Una parte degli italiani è cresciuta mangiando spaghetti, giocando a pallone e sognando l’America. Gli Stati Uniti ci hanno sempre affascinato e rappresentano per tutti noi – e per tanti altri europei – la terra delle grandi opportunità, un luogo in cui tutto diventa possibile e i sogni si avverano.

Siamo cresciuti ascoltando canzoni che elogiano questo paese, guardando film e serie televisive che mostrano come a New York, o in qualsiasi altra città degli Stati Uniti, se si hanno buona volontà e talento, si possono ottenere quel successo e rispetto che in patria sono così difficili da conquistare. In questo paese, l’impossibile diventa possibile e il “Yes, we can” è diventato il motto nazionale.

Tra la fine del 1800 e nei primi anni del 1900, circa 5 milioni d’immigrati italiani cercarono rifugio e lavoro in America. I primi arrivarono a New York intorno al 1880 e formarono la loro comunità in Lower Manhattan, creando un vero e proprio quartiere popolato solamente e interamente da italiani.
In passato, Little Italy si estendeva non solo su Mulberry Street e Broome Street, ma anche su Canal Street, Bleecker Street, e parte della Bowery. Purtroppo negli ultimi anni, il quartiere si è notevolmente ridotto poiché la maggior parte degli immigrati italiani si è trasferita in altre zone di New York. Chinatown, il quartiere limitrofo, è passato da 7 a 40 isolati nel giro di pochissimi anni, occupando anche le zone che una volta erano abitate dagli italiani.
Quel poco che resta di Little Italy è stato trasformato in una vera e propria attrazione per turisti in cerca di una zona che vagamente “looks like” la vera Italia.

Mulberry Street, la via principale di Little Italy, è sede di ristoranti, bar, gastronomie e negozi di souvenir italiani e italo-americani. Percorrendo questa strada, sarete invitati più volte dai camerieri a provare la cucina dei vari ristoranti.

Non lasciatevi confondere e convincere, i ristoranti di Little Italy sono una vera trappola per turisti!

Se invece siete in cerca di prodotti italiani per le vostre cenette newyorkesi, in queste gastronomie, gestite da famiglie italo-americane, potrete trovarne qualcuno. Ma attenzione! Questi negozi vendono oltre ai prodotti italiani più famosi, anche tante marche e cibi amati dagli italo-americani che sono totalmente sconosciuti ai veri italiani! DiPalo’s Fine Foods vende molti tipi di formaggio, prosciutto, biscotti e olio d’oliva.

La famiglia Alleva ha aperto la propria gastronomia nel 1892. Questo è in assoluto il negozio italiano più vecchio di Little Italy ed è famoso per la vendita di alcuni formaggi italiani e “home made mozzarelle”.

Piemonte Ravioli, aperto nel 1920, vende ogni tipo di pasta: tortellini, ravioli, agnolotti, cannelloni, gnocchi, tagliatelle e molti altri ancora!

Se siete in cerca di utensili per la cucina, caffettiere, cd di autori italiani, oggetti tipici come le statuine del presepe e altri decisamente più pacchiani, E. Rossi & Co. è il negozio per voi! Aperto nel 1910, è un pezzo di storia di Little Italy. Situato al numero 193 di Grand Street, questo negozio vende proprio di tutto, dai fumetti di Topolino alle macchinette per preparare la pasta in casa. Se invece avete nostalgia del vero cappuccino italiano, dovete provate Ferrara Bakery. I gelati e i dolci sono veramente buonissimi e l’atmosfera è proprio quella di un bar italiano.

A settembre, l’intero quartiere festeggia San Gennaro, il santo patrono di Napoli. Per 11 giorni, Mulberry Street, Broome Street e parte di Canal Street sono invase da bancarelle che vendono uno street food tutto italo-americano: cannoli, struffoli, tiramisù, salsicce, pannocchie, spumoni e molto di più! I primi immigrati italiani hanno, negli anni, cambiato e modificato alcune ricette tipiche del nostro paese per meglio adattarle ai gusti amati dagli americani, creando un vero melting pot di sapori!

Little Italy, purtroppo, è anche famosa per essere stata una delle location principali della mafia italiana (mob) di Manhattan. Infatti, le famiglie mafiose Gallo, Gambino, Genovese, Lucchese e Bonanno vivevano in questo quartiere e le violente lotte fra clan erano all’ordine del giorno!

Se volete sapere di più sulla comunità italiana immigrata a New York, visitate l’Italian American Museum. Potrete trovare foto del quartiere e giornali risalenti ai primi anni del ‘900.

Sebbene la maggior parte degli immigrati italiani del secolo scorso non viva più a Little Italy, questo quartiere rappresenta pur sempre un pezzo della storia di noi italiani in America: le fatiche, le lotte, le discriminazioni subite, le speranze ma soprattutto i sogni dei “nostri” antenati e la loro avventura in America. E il sogno americano continua tuttora!

Infatti, sono sempre moltissimi gli italiani che abbandonano, temporaneamente o non, il proprio paese per cercare di realizzare i propri sogni sul suolo americano. O, forse, devono solo toccare con mano e verificare con i propri occhi se l’America è veramente come i film, le canzoni, le serie televisive, e i libri l’hanno descritta, decantata e osannata.



[...] gli altri, compaiono numerosi italiani, come Pina Alleva (sì, proprio quella famiglia Alleva) che deve essersi evidentemente meritata questo onore per aver deliziato la città con le [...]
[...] sì! Anche qui! C’eravamo stati l’anno scorso, ricordate? La Little Italy di Manhattan sarà ancora più tricolore del solito dal 15 al 25 settembre con la Festa di San Gennaro e più di [...]
[...] Patrono di Napoli, San Gennaro, morto martire il 19 Settembre 305. Gli immigrati che formarono la prima comunità di italiani a Little Italy intorno ai primi del ’900, provenivano per lo più dal capoluogo partenopeo, e sentirono [...]