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Spiagge a Napoli? Ecco le discese a mare di Posillipo

06 settembre 2016

Napoli non ha molte spiagge dove fare il bagno, ma in compenso alcune discese a mare che, dalla collina di Posillipo, portano a piccoli approdi, antichi borghi marinari o siti archeologici, sono posti magnifici da esplorare sia d’estate che d’inverno, all’insegna di un itinerario marino urbano.

La discesa più suggestiva è sicuramente quella della Gaiola, un’oasi di bellezza dove poter fare snorkeling tra le antiche rovine romane sommerse, sprofondate sotto il livello del mare a causa del bradisismo che interessa l’area, partecipare a un’uscita in battello organizzata dal Centro Studi Interdisciplinare, o semplicemente stendere un asciugamano e godersi il sole e il panorama sul golfo.

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Arrivarci può essere un po’ impegnativo, ma la passeggiata che da Via Tito Lucrezio Caro (è qui che bisogna parcheggiare l’auto o il motorino, se si è motorizzati, altrimenti scendere al capolinea di Capo Posillipo dai bus 140, C31, C27, C1 o C21 e camminare per Via Tito Lucrezio Caro per circa 500 metri) porta agli scogli di tufo è molto piacevole. Preparate un panino, armatevi di borraccia, maschera e tubo e imboccate la Discesa Gaiola. Lentamente si abbandona l’asfalto e il caos della città. Lungo la stradina di campagna, cambiano gli odori e i suoni; il mare scintilla azzurro in lontananza e sembra richiamarvi a sé. Dopo alcuni tornanti, si lascia la strada principale e, oltrepassando un cancello opportunamente segnalato, comincia una scalinata non molto ripida. È facilissimo riconoscerla: se i cartelli non dovessero bastare, sarà sufficiente seguire il flusso di bagnanti (d’estate la Gaiola può essere molto affollata, i periodi migliori per godere del mare e dell’atmosfera sono la primavera e l’autunno).

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L’azzurro compare all’improvviso tra il verde degli alberi. Gli ultimi gradini conducono praticamente in acqua, in un’acqua sorprendentemente verde e cristallina per essere a due passi dalla città.

Ora, d’estate, viene la parte più difficile: trovare un posticino dove poter stendere il proprio asciugamano tra le schiere di bagnanti. Ma non fermatevi alla spiaggetta, a meno che vostro figlio non insista per voler giocare sulla sabbia; affacciatevi all’entrata del Centro Studi (l’unico edificio, in cima alla scaletta in muratura) e chiedete un pass per poter accedere alla parte occidentale del parco. Vi basterà presentare un documento d’identità. Attenzione, perché gli accessi sono limitati, ed è proprio questo il privilegio di possedere un pass. Al massimo cento persone possono sdraiarsi sugli scogli smussati del Parco. Il vostro spazio vitale sarà garantito e potrete tuffarvi direttamente di fronte all’isolotto della Villa Maledetta, tra gli antichi muri romani, oggi tane di saraghi e polpi. La Villa Maledetta oggi è abbandonata, ed è vietato raggiungere a nuoto l’isolotto su cui sorge (un tempo i più coraggiosi si tuffavano da lassù con un po’ d’incoscienza). La maledizione che insiste sulla villa deriva dalle tragedie che hanno colpito tutti i suoi facoltosi proprietari in epoche recenti.

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Chiedete informazioni all’interno del Centro, partecipate a una gita in canoa o a un corso di diving, le attività che i biologi portano avanti con passione sono innumerevoli. Potrebbe capitare, ad esempio, che la sera ci sia un concerto al Parco Archeologico di Pausilypon, raggiungibile anche a piedi dalla Gaiola.

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Mito e natura vi evocheranno sensazioni uniche, capirete forse perché alla collina di Posillipo fu dato anticamente questo nome (Pausilypon, in greco, significa pace di tutti gli affanni).

Un’altra celebre località marina è l’antico borgo di pescatori di Marechiaro. Da Via Posillipo (due fermate di autobus prima del capolinea di Capo Posillipo) imboccate Via Marechiaro (la zona a traffico limitato è stata appena istituita e gli orari in cui è attiva non sono ancora chiari) e avanzate tra i ristorantini sul mare, provando a resistere alla tentazione di fermarvi per un risotto alla pescatore o una frittura di alici. Al termine della prima scalinata, di fronte al celebre ristorante Cicciotto, potrete scegliere se andare a sinistra e pagare una piccola quota (5 euro) per il servizio barchetta, che fa la spola tra Marechiaro e il famoso Scoglione, raggiungibile solo via mare, oppure andare a destra, ammirare la Fenestrella e leggere i versi di Salvatore di Giacomo incisi nel marmo che evocano un’alba lunare nel Golfo.

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Invece di pagare al lido un ingiustificato pedaggio, passate al di sotto della palafitta di legno, dovete solo togliervi le scarpe e bagnarvi fino al ginocchio. Arrampicatevi sulla scogliera di pietra lavica e stendetevi all’ombra del Palazzo degli Spiriti, altra villa romana dell’epoca Augustea, oggi trampolino per i giovani tuffatori. Da Marechiaro è possibile noleggiare un kayak per esplorare la costa fino alla Gaiola e alla baia di Trentaremi.

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Riva Fiorita, anche nota come Giuseppone a mare (storico ristorante), è forse la discesa a mare di Posillipo più comoda, si può parcheggiare l’auto lungo via Ferdinando Russo. Villa Volpicelli, la cui immagine è diventata famosa per comparire nella sigla di Un posto al sole, incornicia il porticciolo di Riva Fiorita.

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Concedetevi una boccata d’aria nel tardo pomeriggio, quando la scogliera si sfolla. Arrendetevi alla pigrizia che vi conquisterà quaggiù, sedetevi al Bar del mare e gustate un aperitivo ammirando il Vesuvio e la città distesa obliqua sul mare.

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Anche qui è possibile noleggiare un kayak; alla Nautica Cafarelli costa 10 euro per mezza giornata e permette di esplorare il lato orientale della costa di Posillipo, ammirando le ville imperiali che sorgono incastonate tra le pinete da Villa Rosebery, residenza napoletana del Presidente della Repubblica, fino al Palazzo Donn’Anna.

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