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A Napoli tra musei di scienze naturali e giardini nascosti

27 settembre 2016

A Napoli il concetto moderno, funzionale e poco romantico di campus universitario è ancora estraneo. Le sedi della Federico II, la prima università pubblica d’Europa, fondata da Federico di Svevia nel 1224, sono disseminate nel centro storico della città, ospitate da chiostri medievali e chiese sconsacrate. Dimenticatevi strutture in titanio e acciaio post-moderne: visitare l’Università di Napoli è un’esperienza sorprendentemente interessante, durante la quale è anche possibile visitare i Musei di scienze naturali.

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Mentre percorrete Via Mezzocannone, curiosando tra le librerie di testi universitari e studenti che s’affrettano alla prossima lezione, cercate il civico numero 8. Non sarà difficile, la sede delle facoltà di Scienze Biologiche e Matematica è un imponente palazzo di roccia nera.

Oltre al Museo della Fisica e al Museo Zoologico (che si trovano al secondo piano), il Real Museo Minerolgico, al terzo piano, merita senz’altro una visita (il biglietto costa solo 2,50 euro e  ulteriori sconti sono proposti per le visite a più di un museo). Le geometrie psichedeliche dei minerali vi conquisteranno, gli scaffali e le bacheche in legno scuro rendono l’atmosfera calda e sospesa. In più, se siete appena tornati da un’escursione sul Vesuvio, forse sarete interessati ad ammirare la Collezione Vesuviana. Il legame tra Napoli e la Terra è forte e viscerale ed è facile percepirlo, qui come sul cratere del vulcano.

Al quarto piano, dalle aule in cui teneva lezione il noto matematico Renato Caccioppoli, si può ammirare un panorama da una visuale insolita, col Castel Sant’Elmo che domina la città, e la distesa di tetti e cupole che degrada fino al porto, dove i moli si slanciano verso il largo.

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Conquistate l’uscita sul retro che si trova al secondo piano. Attraversate il Cortile delle Statue (se sarete fortunati, i lavori di restauro del chiostro saranno finalmente terminati, e potrete salutare i busti di Leopardi, Giordano Bruno, Tommaso D’Aquino e Gian Battista Vico, giusto per ricordare chi ha passeggiato tra quelle stesse colonne) e sbucate in Vico San Marcellino. Cento metri oltre, all’interno di un insospettabile portone, si nasconde un piccolo gioiello: il Chiostro dei Santi Marcellino e Festo (noto semplicemente come Chiostro di San Marcellino), sede dei dipartimenti di Scienze Geologiche e Scienze Politiche e del Museo di Paleontologia.

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Nel giardino del Chiostro, la calma che si respira vi farà credere di essere lontanissimi dal caotico centro della città. Passeggiate all’ombra del portico, bevete un sorso d’acqua fresca dalle fontane in ombra, riposate un attimo sdraiandovi sul prato (ma occhio al guardiano!) prima di esplorare il resto del Chiostro.

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Indossare degli occhiali da sole potrebbe essere una buona idea per apprezzare il giallo abbacinante che colora le mura del Chiostro e che contrasta con il grigio delle colonne. Lasciate il giardino e dirigetevi all’estremità meridionale: è lì che si trova il Museo di Paleontologia. Gli scheletri di dinosauro esposti in questo piccolo ma ben tenuto museo vi stupiranno. Il costo d’ingresso, così come per gli altri musei di scienze naturali, è modesto (2,50 euro) ed è gratuito per gli studenti universitari. Se i fossili vi affascinano, qui ne troverete di tanti organismi, dai denti del Carcharocles megalodon (uno squalo gigantesco che si estinto due milioni di anni fa) alle felci del Carbonifero.

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Purtroppo la chiesa del Chiostro non è sempre visitabile, perché aperta solo per occasioni straordinarie. A questo punto potreste pensare di fare un salto alla facoltà di Scienze Politiche. Solo una scalinata vi separa dal suo giardino ombroso.

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Qui, nel dopopranzo, troverete sempre degli studenti che si attardano a chiacchierare intorno alla fontana. Vi verrà voglia di imitarli e di rilassarvi un momento. Non è così facile trovare questa tranquillità nel bel mezzo del centro storico di Napoli.

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