A poche strade da Union Square, si trova Gramercy, una delle zone più esclusive di tutta New York City: un quadrato di lussuosi appartamenti che si affacciano sull’omonimo parco recintato. L’accesso alla zona verde è prerogativa dei residenti, che pagano una quota annuale di circa 350 dollari per la chiave (in caso di perdita la multa è di 1000 dollari!).
Il nome “Gramercy” deriva da “Crommessie” che a sua volta deriva dall’olandese “Krom Moerasje“, ovvero “piccola palude storta” descrivendo la forma che aveva una volta quest’area malsana, tagliata originariamente da un ruscello – dove ora sorge la 21st strada.

Nel 1831 Samuel B. Ruggles, sviluppatore e sostenitore degli spazi aperti, propose di recuperare questa piccola palude e farne un parco. Spese così 180 mila dollari per prosciugare e ridisegnare l’area. Dopo aver distribuito gli appezzamenti di terra, edificato le prime case e creato una apposita legislatura per il quartiere, nel 1918 venne dedicata una statua al centro del parco ad uno dei residenti più famosi, Edwin Booth – grande attore shakespeariano del 19th secolo e fratello di John Wilkes Booth, l’assassino di Abraham Lincoln.

Nuok è stato invitato ad una serata in una delle case più esclusive e costose in occasione di un’asta organizzata da IMAFestival e dall’agenzia immobiliare The Corcoran Group. Eccoci al numero 22 di South Gramercy Park.

Ridisegnata dal pluri premiato architetto di Manhattan Michael Haverland, la casa si sviluppa su tre piani per un totale di 336 metri quadrati. La prevalenza delle tinte beige e lo stile dell’arredamento fanno l’occhiolino agli anni ’70, come del resto la presenza di vetri opachi, marmi bianchi e pannelli di mogano.

Questa prestigiosa location, offerta da The Corcoran Group, ha dato l’opportunità all’International Migration Art Festival (IMAF) di promuovere i lavori artistici di due talenti italiani che vivono a New York, Michela Martello e Giorgio Casu – che abbiamo avuto la fortuna di intervistare per voi qualche mese fa.

Un gruppo di ospiti selezionati ha avuto la possibilità di aggiudicarsi le opere d’arte esposte attraverso una “silent auction” (gli interessati potevano scrivere il proprio codice sui fogli lasciati vicino ai lavori artistici).

Il pubblico ha potuto inoltre curiosare per tutte le stanze della casa…

… ed assistere ad una live performance dei due artisti italiani dal sapore vagamente bucolico.

Accompagnati dalla melodia di una viola, Michela e Giorgio hanno realizzato un’opera d’arte con prodotti rigorosamente made in Italy.

Olio, farina, uova e vino.

Il risultato? Eccolo qui.

You can’t make art without breaking eggs.

Ah! Anche la casa era in vendita: appena 22 milioni di dollari per un edificio del 1865 con ascensore interno, cinque bagni, otto stanze e tre terrazzini.

Che aspettate a fare la vostra offerta? Ci sono anche i caminetti nelle quattro camere da letto!



[...] suo prezzo oscilla fra i 7 e i 35 milioni di dollari (per esempio l’appartamento a Gramercy Park che Nuok ha visitato qualche settimana fa, in occasione di un evento artistico). Ma nell’ultimo anno sono aumentate anche le proprietà il [...]