Urban Safari

Esclusiva Nuok: A New York il primo turista da Marte

Questa non è un’intervista come tante altre.
Oggi a Nuok abbiamo un’anteprima letteralmente spaziale.

Signore e signori, il primo turista a New York da Marte.

:: Benvenuto su Nuok! Ci racconti brevemente di te?

Grazie per l’accoglienza! Mi chiamo ##&%++* (pronuncia terrestre nùochi), sono un costruttore di tombini e vengo da Marte. L’anno scorso, dopo tre bocciature, ho finalmente preso la patente intergalattica e con i soldi risparmiati mi sono regalato una vacanza a New York.

:: Che cosa ti ha spinto a venire proprio nella Big Apple?

Il mio primo approccio con New York è legato a motivi di lavoro. Un cliente molto sofisticato ci ha chiesto per il suo giardino “un classico tombino newyorkese, con il vapore e tutto il resto”. Io ho detto che non c’erano problemi, ma non avevo la più pallida idea di cosa fosse New York o un tombino newyorkese, e così sono andato su robotpedia e mi sono aggiornato. Dal tombino ai film di Woody Allen il passo è stato breve. Mi sono proprio innamorato della città… E anche della cliente! E’ diventata la mia fidanzata! E pensare che la Terra l’avevo sempre snobbata…

:: Che cosa ti ha lasciato a bocca aperta in questa città?

Senza dubbio i grattacieli. Su Marte le case sono tutte basse, la densità abitativa è di due robot per chilometro quadrato. Magari voi esseri umani, che siete dieci volte più alti di me, ci siete abituati, ma per un robot i grattacieli di New York sono davvero una cosa impressionante. E poi mi ha colpito tutta questa diversità di materiali: da noi è fatto tutto in ferro, plastica, chip, carta e cartone. Quando ho visto il ponte di Brooklyn mi si sono accesi i led per lo stupore: non avevo mai visto dal vivo un ponte fatto di mattoni.

:: Esiste ancora il sogno americano secondo te?

Non so bene cosa intendiate con questa espressione, perché da noi solo pochissimi conoscono New York e l’America. Però posso dire che in appena due settimane, e nonostante alcuni contrattempi, ho avuto tantissime esperienze positive. La mia rubrica si è riempita di numeri di telefono (ah, le newyorkesi!). Ho mangiato carne e dolci di ottima qualità, e bevuto vino e benzina eccezionali. Addirittura, una sera nel Village, in un bar ho conosciuto un regista teatrale e mi ha offerto un lavoro, un piccolo ruolo nel suo nuovo musical di Broadway! Ma ho dovuto rifiutare: ho troppe commesse di tombini che mi aspettano a casa. Comunque, se questo non è un sogno, poco ci manca!

:: Che cosa hai provato la prima volta che hai messo piede (pardon, ruota!) a Manhattan?

A dire la verità è stata dura raggiungere Manhattan: appena arrivato, ho avuto qualche problema con la metro, ma alla fine me la sono cavata. Quando le mie ruote si sono finalmente poggiate sulle strade di Manhattan era notte, ma se non fosse stato per il mio orologio interno, non me ne sarei neanche accorto: l’appartamento che avevo fittato era a Times Square, e la piazza era illuminata a giorno. Nonostante l’orario, c’erano turisti che facevano foto, poliziotti a cavallo, e anche un McDonald aperto. Mi sono sentito a casa. Anche su Marte la differenza fra il giorno e la notte è minima; anche noi abbiamo un sacco di luci.

:: Marte vs New York: chi vince? Che cosa importeresti su Marte da New York? E viceversa?

Di New York mi piace il fatto che  è sempre piena di vita, a tutte le ore del giorno e della notte. Non ci sono orari, puoi fare tutto quello che vuoi, e quando vuoi. Su Marte invece le giornate sono molto noiose: siamo stati abituati, fin da quando ci hanno attivati, a rispettare orari e protocolli molto rigidi, e anche quando siamo liberi di fare delle cose un po’ diverse, siamo noi stessi che ci blocchiamo, vinti dall’abitudine. Per dire, se alle dieci hai voglia di uscire per strada puoi farlo, ma non trovi nessuno; a quell’ora i locali chiudono, e la gente si rintana nei suoi salotti. Su Marte importerei questa grande vitalità, questo disordine organizzato che è il vero ritmo della città. A New York invece porterei i nostri mezzi di trasporto: è davvero estenuante per uno come me aspettare la metro per ben dieci minuti, e poi magari rimanere in piedi! Ma capisco anche che quando vai in questi posti sottosviluppati devi accettare alcuni disagi.

:: La vista più bella di New York: Empire o Rockefeller?

New York dall’alto l’ho vista arrivando con l’astronave, per me non aveva senso pagare un biglietto per andare fin lassù. Invece raccomando la Promenade, a Brooklyn Heights. Fra l’altro non ci sono muretti che ostruiscono la visuale – che per uno piccolo come me sono un problema – ma solo ringhiere, e così posso godermi il panorama comodamente poggiato a terra, senza fare strane e pericolose acrobazie.

:: Ci consigli un buon ristorante da provare assolutamente?

Fiore, un ristorante italiano nella zona di Williamsburg, a Brooklyn. Antipasti abbondanti, ottimi primi di pesce, e come secondi della carne eccezionale. Sono anche robot-friendly, che è raro a New York: per farmi raggiungere comodamente il bancone mi hanno messo vari cuscini sullo sgabello, sono stati davvero gentilissimi. Però ricordatevi sempre di dare la mancia! Il loro barista non perdona.

:: New York: meglio partire da single o in coppia?

Devo dire la verità: all’inizio avevo programmato di venirci con la mia fidanzata, ma quando mi ha detto che il lavoro alla Blade Runner Foundation la tratteneva su Marte non mi è dispiaciuto troppo, se capite cosa intendo… Insomma, per un single New York è davvero la città perfetta. Conosci ragazze ovunque: nei bar, in metro, negli ascensori… Non devi neanche andare in discoteca, e per me è un sollievo, non sono mai stato molto bravo a ballare. Un’altra cosa positiva che ho notato, è che non devi essere bello per forza per attirare l’attenzione; piuttosto, devi avere qualcosa di particolare, che altri non hanno. Un accento, una maglietta, leggere un fumetto raro… Cose così. Noi robot, da questo punto di vista, siamo fortunati: siamo in pochi a New York, e pochissimi da Marte; la NASA ci dà un visto turistico di max 90 giorni, per cui non ci sono mai tanti robot in città. Insomma, siamo merce rara, e questo ci rende interessanti agli occhi dei newyorkesi. Detto questo, New York sa essere anche romanticissima, e durante certe albe – o certi tramonti – tutto quello che vuoi è sintonizzare il tuo bluetooth con quello della tua dolce metà, e scambiarvi dati sotto la luce rossa e abbagliante del sole. Quello mi è mancato, devo ammetterlo.

:: Un posto da visitare assolutamente.

L’Apple Store. Di solito non amo i musei, ma non avevo mai visto tanta roba vintage tutta insieme e funzionante, è stato davvero divertente!

:: Il tuo piatto preferito nella City!

Le cupcake: ne esco pazzo, potrei mangiarne a decine. Non le conoscevo proprio, ma appena le ho assaggiate mi hanno subito conquistato. Le migliori sono quelle di Baked. Al secondo posto, continuando con i dolci, direi le orange brioche di Margot, coi canditi sopra e la crema dentro. Da urlo. E al terzo posto… Le cupcake di Magnolia! Se ancora non si era capito, adoro le cupcake…

:: Se New York fosse un colore…

Direi il giallo dei taxi. Mai visto tanto giallo in tutta la mia vita!

:: Il personaggio più strano che hai incrociato nella Big Apple.

Un taxista! Era un tizio del Bronx, di colore, un gran chiacchierone; aveva occhi enormi, che mi incutevano timore. Ha cominciato a parlare, come fanno tanti taxisti qui a New York, e poi però non ha aspettato le mie risposte, ma è andato avanti con un vero e proprio monologo sui newyorkesi, e sui turisti… Un po’ inquietante, a dirla tutta, ma me la sono cavata anche quella volta. E’ stato grazie a lui che ho scoperto il vostro sito.

:: Il tuo posto segreto a New York…

E’ una cosa tipicamente da robot, ma il posto che più mi è rimasto nell’hardware è il laboratorio di lavorazione del ferro di Avi Kendi a Berry Street, sempre a Williamsburg, Brooklyn. Quell’essere umano lì fa delle robe incredibili. Quando la mia fidanzata Enrichetta ha visto le foto delle sue opere, si è subito messa in moto per organizzare una mostra su Marte.

:: Prossimi progetti?

Sto sistemando i video delle mie avventure qui a New York, e conto di mandarveli al più presto, ma a una condizione: non metteteli su yourobotube! Se li scopre Enrichetta mi disattiva tutti i chip!

Promesso, a presto!



Commenti (3)

  1. elena

    Ragazzi, siete proprio forti. :)

  2. [...] i lettori di Nuok siano amanti delle cupcakes è noto, lo stesso Nuoky ne è decisamente goloso – d’altra parte, come non esserlo? Così siamo andati alla [...]

  3. [...] buoni motivi ci sono. E’ stupendamente bravo a scrivere, sia quando si tratta di cosa serie, sia quando deve intervistare i marziani. Ha scritto anche racconti, romanzi, dichiarazioni d’amore, sfoghi di rabbia, numeri di telefono [...]

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