Archinuok – The American ol’ fashioned Museum

UPDATE 15 Maggio 2011: Defaulted by debts

Di recente si è saputo che l’American Folk Art Museum sta trattando per la vendita della propria sede sulla 53rd Street con il famoso vicino, il MoMa.
Purtroppo il museo non è mai riuscito a rientrare dalle spese sostenute per la costruzione dell’eccezionale edificio disegnato da Tod Williams Billie Tsien Architects e si trova ora costretto a vendere la causa stessa del debito.
Il museo tornerà nella piccola sede a Lincoln Square. Purtroppo un’avventura che è durata poco.
Non dubitiamo che il MoMa avrà i mezzi per utilizzare al meglio l’ex-American Folk Art Museum Building, nell’attesa di vedere l’inizio dei lavori per il grattacielo (sempre del MoMa) progettato da Jean Nouvel che sorgerà proprio a fianco dell’edificio.

:: :: :: :: ::

Nella 53th Street, proprio accanto al Moma, si trova uno edificio stretto, nascosto dietro ad una gigantesca scultura in pannelli metallici piegata e spezzata, che pare voler rendere ancora più evidente la sua diversità. Ebbene, questa facciata inaspettata tra le superfici di vetro e acciaio dei grattacieli è niente poco di meno che l’ingresso dell’American Folk Art Museum – che avevamo visitato insieme qualche mese fa.

La particolarità di questo edificio sta innanzitutto nel suo voler essere “folk”, popolare e handmande: gli architetti che hanno completato il progetto nel 2001, Tod Williams e Billie Tsien, hanno voluto che le impurità del metallo (assolutamente non casuali) e l’aspetto “grezzo” rievocassero il lavoro manuale dell’artista sull’opera, proprio della folk art.


delirioustampa

La piega e la spaccatura che movimentano la facciata sembrano il risultato di un unico colpo ben assestato, mentre i pannelli che la compongono appaiono a volte di pietra, a volte di metallo, a seconda di come la luce li colpisca.


below_Rab!

Una volta entrati, passando attraverso una delle due aperture nella facciata, si accede al luminoso atrio a doppia altezza, da cui partono tre differenti sistemi di scale che permettono di esplorare il museo come meglio si crede. I solai dei quattro piani espositivi sono bucati in più punti, movimentando quindi il percorso e permettendo alla luce di penetrare attraverso tutti i livelli. Il fascino “ruvido” del museo è ribadito attraverso la scelta dei materiali utilizzati per gli interni (legno, cemento e acciaio).

L’allestimento del museo dipende direttamente dall’organizzazione del progetto voluta dagli architetti: le opere sono disseminate un po’ ovunque (addirittura sulle scale), come a voler approfittare di tutto lo spazio disponibile. Si alternano piccoli spazi più intimi e sale più grandi.

Se gli spazi riservati al pubblico si trovano nell’edificio vero e proprio, gli uffici, le aule e l’auditorium sono invece sotterranei: la densità urbana, i prezzi e il rigido regolamento edilizio spingono spesso a realizzare parte dei palazzi sottoterra (la Morgan Library di Piano vi ricorda qualcosa?).

Il risultato rievoca una wunderkammer contemporanea (anche a grazie al gusto un po’ retrò di alcune opere) e in alcune scelte architettoniche ricorda in qualche modo Louis Kahn o anche il nostro Carlo Scarpa.



Lascia un commento