la grafia regolare e contenuta di Virginia Woolf, gli scarabocchi di James Joyce, sembra che gli scrittori ci abbiano scelto come confidenti personali, esclusivi. Ma non solo. Rivaleggiando con le grandi collezioni europee, Pierpont Morgan riuscì ad avere gli schizzi di Rubens, di Watteau, di Pontormo, i disegni di Rembrandt durante il suo viaggio negli Stati Uniti, i ghirigori a matita di Degas e di Blake, le “brutte” copie, i disegni preparatori dei maggiori artisti europei.

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E se i manoscritti autografi, tra cui l’unico sopravvissuto del Paradiso Perduto di Milton e tre copie della Bibbia di Gutenberg, sono la punta di diamante della collezione permanente, non di rado le esibizioni temporanee sono per lo piùraccolte di schizzi, di carboncini, di bellissimi tratteggi a matita di pittori come Delacroix, David, Ingres.

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Inoltre, la Morgan Library mette a disposizione lo screening di buona parte del suo tesoro autografo, grazie al progetto Corsair, un database che conta oltre 250.000 immagini rare digitalizzate, tra cui manoscritti medievali, sigilli e stampe antiche, tutti consultabili on-line. Per continuare a curiosare dietro le quinte dell’arte.

photo credit: The Morgan Library
Tra le esibizioni temporanee, è da non perdere quella dedicata a Charles Dickens, allestita fino al 12 febbraio 2012. Per sentirsi un po’ più vicini al grande narratore inglese, instancabile attivista e curioso del mondo, che trovava conforto solo nel movimento perpetuo.


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