Dove vanno i newyorkesi nel loro tempo libero? Noi di Nuok ce lo siamo chiesti e abbiamo girato la domanda ad alcuni di loro, che rispondendo ci hanno dato lo spunto per visitare angoli di NYC forse meno battuti dai turisti ma altrettanto speciali. Abbiamo incontrato cuochi, artisti, psicologi, creativi, che ci hanno raccontato la loro New York e noi passiamo le info a voi; fatene tesoro sia che siate a NY in vacanza, o che abbiate deciso di trasferirvi qui.

Questa è Nadette Staša.
Nadette fa tante cose, così tante che elencarle tutte sarebbe impossibile: è una performer, una casting director, una produttrice e un’insegnante. Ha più di 20 anni di esperienza nel campo dell’entertainment, ha fondato la Lega di Improvvisazione Teatrale USA ed è la co-fondatrice del Peace Museum di NYC.
Nadette è una newyorkese entusiasta e allegra, una ciclista avida – come si definisce lei – che gira la città assieme a Olive, il suo cane, e organizza Bike Rides assieme a Peace Museum. Ci ha raccontato la “sua” Battery Park, piena di simboli che non sempre si trovano sulle guide turistiche.
Commozione all’Irish Hunger Memorial
Creato dall’artista Brian Tolle in ricordo della carestia che dal 1845 al 1852 colpì l’Irlanda e che causò la migrazione verso gli Stati Uniti della sua popolazione, è forse uno dei monumenti più toccanti e ricchi di simboli della città.
E’ adagiato su una base in calcare sulla quale sono state disposte 32 pietre, una per ogni contea irlandese. Nella parte inferiore si trova un corridoio, all’interno del quale una voce registrata legge statistiche e descrizioni delle carestie nel mondo, mentre i testi riportati sulle pareti del tunnel riportano anch’essi statistiche assieme a poesie, canzoni, rapporti parlamentari sullo stesso argomento. Nel memoriale è presente la rovina di un Cottage Irlandese originale dell’epoca.

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L’estensione della parte superiore e coltivata del monumento (un quarto di acro) ha anch’essa un significato preciso: sembra infatti che ai tempi della carestia la Irish Poor Law negasse aiuti statali a chiunque possedesse più di un quarto di acro di terra. Da questa parte del monumento sono visibili la Statua della Libertà ed Ellis Island, simboli di speranza per gli emigranti che lasciavano la loro terra.
Robert Wagner Park
Avete pensato all’attore di Cuore e Batticuore? Sebbene a NYC sia tutto possibile, non è questo il Robert Wagner in questione; il parco è stato dedicato a Robert Wagner Jr, membro del consiglio della città e del Board of Education tra gli anni ‘80 e ‘90.

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E’ uno spazio perfetto per rilassarsi e per passeggiare tra parchi e giardini, seguendo sentieri che portano poi al Museum of Jewish Heritage e alla terrazza pubblica dalla quale è possibile ammirare il porto di NYC e sempre lei, Miss Liberty. Per raggiungerlo, procedete verso nord dall’Historic Battery Park, all’altezza di Battery Place.
La storia della Sfera di Fritz Koenig
La Sfera di Koenig è una scultura in metallo che occupava il centro della fontana ai piedi delle Torri Gemelle. Sepolta dal crollo dei due edifici, riemerse durante i lavori a Ground Zero, acciaccata ma ancora riconoscibile. Al suo interno fu incredibilmente trovata una bibbia, assieme a un seggiolino di uno dei due aerei dirottati contro le torri. Si decise di erigerla nuovamente ricreandone la base, e fu inaugurata l’11 Marzo 2002.

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Oggi la sfera, che è il simbolo della Pace e della ricostruzione, si trova a Battery Park, anche se per molti il suo posto dovrebbe essere all’interno del Memoriale delle Vittime dell’11 Settembre 2001.
Il Labirinto della Contemplazione
The Labyrinth of Contemplation è secondo Nadette uno dei posti più particolari di NYC, un tesoro nascosto, che pochi conoscono. Si trova all’inizio di West St a Battery Park City.

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“E’ una specie di giardino segreto, che adoro mostrare alle persone ma che mi piace frequentare anche da sola”. Il Labirinto della Contemplazione, creato da Camino de Paz Labyrinths fu inaugurato durante il primo anniversario degli attacchi alle Torri Gemelle.
Non immaginatevi però siepi alte e tunnel nei quali perdersi: questo è invece un posto per ritrovarsi. E’ un sentiero delineato da piccoli blocchi di granito da seguire meditando, uno strumento per riflettere, per superare il dolore, per onorare chi non c’è più e guarire. Nadette lo definisce “un’oasi di pace in una città in cui, come diceva Simone de Beauvoir, “il cuore batte più veloce che in qualsiasi altro posto’”.


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