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Day Trip

Una giornata al borgo del Rione Terra di Pozzuoli

18 ottobre 2016

Il borgo del Rione Terra è una rocca sospesa sul Golfo di Pozzuoli come un’isola di tufo e cemento.

Nel 1970 la località fu colpita da una una crisi di bradisismo che ha portato all’evacuazione del Rione. Dopo lunghi (e ancora in corso) lavori di restauro, il borgo è tornato da poco accessibile.

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Il Rione Terra è visitabile solo il sabato, la domenica e i giorni festivi. È raggiungibile con la Linea 2 della metropolitana (fermata Pozzuoli, da lì circa 20 minuti a piedi) oppure con la Cumana (10 minuti dal porto). L’ideale sarebbe avere a disposizione un’automobile: in questo modo sarebbe possibile esplorare più luoghi dei Campi Flegrei, che ospitano un gran numero di bellezze archeologiche e naturali.

Per apprezzare i tesori nascosti del borgo e per approfondirne la curiosa storia potete scegliere di visitare il Percorso Archeologico sotterraneo del rione gratuitamente (se prenotate in anticipo!). In alternativa, considerando anche i costi ridotti del biglietto (5 euro), potete prenotare una visita o affidarvi a una guida regionale (quelle di Giallo Napoletano sono appassionate e molto preparate).

Calatevi nelle viscere del Rione Terra seguendo l’antico decumano dell’acropoli. Gli spazi sono piuttosto ampi e non dovrebbero causare alcun problema a chi soffre di claustrofobia, specialmente perché non bisogna percorrere alcuna scalinata, ma oltrepassando un portone ci si ritrova al di sotto dei fabbricati, tra i porticati delle antiche tabernae, panetterie e botteghe protette da sistemi di prevenzione incendi progettati da Nerone.

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Le installazioni multimediali aiutano a immergersi nell’atmosfera dell’antica Puteoli. Se avete già visitato altri luoghi dei Campi Flegrei, avrete già intuito l’importanza ricreativa, culturale, economica e militare che l’intera area ha cominciato ad avere dal II secolo a.C.. Durante le guerre puniche, il vicino Lago d’Averno, per Virgilio la porta degli Inferi che Enea deve attraversare per poter incontrare il proprio padre defunto, ospitava la flotta militare, mentre il porto di Puteoli era un crocevia di mercanti e marinai provenienti da tutte le sponde del Mediterraneo. Pozzuoli, in età imperiale, contava ben due anfiteatri: l’Anfiteatro Flavio, il terzo più grande d’Italia; del secondo, distrutto durante la costruzione della linea ferroviaria Roma-Napoli, purtroppo non rimane un bel niente.

La Cattedrale barocca di San Procolo Martire è di una suggestione unica. Fu fondata direttamente sul Tempio di Augusto, le cui colonne in stile ionico oggi ne rappresentano la facciata principale. Quadri di straordinaria bellezza sono ospitati dalla Cattedrale di San Procolo.

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Ammirate il panorama sul Golfo e il porto da cui salpano i traghetti per Ischia e Procida dalle tante terrazze. Il mare luccica tra i palazzi giallo porpora e la costa lo abbraccia circolare fino a Capo Miseno. Guardando a nord ovest provate a identificare il Monte Nuovo, collina poco acclive ricolma di boschi. Stenterete a credere che si tratta di un vulcano nato in seguito a una singola eruzione nel 1538, l’ultima avvenuta nei Campi Flegrei. La storia architettonica e l’evoluzione urbana del Rione Terra è strettamente legata ai danni provocati dall’eruzione del Monte Nuovo. Gli edifici furono evacuati, gli sfollati scapparono a Napoli e il Rione Terra restò disabitato per secoli. Solo grazie alla riqualificazione promossa da Don Pedro di Toledo, Pozzuoli rifiorì e i palazzi del Rione Terra furono restaurati e tornarono abitati.

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Il rapporto complesso e a volte drammatico tra gli abitanti dei Campi Flegrei e i fenomeni vulcanici continua, nel corso dei secoli, a cambiare gli equilibri demografici e ad incidere sulle sorti di Pozzuoli; le crisi bradisismiche si succedono con frequenza alterando il paesaggio: alcune incisioni raffigurano il borgo del Rione Terra separato dalla terraferma.

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Negli anni ’70, i terremoti della recente crisi bradisismica hanno danneggiato le fondazioni dei palazzi, mentre il livello del suolo del Rione Terra e di Pozzuoli s’innalzava di un metro. Un altro piano di evacuazione ha creato una nuova diaspora di sfollati, spediti nelle residenze di Monteruscello, a pochi chilometri di distanza, in un’area esposta al medesimo rischio vulcanico.

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Oggi, i lavori di ristrutturazione continuano a interessare i due terzi del borgo: la valorizzazione di questo gioiello archeologico è appena cominciata, ed è importante seguirne gli sviluppi con attenzione; sebbene in territori vulcanici la precarietà sia in parte giustificata, vi consigliamo di visitare il Rione Terra il prima possibile. Oppure, invece di starsi a preoccupare, è meglio scendere al porto di Pozzuoli e cercare un ristorantino sul mare.

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