napule

Let's Eat

Una passeggiata tra i nuovi ristoranti bio di Napoli

30 marzo 2015

Ricordate che eravamo già stati da Amico Bio? A Napoli, negli ultimi tempi, c’è stata una vera e propria esplosione bio che ci ha fatto venire voglia di continuare il nostro giro e scegliere tre posti che potessero coprire le varie esigenze: spesa, pranzo veloce, pausa tè.

bio-napoli-cambiovita-ingresso

Iniziamo dal più vecchio dei tre locali scelti. Vecchio si fa per dire, visto che Cambiovita ha compiuto un anno lo scorso marzo. Ad accoglierci, all’ingresso, una graziosa bici con cestino/cassetta di frutta. E anche quando entriamo l’arredamento resta un po’ shabby chic (il giusto, non troppo). Quindi, ovviamente, tanto legno scartavetrato e ritinteggiato in bianco, grigio e salvia… Ma quello che ci è piaciuto di più è il clima che si respira appena si inizia a ordinare. Perché Cambiovita ha fatto della lentezza una sorta di regola interna. A cominciare dal garbo con cui ci è stato proposto il menu, per proseguire con gli incontri pomeridiani di lettura e scrittura, i Pomeriggi lenti.

bio-napoli-cambiovita-riso

Per pranzo abbiamo ordinato una bella porzione di cuore. Scherziamo. Il pasto è stato completamente vegetariano, e il cuore era di riso Venere condito con pesto di pomodori secchi. Il pesto era ottimo. Attenzione perché, visto che di pesto si parla, l’aglio la fa da padrona.

Dopo il riso abbiamo assaggiato insalata di rape rosse con feta e torta di carote e mandorle (molto buona). Ma la cosa più simpatica è stata la tisana con cui abbiamo concluso il pranzo, anzi, il modo in cui ci è stata servita: tisaniera, tazza, zucchero e… una clessidra. In teoria la clessidra dovrebbe servire a misurare il tempo di infusione; in realtà, vedere quei tre conetti di sabbia colorata porta automaticamente a fermarsi, respirare e allontanare ogni fretta.

bio-napoli-cambiovita-clessidra

Volendo, le clessidre sono in vendita perché Cambiovita ha anche il corner per la spesa: è piccolo, ma abbastanza fornito (ha anche una sezione libri). Si possono preparare confezioni regalo molto belle con vasetti di tisane, filtro e, ovviamente, la clessidrina. E, se ne sentite il bisogno, potete farvi anche un autoregalo.

bio-napoli-cambiovita-tisane

Il secondo dei nostri tre bio-luoghi preferiti è ’O Grin. L’apertura del locale nasce da una scelta etica che ognuno dei tre proprietari ha fatto anzitutto nella propria vita privata. E il resto viene da sé. Quindi, oltre al cibo rigorosamente vegano, tutto da O’Grin è mirato a ridurre l’impatto sull’ambiente: rifiuti zero, stoviglie e piatti biodegradabili (ricordate le posate in legno che ci erano piaciute tanto in Norvegia? Le usano anche loro), detergenti ecologici.

bio-napoli-o'grin-maschera

Qui l’atmosfera è più da tavola calda/gastronomia: mensole al posto dei tavoli, piastrelle alle pareti, sgabelloni in legno… e a destra dell’ingresso, enorme e bellissima, non poteva mancare la lavagna coi piatti del giorno.

bio-napoli-o'grin-lavagna

L’offerta è difficilissima da riassumere perché cambia praticamente ogni giorno. In genere ci sono un paio di primi, un paio di timballi, tre dolci e, soprattutto, i nostri preferiti: i rotolini. Pasta di pane integrale farcita con verdure e arrotolataTra le bevande vi consigliamo quella di produzione propria, la Crisommola zen. “Zen” sta per zenzero, mentre la Crisommola è un’albicocca tipica del Vesuvio (ricordate che ne avevamo già parlato nella spesa di Eccellenze Campane?). Forse, la peculiarità di ’O Grin è quella di aver unito la tradizione locale all’alimentazione vegana. Spesso, per esempio, capita di trovare pasta e cocozza: piatto tipicamente napoletano eppure perfettamente vegan.

bio-napoli-thegreencorner-scaffali

Il più giovane dei tre posti scelti nel nostro giro è The Green Corner, aperto a dicembre. Anche questo posto, come i precedenti, ci colpisce già visivamente: una grande veranda e all’interno, da un lato, il bancone del bar, dall’altro scaffali pieni di prodotti. The Green Corner è sia bar che biomarket. Di tutti i tre posti questo, probabilmente, è quello che riesce a soddisfare il numero maggiore di esigenze, specie per chi passa in zona nei giorni feriali. C’è la possibilità di fare la spesa, prendere un caffè, fare pausa pranzo.

bio-napoli-thegreencorner-panini

L’angolo market è davvero molto grande, cosa rara per i rivenditori di biologico. Purtroppo, spesso ci si ritrova in botteghe minuscole in cui giocare a Tetris tra i vari scaffali. Ovviamente, The Green Corner è fornitissimo: ha praticamente tutte le marche più famose con le gamme di prodotti sempre assortite. E oltre ai prodotti confezionati, c’è anche il pane appena sfornato e l’angolo frutta e verdura. Tutti con certificazione. “Biologico”, infatti, ha un significato ben preciso, con tanto di regolamenti comunitari e certificazioni. Purtroppo, nell’immaginario di molti, “bio” vuol dire di tutto e di più: sano, bello, vegano, vegetariano, strano, radical-chic, mangio-e-non-ingrasso… Tutte cose tanto vere quanto false.

La cosa che ci è piaciuta di più di The Green Corner è la possibilità di prepararsi da soli il pranzo. Cioè, da soli proprio no, ma è possibile acquistare alcuni prodotti e farseli cucinare al momento. Avete voglia di un’insalata? Al bar possono lavarla e condirla per voi. Preferite dei burger di seitan? Potete prenderlo dal banco frigo e chiedere che ve lo cuociano nel microonde. E, soprattutto, potrete mangiare nel patio allestito all’interno. Aspettiamo che faccia più caldo solo per andare a fare colazione lì.

bio-napoli-thegreencorner-patio

Insomma, siete già persi nel tunnel del bio? State già pensando di costruire una serra per gli ortaggi in garage? Scherziamo. Indipendentemente dalle scelte radicali e definitive che qualcuno decide di fare, provare il biologico e il vegan permette di assaggiare cibi nuovi. Anzi, spesso si tratta di cibi tradizionali che, però, erano scivolati nel dimenticatoio.

, , , , ,