Arrivando in Kenya ci si accorge subito che i mezzi di trasporto sono i più svariati, in regola con la tipica arte di arrangiarsi dei kenioti.
A Nairobi si trovano tutti: dal matatu al bodaboda, dal tuck tuck alle bici e al Citi Hoppa, senza dimenticare l’andare a piedi!
Avete abbastanza coraggio e spirito di avventura per lasciare il taxi, o la comodità del pulmino ad otto posti dell’agenzia turistica, e buttarvi in una genuina esperienza di metropoli africana? Se la risposta è si non avete che l’imbarazzo della scelta.
Tra le trafficate vie del centro città troverete moltissimi matatu, che sono uno dei mezzi più comodi per girarla, come già dicevamo nell’articolo in cui vi suggerivamo come vivere la città di notte.
Sono facilmente riconoscibili perché sono dei pulmini per 10 passeggeri circa, bianchi con una striscia gialla. Recentemente, le autorità locali hanno imposto la riduzione dei Matatu “artistici”, che fino a qualche anno fa erano davvero una caratteristica unica del Kenya, e di Nairobi in particolar modo. Per le strade della città potrete comunque vedere qualche esemplare dai colori sgargianti, con strofe di canzoni sulla fiancata, o decalcomanie di cantanti Hip-Hop degli States.
Il prezzo del biglietto oscilla parecchio, in base all’orario, al giorno della settimana, al traffico, alla condizioni meteorologiche. Quello che vi consigliamo è di chiedere al keniota seduto vicino a voi quanto sta pagando, così da essere certi che vi è stato chiesto il giusto prezzo. L’unico caso in cui sconsigliamo il matatu a favore di un Citi Hoppa, il classico bus di linea urbana, è quando siete stanchi e non avete voglia di ascoltare musica ad alto volume.
Se vi state chiedendo perché, la risposta è semplice: su ogni matatu che si rispetti, l’hip hop o il reggae locale sono suonati dall’autoradio ad altissimo volume. Questo, insieme alla pazzia dei conducenti, fa “dell’esperienza del matatu” una delle più vere e folli che potrete vivere a Nairobi.
Gli altri due mezzi di trasporto sono le moto, qui chiamate bodaboda, e il tuck tuck, il motorino a 3 ruote presente anche in altre parti del mondo. Se avrete modo di andare sulla costa keniota, tra Mombasa, Watamu o più su verso Lamu, il bodaboda e il tuck tuck la faranno da padrona. Sono infatti il mezzo migliore per muoversi sulle brevi distanze, soprattutto vicino al mare dove non fa freddo e la gente alla guida è molto più rilassata.
Nairobi è la città dei matatu con le urla dei conducenti (“Beba, beba, beba, beba!”), con la musica ad alto volume, con 15 persone sullo stesso mezzo quando ce ne dovrebbero essere 10, con le strade inventate per evitare il traffico ma soprattutto con l’allegria e la leggerezza che non lascia mai il keniota medio e che distrae tutti i passeggeri dal terribile traffico che c’è in centro città.
Quando vi capiterà, come è capitato a noi di Nuok, di risentire una vecchia hit di Ivana Spagna su un matatu strapieno che fa una curva in terza, allora sì che avrete vissuto la Nairobi vera, quella che non c’è sulle guide turistiche e che rende il viaggio un’esperienza unica e imperdibile.






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