Urban Safari

Lincoln Center: Emotion in Slow Motion

Quanti sentimenti può esprimere un volto? La gioia, la tristezza, la speranza. Quante emozioni interpreta un attore? La noia, l’irrequietezza, la malinconia. Quante persone può diventare? Una regina, un mendicante, un bambino, un innamorato.

Al Lincoln Center, piazza di opera e balletto, un grandissimo schermo largo 85 piedi e alto 45 (25 metri per 13) ricopre la parete nord del David H. Koch Theater. Sullo schermo vengono proposte scene tratte da cinema, opera o teatro, proiettate al rallentatore, in modo da rendere visibile, come sotto una lente d’ingrandimento, cambi d’espressione quasi impercettibili.

“Portraits in Dramatic Time” mostra “ritratti” sovradimensionati, proiettati a velocità iper-ridotta. L’installazione è opera del fotografo e visual artist americano David Michalek, non nuovo a questo tipo di tecnica. Nel 2007 “Slow Dancing” venne presentato in questa stessa piazza prima di partire per un tour internazionale: momenti di danza, dal balletto alla samba, passando per il funky, il voguing, e la break-dance, ripresi a rallentatore.

Con “Portraits” l’analogia è forte, e dal mondo della danza si passa a quello della recitazione con attori provenienti da Broadway, dall’Opera, dal Teatro e dal Cinema.

David Michalek ha ripreso i soggetti utilizzando un apparecchio ad alta definizione. La camera fissa riprende l’azione per una durata di 10-15 secondi, suddivisi in migliaia di fotogrammi.

Il risultato è un filmato di circa 6-7 minuti.

Grazie alla proiezione a rallentatore è possibile catturare non solo le espressioni mimiche di ciascun personaggio, ma anche l’enorme varietà di tecniche adottate da ciascun attore.

Tra i maggiori artisti troviamo Alan Rickman, Patti LuPone, William H. Macy, Roger Rees, Ludivine Sagnier, Lili Taylor, la compagnia Radiohole e SITI Company.

Ma quel che interessa non sono gli attori quanto i personaggi e le emozioni che presentano. Quel che può sembrare impercettibile, a volte sfuggente, è ora sotto gli occhi di tutti come centro del racconto, capovolgendo la natura stessa della narrazione. Lo spettatore è profondamente catturato e coinvolto dalla scena sullo schermo: il tempo, dilatato, crea un effetto di suspense e allunga la storia, facendo riscoprire una dimensione temporale che oggi purtroppo si è persa. Il contrasto con la fruizione attuale dell’immagine è grande: abituati ad un mondo veloce, dove una pagina web si ricarica in pochi istanti, subiamo la dipendenza dalla velocità. La proposta di Michalek, in controtendenza, sorprende per la sua audacia. E’ una proposta di lentezza e profondità, che indaga il sentimento umano laddove soltanto uno sguardo rallentato e attento può coglierlo. Il risultato è stupefacente e amato dal pubblico: passanti e curiosi si fermano per ore sul bordo della fontana, mentre i terrazzi del Met e del Avery Fisher Hall affacciati sulla piazza, si riempiono di spettatori. Tutti seguono in silenzio, catturati da un’azione che muta lentissimamente sotto i loro occhi. Quando la scena sfuma in quella successiva, parte uno scrosciante applauso.

L’installazione è visibile tutti i giorni dalle 8:45 alle 11:45 di sera, dal 5 al 31 luglio 2011. Affrettatevi, voi che potete!



Lascia un commento